Congresso nazionale SIMeF 2026
Congresso nazionale SIMeF 2026
a cura di Elena D'Alessandri - giornalista

Si è aperto il 17 marzo a Roma il 3° Congresso Nazionale SIMeF – Società Italiana di Medicina Farmaceutica, intitolato I nuovi algoritmi della salute. Un appuntamento cruciale, che si concluderà il 19 marzo, che vede la ricerca farmaceutica impegnata a compenetrare le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale con i principi fondamentali dell’etica e della responsabilità.

Governance e innovazione: i messaggi dalle Istituzioni

Ad aprire la sessione inaugurale è stata la Presidente SIMeF, Marie-Georges Besse, che ha posto l’accento sulla capacità dell’AI di accelerare la ricerca biomedica e migliorare l’accesso all’innovazione, sottolineando però la necessità di nuove competenze e di un capitale umano pronto alla sfida.

Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un messaggio, ha inquadrato l’AI come una rivoluzione trasformativa da accompagnare con una governance pubblica chiara. Schillaci ha ricordato il nuovo Piano Sanitario per la Ricerca 2026-2028, volto ad assicurare che l’innovazione resti al servizio della medicina e dei pazienti. In linea con questa visione, il Presidente di AIFA, Robert Nisticò, attraverso un video intervento, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un’Agenzia moderna, capace di valutare i farmaci non solo per il costo, ma per il valore reale in termini di outcome clinici e qualità della vita, integrando i dati del mondo reale nei processi decisionali.

I numeri della sfida: attrarre risorse e accorciare i tempi

Federico Chinni di Farmindustria, ha offerto una panoramica del nuovo ecosistema della salute. Con investimenti in R&D che toccheranno i 2.000 miliardi di dollari entro il 2030, e un numero di nuove molecole che in soli 10 anni è raddoppiato, il tema centrale è l’attrattività del sistema. I dati sono già eloquenti: grazie alla Generative AI, i tempi di sviluppo delle molecole negli studi clinici si sono ridotti del 40%. Chinni ha ribadito l’importanza di superare il fenomeno delle “black box” attraverso trasparenza e spiegabilità, ricordando che team di ricerca diversificati sono l’unica arma contro i bias degli algoritmi.

Particolarmente incisiva la lectio magistralis di Luca Cinquepalmi di Fondazione ENPAM, incentrata sul governo dell’innovazione tra scienza medica e coscienza professionale. Cinquepalmi ha descritto il SSN come un sistema complesso dove l’AI agisce moltiplicando le relazioni tra le componenti. «L’AI è la prima tecnologia che entra nel cuore dei processi decisionali – ha spiegato – ma la responsabilità non è delegabile all’algoritmo». Il rischio è non sfruttare a pieno questa potenza tecnologica per mancanza di organizzazioni adeguate o dati di qualità, rendendo necessaria una formazione interdisciplinare che integri l’AI nella pratica clinica quotidiana.

Il focus: drug discovery, ricerca clinica e responsabilità

Il Congresso si è quindi concentrato, per la prima sessione di lavori, sul contesto geopolitico nella ricerca clinica, analizzando nella seconda giornata di lavori l’onda dell’AI sulla drug discovery, settore dove l’intelligenza artificiale ha già dimostrato risultati fattivi nella scoperta di nuove molecole.

Il dibattito proseguirà quindi sull’impatto dell’AI sulla ricerca clinica, dove l’ingresso dei dati sintetici rappresenta un’opportunità essenziale per contemperare diritto alla privacy e salute pubblica. Questo scenario chiama però in causa il nodo dei dati e la responsabilità in medicina: l’AI cambia le regole del gioco, ma la sfida resta quella di “rendere umana l’intelligenza artificiale”, impedendo che la potenza tecnologica si traduca in una deresponsabilizzazione dei professionisti.

Mentre l’ultima giornata sarà dedicata al ruolo del paziente, il messaggio che emerge da questa apertura è chiaro: il progresso della medicina farmaceutica dipenderà non solo dalla capacità di usare nuovi strumenti, ma dalla solidità della coscienza professionale nell’applicarli.