Home Autori Articoli di

ARTICOLI

Packaging. Innovare significa investire

0

Da più di trent’anni Phaba, azienda con sede a Burago di Molgora, nell’hinterland milanese, è specializzata nel packaging primario in plastica per l’industria farmaceutica, para-farmaceutica, nutraceutica e cosmetica.

Walter Cecchini, AD Phaba

L’attitudine all’innovazione, connaturata nel Dna dell’azienda, ha fatto sì che nascessero anche alcuni brevetti, che le hanno permesso di mantenere una posizione di rilievo sul mercato, in relazione ad alcuni prodotti specifici.

Dall’inizio del 2014, l’avvicendarsi del management aziendale ha contribuito ad avviare un processo di crescita tecnologica, accompagnato dall’ingresso di nuove figure professionali nei reparti tecnici e di produzione.

Con l’arrivo del nuovo amministratore delegato Walter Cecchini, Phaba ha accelerato una serie di processi evolutivi.

La visione strategica si è sviluppata, e continua tutt’oggi a procedere, su linee guida quali il consolidamento del parco prodotti, il rinnovo del parco macchine, il potenziamento della funzione commerciale e marketing e l’assunzione di neo-laureati in discipline tecnico scientifiche.

Le linee guida dell’evoluzione

«Per quanto riguarda il consolidamento del parco prodotti – spiega Walter Cecchini –, l’impegno di questi ultimi tre anni è stato quello di iniziare un processo di razionalizzazione per concentrarsi sui prodotti focali, delineando così il core business di Phaba ed eliminando prodotti che, sia per questioni organizzative, sia per logiche di mercato, non aveva più senso mantenere a catalogo».

«Il rinnovo del parco macchine – continua Cecchini – ha permesso di migliorare la produzione, sia in termini qualitativi sia quantitativi. Gli investimenti in nuove attrezzature, quali presse a iniezione, soffiatrici e assemblatrici automatiche, hanno permesso di razionalizzare i processi produttivi, migliorando la qualità del prodotto finito e ci hanno permesso di incrementare i quantitativi realizzati, per un miglior servizio al cliente finale».

Questo progetto si è prevalentemente concretizzato con il potenziamento delle linee per la produzione dei micro clismi a soffietto e ha consentito all’azienda, in questi ultimi anni, di incrementare la presenza dei propri prodotti in tale settore di mercato.

Focus sui micro clismi

Con l’acquisizione di importanti quote di mercato sia in Italia sia all’estero, Phaba ha ampliato la propria esperienza nel settore dei micro clismi, permettendole una crescita professionale che è sempre stata messa a disposizione dei propri clienti nell’ottica di migliorare il prodotto, fornendo in questo modo un valore aggiunto, sempre ben apprezzato. Forte di questa esperienza acquisita sul campo, l’azienda si è impegnata per realizzare e commercializzare il nuovo flacone clisma da 120/150 ml.

Si tratta di un prodotto che, nell’ambito dell’endoscopia e nel trattamento di sintomatologie intestinali, porta a un utilizzo più semplificato del medicamento, garantendo nel contempo l’integrità del contenuto. «L’innovazione tecnologica di questo prodotto – spiega Cecchini –, è dettata dagli accorgimenti tecnici che i nostri progettisti hanno messo a punto e implementato, realizzando una cannula che viene assemblata automaticamente, al termine del ciclo di stampaggio, con relativa copri-cannula e valvola di non ritorno. Questo prodotto verrà poi accoppiato a pressione al flacone (durante la fase di riempimento) in modo da garantire la tenuta ed evitando la fuoriuscita del liquido. La copri-cannula è accoppiata alla cannula tramite una ghiera che funge da sigillo di garanzia, assicurando all’utente finale l’integrità del prodotto stesso».

Rispetto ai prodotti precedentemente realizzati, il nuovo flacone clisma da 120/150 ml permette anche un’ottimizzazione del processo di riempimento. In passato, infatti, quando la cannula era fornita separatamente all’interno dell’astuccio, il processo di lavorazione dei clienti comportava passaggi aggiuntivi che andavano ad aumentare il tempo di completamento del prodotto finito. Un altro notevole vantaggio è anche legato alla semplicità d’uso in quanto l’utilizzatore finale non si deve preoccupare di assemblare una cannula a vite ma usufruisce di un prodotto finito completo e pronto all’impiego.

«Questo prodotto innovativo – afferma Cecchini – ci ha consentito sia di ridurre i componenti da gestire e i tempi di riempimento sia di migliorare la fruibilità da parte dell’utilizzatore finale».

Tali caratteristiche permettono di diminuire i costi di magazzino e di produzione, avendo la possibilità di guadagnare in affidabilità con un possibile ritorno dal mercato in termini di immagine e di profittabilità. Tutti elementi che oggi sono molto apprezzati dai clienti in quanto permettono di migliorare i processi produttivi con un’attenzione ai costi di lavorazione.

