A cura di Pierpaolo Molinengo - giornalista
Nel panorama attuale del settore Chimico-Farmaceutico e Biotech, il modello di R&D ha subito un’evoluzione strutturale. L’intero processo di scoperta e validazione della molecola, svolto storicamente all’interno dei laboratori della casa madre, è stato affiancato da strategie didisinvestimento selettivo. Sempre più frequentemente, i grandi gruppi e le middle-company italiane adottano operazioni di carve-out e spin-off per isolare e valorizzare specifici asset intangibili.
Tra gli asset oggetto di queste operazioni figurano molecole in fase di sviluppo preclinico o clinico iniziale, piattaforme tecnologiche proprietarie per il drug delivery, brevetti di formulazione e banche dati molecolari accompagnate dal relativo know-how analitico e sintetico. L’obiettivo strategico di questa segregazione è duplice: accelerare il time-to-market permettendo all’asset di svilupparsi tramite fondi di Venture Capital o partner industriali, e segregare il rischio di fallimento clinico, evitando che le perdite di R&D impattino direttamente sui bilanci della società dante causa.
Tuttavia, trasferire un’idea scientifica, un brevetto o un pacchetto di dati biologici a una NewCo biotech richiede una rigorosa architettura giuridico-fiscale. Trattandosi di beni immateriali ad altissimo potenziale ma privi di un mercato regolamentato immediato, la quantificazione economica e la disciplina del trasferimento rappresentano un passaggio delicato per la Direzione Generale e il CFO.
La mappa delle operazioni neutrali: articolo 173 e 176 del TUIR
Per trasferire asset immateriali senza generare materia imponibile immediata, evitando l’emersione di plusvalenze tassabili ai sensi dell’articolo 86 del TUIR, la normativa italiana offre due strumenti fondamentali improntati al principio della neutralità fiscale: il conferimento d’azienda e la scissione societaria.
Attraverso il conferimento di ramo d’azienda (articolo 176 del TUIR), la società conferente trasferisce il complesso aziendale a una società conferitaria, ricevendo in cambio azioni o quote della stessa. Sotto il profilo fiscale, l’operazione avviene in regime di continuità dei valori: il soggetto conferente non realizza plusvalenze né perdite tassabili, e la NewCo subentra nella posizione del conferente mantenendo l’ultimo valore fiscalmente riconosciuto dei beni. Questo strumento è ideale quando la società madre intende mantenere una partecipazione nella NewCo e contemporaneamente aprire il capitale sociale all’ingresso di investitori terzi tramite successivi aumenti di capitale.
In alternativa, l’articolo 173 del TUIR disciplina la scissione, sia essa totale o parziale, proporzionale o non proporzionale. Attraverso la scissione parziale, la società scissa assegna una parte del proprio patrimonio a una o più società beneficiarie, attribuendo le relative azioni ai soci della società scissa. La scissione garantisce anch’essa la neutralità fiscale, consentendo la riorganizzazione delle attività senza impatti fiscali immediati sui plusvalori latenti.
Il nodo critico: ramo d’azienda contro singolo asset
La condizione essenziale per accedere al regime di neutralità previsto dall’articolo 176 del TUIR risiede nella qualificazione di quanto viene trasferito. L’oggetto del conferimento deve necessariamente configurarsi come un ramo d’azienda, definito come un insieme organico di beni capace di un’autonomia economico-funzionale, e non come la mera cessione di un singolo asset intangibile.
Se l’Agenzia delle Entrate dovesse riqualificare il conferimento di un brevetto o di un know-how come cessione isolata di bene immateriale, il regime di neutralità decadrebbe, determinando la tassazione immediata con aliquota ordinaria IRES e IRAP della plusvalenza determinata sul valore di mercato. Per evitare questo grave contenzioso, è indispensabile che il perimetro del ramo d’azienda trasferito comprenda l’intero complesso di elementi coordinati: protocolli di ricerca, contratti del personale scientifico dedicato, contratti con le CRO, macchinari di laboratorio e licenze d’uso dei dati.
Perizia di stima del know-how e riallineamento dei valori fiscali
Quando l’operazione straordinaria prevede l’ingresso di nuovi soci finanziari o industriali nella NewCo, la corretta valutazione del know-how e dei brevetti costituisce il fulcro delle trattative commerciali e degli adempimenti civilistici.
La valutazione degli intangibili e la perizia giurata
Ai sensi degli articoli 2465 e 2343-ter del Codice Civile, il valore attribuito al ramo d’azienda o agli intangibili conferiti deve essere attestato da una relazione giurata di stima redatta da un esperto indipendente. Nel settore biotech, tuttavia, stimare il valore del know-how preclinico rappresenta una sfida metodologica notevole, data l’assenza di flussi di cassa storici e l’elevata incertezza sul successo della sperimentazione.
