I dazi del 100% sui prodotti medicinali importati negli Stati Uniti preannunciati dal presidente Trump ad agosto 2025 si apprestano a diventare realtà, in nome della sicurezza nazionale. L’annuncio è giunto dalla presidenza americana il 2 aprile, e fa seguito alla conclusione dell’indagine ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1969.
Secondo quanto pubblicato sul sito della Casa Bianca, i nuovi dazi del 100% colpiranno tutti i medicinali sotto brevetto e relativi ingredienti. L’entrata in vigore è prevista tra 120 giorni per le grandi multinazionali, termine esteso a 180 giorni per le società più piccole.
Cosa prevedono le nuove misure
La buona notizia è che per i medicinali importati negli USA da Unione europea, Giappone, Corea, Svizzera e Liechtenstein la tariffa prevista è fortemente ribassata, solo il 15%. Anche il Regno Unito vedrà applicati dazi di minore entità, non ancora meglio precisati. Inoltre, completamente esiti da dazi fino al 20 gennaio 2029 sono le aziende rientranti negli accordi di prezzo Most Favoured Nation (MFN) e che abbiano stipulato accordi di onshoring delle produzioni con il Dipartimento del Commercio. Alle aziende che hanno concluso solo quest’ultimo tipo di accordi vedranno applicati dazi del 20%.
Per il momento rimangono completamente esenti da dazi doganali i farmaci generici e biosimilari e gli ingredienti ad essi associati, anche se è già stato annunciato che la misura verrà rivalutata tra un anno. Prevista anche l’esenzione per farmaci orfani, medicinali veterinari e altre specialità medicinali che siano esportate da paesi con accordi commerciali con gli Stati Uniti o che rispondano a un bisogno urgete di salute pubblica.
Secondo il comunicato della Casa Bianca, le nuove misure saranno soggette a monitoraggio e meccanismi di implementazioni forti, compresi audit esterni e aumenti dei dazi sulle importazioni passate e future.
Gli esiti dell’indagine
Secondo quanto reso noto dal governo americano, l’indagine ai sensi della Sezione 232 avrebbe dimostrato che i medicinali coperti da brevetto e i relativi ingredienti attivi sono importati negli Stati Uniti in quantità e circostanze tali da rappresentare un potenziale pericolo per la sicurezza nazionale.
I dazi già imposti lo scorso anno ai sensi della Sezione 232, inoltre, avrebbero generato circa400 miliardi di dollari d’investimenti da parte di aziende farmaceutiche, sia statunitensi che straniere. Secondo il comunicato, tale cifra dovrebbe venire spesa negli USA già durante il corrente mandato del presidente Trump. Obiettivo centrale della sua presidenza, infatti, è garantire una base industriale e produttiva interna auto-sufficiente per la produzione dei farmaci quale elemento chiave a supporto delle richieste di salute pubblica e difesa nazionale. Secondo la Casa Bianca, nonostante la leadership nella ricerca e sviluppo farmaceutica, la forte dipendenza dall’import di medicinali gli Stati Uniti potrebbe limitare l’accesso a medicinali salvavita in caso di rottura delle catene globali di fornitura.


