a cura di Pierpaolo Molinengo - giornalista
La gestione della tesoreria e del capitale circolante nelle aziende CDMO (Contract Development and Manufacturing Organization) rappresenta un banco di prova strategico. In un modello di business caratterizzato dalla lavorazione su commessa per conto di clienti internazionali, l’operatività ordinaria impone l’importazione di grandi volumi di principi attivi (API) ed eccipienti – prevalentemente da mercati Extra-UE come India e Cina – e la successiva esportazione del farmaco finito o del semilavorato verso Paesi UE ed extra-UE.
Questa dinamica strutturale genera fisiologicamente un’asimmetria fiscale: l’accumulo continuo di crediti IVA a credito, derivante dagli acquisti o dall’importazione con applicazione dell’imposta, a fronte di vendite in sospensione d’imposta (non imponibili ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. 633/72). Per i responsabili della Supply Chain, dei Procurement e dell’Amministrazione Finanziaria delle CDMO, evitare che il capitale di funzionamento rimanga immobilizzato in attesa dei rimborsi fiscali è essenziale per garantire la stabilità della tesoreria.
Il plafond esportatori e la gestione delle lettere d’intento
Il principale meccanismo normativo volto a prevenire la formazione del credito IVA è il regime dei cosiddetti esportatori abituali. Le CDMO che realizzano operazioni assimilabili alle esportazioni (esportazioni dirette, operazioni assimilate o cessioni intra-comunitarie) per un ammontare superiore al 10% del proprio volume d’affari acquisiscono il diritto di effettuare acquisti e importazioni senza l’applicazione dell’IVA, entro il limite del “plafond” maturato nell’anno solare precedente (plafond fisso) o nei dodici mesi precedenti (plafond mobile).
Ottimizzazione del calcolo e monitoraggio del plafond
Per sfruttare appieno il plafond senza incorrere nelle sanzioni previste per lo sconfinamento, i dipartimenti amministrativi e logistici devono operare in costante coordinamento. L’utilizzo del plafond mobile permette di distribuire con maggiore fluidità le capacità d’acquisto nel corso dell’anno, evitando picchi di accumulo del credito nei primi trimestri. È essenziale mappare con precisione la tempistica di perfezionamento delle operazioni doganali e delle fatturazioni per garantire che il limite disponibile sia aggiornato in tempo reale.
L’emissione delle lettere d’intento verso i fornitori di materie prime o verso le dogane deve avvenire per via telematica tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate prima dell’effettuazione dell’operazione. Per le CDMO è critico:
- trasmettere tempestivamente la ricevuta telematica al fornitore prima di richiedere l’emissione della fattura;
- verificare la corrispondenza rigorosa tra i codici doganali della merce importata e le dichiarazioni d’intento registrate;
- pianificare la quota di plafond da riservare agli acquisti interni di servizi legati al ciclo produttivo (es. analisi di laboratorio, confezionamento, logistica specializzata) e quella da destinare alle importazioni di principi attivi.
Regimi doganali speciali: perfezionamento attivo e depositi IVA
Oltre al plafond IVA, la pianificazione doganale e fiscale offre strumenti avanzati ideati per azzerare l’impatto finanziario sia dell’IVA all’importazione che dei dazi doganali sulle materie prime destinate alla ri-esportazione.
Il perfezionamento attivo (Inward Processing)
Il regime del perfezionamento attivo consente di introdurre nel territorio doganale dell’Unione Europea merci non UE (es. API o intermedi provenienti dall’Asia) per sottoporle a operazioni di trasformazione, lavorazione o confezionamento, in totale sospensione da dazi doganali e IVA all’importazione:
- flusso operativo: la CDMO riceve il materiale dall’estero, esegue la sintesi o il formulato farmaceutico e ri-esporta il prodotto finito al cliente estero;
- vantaggi finanziari: si evita integralmente l’esborso finanziario in dogana, eliminando la necessità di impegnare il plafond IVA per la quota delle importazioni che successivamente uscirebbero dal territorio comunitario;
- requisiti gestionali: il regime richiede un’autorizzazione preventiva rilasciata dalle autorità doganali, un’accurata tracciabilità delle rese di lavorazione (yields) e una contabilità doganale rigorosa per abbinare le merci in ingresso con i prodotti finiti in uscita.
I depositi IVA
Qualora il prodotto finale sia destinato alla commercializzazione nel mercato europeo, oppure qualora la destinazione finale della merce non sia definita al momento dell’importazione, la CDMO può ricorrere all’introduzione dei beni in un deposito IVA:
- l’immissione in libera pratica della materia prima avviene senza il versamento dell’IVA in dogana;
- l’imposta viene assolta esclusivamente al momento dell’estrazione dei beni dal deposito per l’impiego nei reparti produttivi, tramite il meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge), senza alcun passaggio finanziario di cassa.
Strumenti di smobilizzo del credito IVA
Qualora la combinazione di plafond e regimi doganali speciali non riesca ad azzerare l’accumulo del credito IVA – ad esempio a causa di ingenti investimenti in conto capitale (impianti di produzione, bioreattori, linee di confezionamento) o di acquisti non coperti da dichiarazione d’intento – la CDMO deve attivare strumenti specifici di liquidazione del credito accumulato.
Cessione del credito IVA e factoring
La cessione a titolo definitivo (pro soluto) o con garanzia (pro solvendo) del credito IVA maturato a primari istituti finanziari o società di factoring permette di trasformare il credito fiscale in liquidità immediata:
- iter procedurale: la cessione richiede l’indicazione nel modello IVA annuale o nei modelli trimestrali (TR) e la notifica formale all’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate tramite atto pubblico o scrittura privata autenticata;
- valutazione economica: occorre bilanciare il costo finanziario della cessione (tassi e commissioni di sconto) con il costo di opportunità derivante dall’immobilizzazione del capitale e con gli eventuali costi di indebitamento bancario di breve termine necessari per coprire il fabbisogno di tesoreria.
Richiesta di rimborso prioritario
Le aziende con un’elevata incidenza di operazioni non imponibili rispetto al totale delle operazioni effettuate beneficiano di canali privilegiati per la richiesta di rimborso dell’IVA trimestrale o annuale:
- per velocizzare l’erogazione del rimborso da parte dell’Amministrazione Finanziaria senza la prestazione di garanzie polizze fideiussorie (spesso onerose per importi elevati), le CDMO possono avvalersi dell’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale o sui modelli TR da parte di un professionista abilitato;
- l’adesione al regime di adempimento collaborativo (cooperative compliance) o il conseguimento di elevati punteggi negli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) rappresenta un ulteriore acceleratore per ottenere il pagamento diretto dei rimborsi in tempi ridotti.
Sintesi per la supply chain e la finanza aziendale
L’efficienza della tesoreria in una CDMO dipende dalla capacità di integrare le decisioni operative di acquisto e spedizione con la pianificazione fiscale. La Supply Chain deve comunicare tempestivamente alla funzione Finance l’origine dei materiali, la destinazione dei prodotti lavorati e la tempistica prevista per le operazioni import/export.
Adottare in modo combinato la gestione dinamica del plafond, i regimi di perfezionamento attivo per le commesse extra-UE e il ricorso strategico alle cessioni del credito e ai rimborsi prioritari garantisce il mantenimento dell’equilibrio finanziario, salvaguardando il capitale circolante e trasformando un potenziale collo di bottiglia contabile in un fattore di competitività per l’organizzazione.