La realizzazione di questo nuovo prodotto è stata possibile grazie all’esperienza maturata in questi ultimi anni, adottando tutti gli accorgimenti tecnici che sono stati studiati e implementati nella realizzazione del nostro micro-clisma a soffietto che sta riscuotendo un discreto successo sia in Italia sia all’estero.

Risorse umane al centro

La combinazione del successo ottenuto dal micro-clisma e il lancio sul mercato del nuovo flacone sono le buone premesse affinché Phaba possa guadagnare ulteriori quote di mercato anche nel settore dei clismi da 120/150 ml.

La convinzione che questo tipo di prodotto potrà riscuotere un discreto successo in tempi brevi è confermata anche dall’attenta analisi di mercato che l’ufficio marketing ha implementato, acquisendo informazioni che gli hanno permesso di adottare le adeguate soluzioni per la realizzazione di un prodotto che potrà essere apprezzato dagli operatori del settore, sia che si tratti di utenti finali, che di persone specializzate nel settore ospedaliero.

Questo risultato è frutto di una forte sinergia tra i vari reparti di Phaba, che in questi ultimi anni ha puntato molto anche sull’investimento in capitale umano come uno degli elementi fondamentali per poter supportare l’innovazione ed essere pronti a reagire rapidamente alle esigenze di mercato. «Per un’azienda come la nostra – sottolinea Cecchini – è importante pensare di formare neo-laureati, trasferendo loro tutte le nozioni basilari per la gestione di un’azienda produttrice. In questo modo, acquisiscono tutte le competenze per diventare i futuri dirigenti e quindi consentire un futuro prospero ad aziende, come Phaba, caratterizzate da un forte desiderio di crescere e di diventare realtà sempre più importanti nel proprio mercato di riferimento».

Phaba è nata più di 30 anni fa e ha la sua sede operativa nel comune di Burago Molgora (Mb). Certificata secondo la norma ISO 9001:2008, nel corso degli anni si è affermata nel settore del packaging plastico farmaceutico e parafarmaceutico (cosmesi, erboristeria, prodotti dietetici). La sua naturale inclinazione alla ricerca e all’innovazione l’ha portata a ideare prodotti sempre nuovi in linea con le esigenze del mercato, e a cercare soluzioni su misura per ogni richiesta.

Garantire l’origine delle confezioni

0

A fronte della prossima entrata in vigore della direttiva EU 2011/62/UE pensata per regolare le contraffazione di confezioni farmaceutiche, Baumer hhs ha brevettato un processo di produzione intelligente, che soddisfa i requisiti previsti dalla direttiva stessa. Il nuovo processo, infatti, non solo permette di avere la massima sicurezza sull’origine del prodotto ma consente anche di snellire il lavoro di confezionamento.

Ricordiamo che a partire dal 2019 la Direttiva UE 2011/62 /UE impone che tutti i medicinali soggetti a prescrizione medica garantiscano di essere a prova di manomissione.

Attraverso tale direttiva, l’Unione europea intende tutelare la salute dei pazienti, mettendo in campo misure volte a impedire l’introduzione di confezioni di farmaci falsificati nella catena di fornitura legale. Per ottenere questo risultato, l’Ue intende utilizzare precise caratteristiche di sicurezza costituite da un identificativo univoco e da un sistema di prevenzione delle manomissioni.

Cosa prevede la direttiva UE 2011/62 /UE

Noto come Direttiva contraffazione, il nuovo regolamento prevede due diverse procedure: anzitutto un codice seriale su ciascuna confezione che consenta ai partner coinvolti nella catena di distribuzione di identificare la confezione stessa in base alle informazioni inserite nella banca dati. Ciascuna confezione deve perciò disporre di un codice individuale, che la rende unica.

In secondo luogo, la confezione deve avere una modalità di chiusura che permetta a chiunque operi in tutta la filiera di distribuzione di individuare facilmente un’eventuale manipolazione o apertura. Obiettivo del nuovo regolamento è di evitare la possibilità di riconfezionare medicamenti contraffatti all’interno di confezioni originali. Tali farmaci falsi, che entrano nel mercato europeo attraverso la pirateria organizzata, rappresentano un rischio incalcolabile per la salute del paziente e creano un danno d’immagine e perdite economiche nell’industria dei prodotti farmaceutici.

Il sistema di prevenzione delle manomissioni garantisce pertanto che la confezione non sia stata aperta o alterata dopo il rilascio da parte delle case farmaceutiche, assicurando in tal modo l’integrità del farmaco contenuto.

Garanzia sull’origine e processo di confezionamento semplificato

Baumer hhs ha svolto un ruolo fondamentale nell’elaborazione del nuovo regolamento e ha inoltre brevettato un processo di produzione intelligente, che soddisfa i requisiti della direttiva in tema di contraffazione di confezioni farmaceutiche. Questo processo innovativo garantisce la massima sicurezza del prodotto e, allo stesso tempo, ne snellisce il processo di confezionamento.