Per resistere ai controlli fiscali, la perizia deve adottare metodologie valutative riconosciute dalla prassi finanziaria internazionale. Il metodo più utilizzato è il Risk-Adjusted Net Present Value, ovvero l’attualizzazione dei flussi di cassa futuri attesi ponderati per le probabilità statistiche di successo clinico e regolatorio. In alternativa o a supporto, si utilizzano il Cost Approach, che ricostruisce i costi storici di R&D sostenuti per ricreare un know-how equivalente, oppure il Relief-from-Royalty Method, che stima i risparmi di royalty che la NewCo otterrà detenendo la proprietà della tecnologia.
Il disallineamento fiscale e l’imposta sostitutiva
Il rispetto del principio di neutralità fiscale comporta il disallineamento tra i valori civili e i valori fiscali della NewCo. Se da un lato il bilancio della NewCo iscriverà il ramo d’azienda al valore di perizia aggiornato, dall’altro lato il valore fiscalmente riconosciuto rimarrà ancorato a quello storico del conferente, il quale spesso è pari a zero poiché i costi di R&D passati sono stati interamente dedotti.
Di conseguenza, la NewCo non potrà dedurre ai fini fiscali gli ammortamenti civilistici imputati a conto economico sull’intangibile rivalutato. Per rendere deducibili gli ammortamenti futuri, la normativa tributaria prevede la facoltà di affrancare i maggiori valori iscritti in bilancio mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP, ai sensi dell’articolo 176, comma 2-ter, del TUIR. Il CFO deve analizzare accuratamente il tempo di recupero del costo dell’imposta sostitutiva tramite i futuri risparmi d’imposta derivanti dagli ammortamenti deducibili.
Gestione delle perdite fiscali pregresse e limitazioni al riporto
Le società biotech accumulano fisiologicamente ingenti perdite fiscali nei primi anni di attività a causa degli elevati costi di ricerca sostenuti in assenza di ricavi commerciali. Quando tali società sono coinvolte in operazioni straordinarie o scissioni, il riporto delle perdite pregresse è soggetto a rigidi limiti antielusivi per evitare il commercio di scatole vuote ricche di crediti fiscali.
Ai sensi dell’articolo 172, comma 7, del TUIR, applicabile anche alle scissioni ex articolo 173, il riporto delle perdite fiscali pregresse è subordinato al superamento di due test fondamentali:
- test di vitalità aziendale: richiede che dal conto economico risulti un ammontare di ricavi e di spese per lavoro subordinato superiori al 40% della media degli ultimi due esercizi;
- asset test: stabilisce che le perdite sono riportabili soltanto entro il limite del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio.
Poiché le startup e le PMI biotech pre-revenue spesso non registrano ricavi di vendita sufficienti, rischiano di non superare il test di vitalità. In questi casi, è fondamentale avanzare tempestivamente un’istanza di interpello disapplicativo all’Agenzia delle Entrate, dimostrando che l’operazione risponde a concrete ragioni industriali e che non vi è alcun intento elusivo nell’utilizzo del credito fiscale.
Roadmap strategica di implementazione per la direzione generale
Per strutturare un’operazione di carve-out o spin-off biotech riducendo al minimo i rischi di contestazione, la Direzione Generale e la funzione Finance devono adottare un piano operativo articolato in quattro fasi consecutive:
- structuring: perimetrazione precisa del ramo d’azienda, identificando tutti gli elementi materiali, immateriali e contrattuali necessari a garantirne l’autonomia funzionale e verificando i presupposti della neutralità fiscale;
- valutazione: incarico al perito indipendente per la redazione della relazione giurata, definendo parametri finanziari coerenti con i benchmark di settore per i tassi di sconto e le probabilità di successo clinico;
- execution: perfezionamento dell’atto notarile di scissione o conferimento e presentazione degli eventuali interpelli preventivi all’Amministrazione Finanziaria per la disapplicazione delle norme antielusive;
- post-closing: valutazione della convenienza finanziaria dell’imposta sostitutiva per il riallineamento dei valori fiscali e gestione della corretta circolazione dei crediti d’imposta R&D e del Patent Box relativi agli asset trasferiti.
Pianificare ed eseguire lo spin-off di un asset biotech richiede un perfetto equilibrio tra visione strategica, valutazione finanziaria del know-how e conformità tributaria. Affrontare correttamente la perizia degli intangibili e strutturare l’operazione in neutralità fiscale consente alla società madre e alla NewCo di tutelare il proprio patrimonio aziendale, attraendo capitale di rischio ed evitando complessi contenziosi con l’Amministrazione Finanziaria.


