56° Simposio AFI. Innovazioni radicali per un nuovo modello di industria farmaceutica

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In programma al Palacongressi di Rimini dall’8 al 10 giugno, il tradizionale incontro dei principali attori del comparto farmaceutico nazionale

Il 56° Simposio AFI è in programma al Palacongressi di Rimini dall’8 al 10 giugno
Il 56° Simposio AFI è in programma al Palacongressi di Rimini dall’8 al 10 giugno. In primo piano l’innovazione radicale che investe il comparto Pharma

L’annuale simposio dell’Associazione Farmaceutici dell’Industria – Società Scientifica (AFI), avrà luogo nei giorni 8-10 giugno 2016 nel Palacongressi di Rimini.
La manifestazione, dal titolo “Evoluzione del Settore Farmaceutico: cambiamenti radicali nella filiera del farmaco”, costituisce un’importante opportunità di aggiornamento professionale per gli operatori del settore farmaceutico. I partecipanti potranno confrontarsi con prestigiosi relatori provenienti dall’Industria, dalle Università, dall’Aifa, dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), da Farmindustria e Federchimica.
Grazie all’autorevolezza dei relatori e alla qualità delle relazioni presentate nelle precedenti edizioni, anche quest’anno è stato ottenuto il patrocinio dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco).
Il simposio vedrà inoltre la consueta partecipazione di Afti (Associazione Farmaceutici Ticinese) e CRS (Controlled Release Society) Italian Chapter.

Innovare, per affrontare il futuro

Tema conduttore del simposio sarà l’innovazione radicale quale strumento fondamentale per affrontare il futuro.
Profonde trasformazioni sono in atto nel farmaceutico e coinvolgono tutti i settori della filiera.
Nell’ambito della ricerca e sviluppo si assiste al fatto che le grandi aziende, integrate verticalmente, sempre più commissionano all’esterno anche i progetti più promettenti, trasformando i costi fissi in costi variabili. Coloro ai quali sono commissionate queste attività adottano un modello di business orizzontale: lavorando per diversi clienti dello stesso settore, migliorano la loro esperienza e innovazione nei servizi offerti. Ad esempio CRO che conducono studi clinici sono in grado di realizzarli in tempi inferiori anche del 30% a quelli delle industrie farmaceutiche e questo si traduce in un risparmio di tempo e un ritorno economico per il cliente.
Per quanto riguarda l’innovazione tecnica, la ricerca scientifica mira all’acquisizione di conoscenze originali sui meccanismi molecolari che presiedono all’azione dei farmaci. Mediante la decodificazione del genoma umano si arriva a comprendere le origini di una malattia e a intervenire sviluppando farmaci specificamente studiati per quei pazienti, guadagnando in efficacia e sicurezza; questo tipo di approccio viene definito “medicina personalizzata”. L’associazione di test genetici e diagnostici molecolari consente trattamenti più mirati: negli studi clinici, la combinazione di un farmaco e un diagnostico molecolare o genetico permette l’arruolamento della popolazione che ha più probabilità di rispondere a quel farmaco e all’identificazione di quella popolazione che con maggior probabilità manifesterà reazioni avverse al farmaco.
Un importante contributo alla valutazione dell’efficacia terapeutica è dato dall’Information Technology (IT) perché facilita l’acquisizione di una grande quantità di dati (big data), la loro trasmissione da diversi Paesi e la loro elaborazione.
Per mantenere il flusso di farmaci innovativi delle loro pipeline, le industrie farmaceutiche sviluppano sempre di più collaborazioni strategiche con le università, i cui ricercatori possiedono una profonda conoscenza della biologia delle malattie, condividendo in tal modo il rischio sul lavoro traslazionale iniziale e sui ritorni economici.
Alcune aziende arrivano al punto di posizionare il loro staff R&D in prossimità di centri universitari di eccellenza, incoraggiando il dialogo tra ricercatori interni ed esterni e permettendo l’accesso alla loro collezione di composti per saggiarne l’effetto sui meccanismi biologici individuati.
In merito alla produzione, i farmaci biotecnologici hanno rivoluzionato la terapia farmacologica grazie alle conoscenze derivate dalla decodificazione del genoma e nei prossimi anni rappresenteranno molto probabilmente più del 50% dei prodotti più venduti.
Generici e biosimilari rappresentano una risorsa essenziale per promuovere l’innovazione e lo sviluppo in quanto le risorse da essi derivanti saranno necessarie per assicurare l’accesso al mercato, il rimborso e la sostenibilità dei farmaci innovativi futuri. La fase di genericazione dei farmaci di sintesi chimica finirà entro il 2018 e si assume che un biosimilare comporti una riduzione di prezzo del 30%. La biosimilarità non significa di per sé equivalenza terapeutica; per essere approvati questi medicinali devono essere sottoposti alla valutazione della comparabilità con il prodotto biologico di riferimento: qualità e dati preclinici devono essere sovrapponibili e saranno necessari studi di fase 3 di non inferiorità in una specifica indicazione che risulti la più rappresentativa e in grado di individuare possibili differenze.

Com’è articolato il 56° Simposio AFI

Il simposio è diventato negli anni il punto di incontro di tutte le eccellenze che ruotano attorno al mondo farmaceutico: tecnici dell’Industria farmaceutica nazionale e multinazionale, rappresentanti delle Istituzioni (Aifa, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Farmindustria, Associazioni di settore), esponenti del mondo accademico delle principali Università Italiane, produttori di componenti primari e secondari, fornitori di servizi, costruttori di macchine e impianti.
I lavori, articolati in 9 sessioni scientifiche e una sessione plenaria, verranno ufficialmente aperti il pomeriggio di mercoledì 8 giugno con la prolusione di Alessandro Rigamonti, presidente AFI, seguita dalla Lectio Magistralis dal titolo “Un nuovo modello di governance dell’intero percorso di sviluppo del farmaco” tenuta da Ornella Barra, Executive Vice President of Walgreens Boots Alliance & President and Chief Executive of Global Wholesale and International Retail. Sarà interessante sentire le sue considerazioni sul disegno di legge annuale sulla concorrenza in merito all’apertura alla libera vendita dei farmaci di fascia C fuori dalle farmacie e all’apertura alle società di capitali nelle farmacie. Ornella Barra ha ipotizzato la possibilità di un pesante investimento in Italia della sua società qualora la legge venga approvata in accordo con il testo della Camera che conferma quello del Governo.

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