«La Direttiva sulla protezione della contraffazione messa in atto dalla Ue per i medicinali soggetti a prescrizione medica – spiega Andreas Brandt, business development manager di Baumer hhs – impone due caratteristiche per la sicurezza dei consumatori contro la pirateria del prodotto confezionato. In pratica, ogni prodotto deve poter essere identificato inequivocabilmente tramite un codice di sicurezza (serializzazione) nel corso di tutta la filiera, dal produttore al consumatore. Contemporaneamente, le confezioni farmaceutiche devono essere dotate della “prova di manomissione”. La direttiva europea impone infatti la “Protezione di originalità”, in modo da consentire l’identificazione della confezione manomessa».

«Il numero DE 10 2013 101 794 B4 indica il nuovo sistema del processo di produzione brevettato da Baumer hhs – continua Brandt –, tramite il quale vengono rilevati eventuali segni di manomissione. In pratica, non ci si limita più alla consueta chiusura della confezione, ma tramite un sistema di incollaggio si introduce un elemento di sicurezza, che permette di riconoscere chiaramente se è stata apportata una manomissione». Il brevetto Baumer utilizza la tecnica delle colle a caldo o una combinazione di colla a caldo e di colla a freddo. L’interazione di entrambi i collanti garantisce l’affidabilità contro la manomissione: non si possono quindi aprire e chiudere le confezioni evitando di lasciare tracce.

Una procedura anti-contraffazione

«Per garantire l’applicazione della direttiva sulla protezione di contraffazione 2011/62/EU – aggiunge Brandt – la qualità dell’applicazione della colla deve essere costantemente monitorata. Dato che dopo l’incastro e il posizionamento dei lembi di chiusura della confezione la colla non è più visibile dall’esterno, il controllo dell’applicazione della colla stessa deve avvenire prima della chiusura. Per consentire un adeguato monitoraggio, il sistema messo a punto da Baumer hhs impiega diversi sensori, che si contraddistinguono per compattezza e intelligenza. Tali sensori sono autosufficienti e in grado di valutare se l’applicazione della colla è stata ottimale o meno. Gli operatori devono quindi semplicemente definire la tolleranza consentita per la quantità di colla applicabile».

Per clienti che usano le applicazioni della Baumer hhs, le confezioni vengono controllate in base al dinamico «principio di sicurezza», che riconosce tutte le confezioni difettose. Solo dopo che il sensore ha ritenuto accettabile l’applicazione della colla, il controllo qualità libera la confezione.

«Con la procedura brevettata da Baumer hhs – precisa Brandt – viene prima applicata la colla sulle confezioni e poi viene effettuato il controllo dell’operazione svolta. Successivamente, vengono serializzate le confezioni. Questo procedimento è stato messo a punto in modo che la serializzazione avvenga solo su confezioni perfettamente incollate. Le confezioni incollate che presentano difetti sono scartate e non vengono serializzate». La procedura appena decritta offre diversi vantaggi: per esempio, le scatole confezionate devono essere controllate solo se munite di serializzazione e, se manca la serializzazione stampata, viene segnalata la non conformità della confezione secondo la direttiva sulla protezione dalla contraffazione 2011/62/EU. Il sistema quindi scarta automaticamente la confezione non in linea con quanto previsto dal processo produttivo.

«Grazie all’interconnessione degli elementi di manomissione con la serializzazione – afferma Brandt – il procedimento che abbiamo brevettato offre il vantaggio di una doppia garanzia e fornisce maggiore sicurezza. Le confezioni farmaceutiche scartate non vengono mai inavvertitamente messe in circolazione».

«In sostanza – conclude Brandt –, il nostro sistema ottimizza il processo produttivo delle confezioni farmaceutiche. Se le confezioni venissero serializzate prima del controllo della colla, i prodotti difettosi dovrebbero essere successivamente eliminati. La procedura che abbiamo messo a punto evita questa verifica onerosa. Inoltre, con il nostro sistema, le macchine confezionatrici hanno bisogno di un solo scarto, cosa che riduce il costo delle macchine stesse. Infine, il principio di sicurezza impedisce, nel caso in cui i sensori siano difettosi o non posizionati correttamente, che le confezioni non controllate arrivino all’uscita».

 

 

L’azienda

  • 1986
    Hhs Leimauftrags-Systeme GmbH è fondata da Hans Henning Sasse a Ratingen
  • 1998
    Fondazione delle prime filiali in USA e UK
  • 1999
    Trasloco in un nuovo stabilimento a Krefeld e apertura della terza filiale in Italia
  • 2001
    Hhs diventa membro nella Baumer Group
  • 2007
    Integrazione nella Baumer Group, cambio nome in Baumer hhs GmbH, apertura di filiali in Cina, India e Francia, più di 200 dipendenti nel mondo
  • 2014
    Nuova sede a Krefeld
  • 2016
    Apertura di una filiale in Spagna
  • 2017
    Trasferimento e inaugurazione nel nuovo stabilimento in Italia