Grazie a un approccio innovativo e alla valorizzazione del patrimonio esperienziale dei nuovi soci, Multigel ha intrapreso un nuovo corso scegliendo di investire nella produzione di soluzioni per la produzione galenica delle farmacie e per le linee automatiche delle aziende farmaceutiche. Ne parliamo con Alberto Baldini, amministratore unico di Multigel.

 

Nel 2014, dopo una lunga attività produttiva nel settore farmaceutico, la storica azienda Multipharma (ex Multigel), era in grosse difficoltà e ormai in fase di liquidazione. Cosa vi ha spinto a recuperare questa azienda?

Multigel è stata fondata grazie all’interesse, mio e di altri quattro soci, di proseguire le attività di un’azienda storica fiorentina nel settore farmaceutico, mettendo a disposizione competenze manageriali e tecniche. L’azienda, fondata 80 anni prima, aveva guadagnato un notevole prestigio nel settore farmaceutico ma negli ultimi anni, come MultiPharma, aveva creato un po’ di delusione tra i suoi clienti storici, rovinando l’immagine precedentemente costruita.

A maggio del 2014, con i nuovi soci, abbiamo deciso di fondare la nuova società, diventata effettivamente operativa nel giugno dello stesso anno, scegliendo di mantenere il nome Multigel e utilizzando un logo che contiene una capsula che ricorda le macchine con le quali la precedente società si era affermata nel settore farmaceutico.

Multipharma lavorava su due settori: quello per la produzione galenica delle farmacie e quello delle linee automatiche per aziende farmaceutiche. Siamo partiti affittando il ramo d’azienda di Multipharma relativo alle farmacie e abbiamo iniziato la nuova attività recuperando la fiducia di quelli che erano stati i clienti storici e cercando di acquisirne di nuovi. Dapprima abbiamo ristretto il catalogo di macchine offerte ai clienti focalizzandoci quasi esclusivamente sulle macchine per riempire le capsule che, nella precedente gestione, avevano riscosso molto successo. Poi abbiamo esteso il nostro portafoglio a vari tipi di macchine per farmacie e a quelle più grandi e complesse. Ove possibile, abbiamo iniziato a introdurre una gestione elettronica remota delle macchine. Abbiamo ricominciato a produrre macchine per le linee automatiche nell’industria farmaceutica con progetti nuovi, sviluppati al nostro interno grazie alle competenze acquisite in questi anni. Nel 2017 abbiamo sviluppato anche una nuova macchina blisteratrice.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Siamo una realtà ancora molto piccola, ma dal 2014 a oggi il nostro organico è raddoppiato e siamo passati da 4 a 8 dipendenti oltre a 2 collaboratori esterni. Nel 2016 l’investimento in R&S ha superato il 5% del fatturato e nel 2017 sicuramente aumenterà. Proprio per questa ragione abbiamo fatto richiesta di essere iscritti tra le PMI innovative e abbiamo completato l’iter con la certificazione del bilancio 2016.

I maggiori investimenti in R&S sono legati anche all’inserimento nel nostro team di un ingegnere con dottorato che dall’inizio dell’anno ci ha permesso di potenziare la parte R&S. L’assunzione di questa nuova risorsa è avvenuta grazie a un bando, che abbiamo vinto, finalizzato all’acquisizione di nuove competenze provenienti da giovani laureati e dottorati, per la realizzazione di una macchina conta pezzi. Questa macchina è particolarmente innovativa perché esegue il conteggio e il controllo qualità di corpi solidi, che normalmente viene fatto tramite fotocellule, eseguendo il tutto in maniera dinamica, esclusivamente tramite il riconoscimento-immagine effettuato con una videocamera che traccia il movimento dei corpi solidi prima che entrino nei flaconi. Abbiamo già cominciato a lavorare su questa macchina e ne abbiamo altre due allo stato embrionale che presentano degli aspetti particolarmente innovativi. Una è un’opercolatrice totalmente automatica, che svilupperemo in collaborazione con l’Università di Firenze, che riempie le capsule in modo automatico e permette di verificarne il contenuto con strumenti che non interagiscono con la capsula stessa. L’altro progetto consiste in una macchina imbustinatrice, di gestione estremamente semplice, che permetta di variare il formato delle bustine dal pannello elettronico.

Che cosa contraddistingue la vostra produzione?

Teniamo particolarmente al nostro territorio e per noi è stato importante recuperare un’attività locale. La produzione è tutta in Toscana: i semilavorati vengono realizzati esternamente mentre la parte di assemblaggio delle macchine viene effettuata internamente. Abbiamo scelto di mantenere i vecchi fornitori o di acquisirne di nuovi sempre in Toscana, non solo per favorire l’occupazione locale, ma anche perché per noi è più facile avere dei fornitori vicini con i quali rapportarci quotidianamente per comunicare in modo diretto le nostre esigenze. In quanto assemblatori, per noi è importantissimo avere dei fornitori di cui possiamo fidarci al 100% e con cui costituiamo quasi un unico gruppo. Per quanto riguarda la componentistica elettronica, invece, acquistiamo essenzialmente da Siemens.

Quali sono i plus che distinguono la vostra offerta nel settore farmaceutico?

Sicuramente la qualità dei nostri macchinari. Poi il fatto che veniamo incontro alle esigenze e alle richieste dei nostri clienti e manteniamo le promesse sui tempi di consegna, intervenendo rapidamente con un servizio al cliente molto efficiente. In alcuni casi, infatti, possono nascere delle difficoltà nell’uso di un macchinario, non tanto per dei difetti di quest’ultimo, ma piuttosto per la gestione di materiali complessi o per le condizioni di produzione che possono variare all’interno della stessa azienda. Non sempre i nostri clienti sono preparati ad affrontare certe situazioni e quando ci chiamano siamo sempre disponibili a offrire il nostro supporto.

Guardando al futuro, quali sono le principali sfide?

Accanto allo sviluppo di nuovi prodotti e di quelli già esistenti, una sfida che intendiamo affrontare è l’estensione della parte commerciale. Fino a oggi, infatti, abbiamo preferito dedicare le nostre forze al consolidamento della qualità dei nostri prodotti. Attualmente il 70% del nostro fatturato è all’estero e, in alcuni Paesi, vogliamo rendere la nostra presenza più strategica per aumentare le vendite. Da maggio abbiamo un distributore americano per USA e Canada e abbiamo siglato un accordo commerciale in esclusiva per il Sud America con un’azienda molto forte in quell’ambito territoriale.

L’azienda

Forte di un prestigioso passato, la nuova Multigel propone macchine di elevata tecnologia per il settore farmaceutico che vanno dal mescolamento delle polveri al riempimento e chiusura delle capsule, dalla miscelazione dei liquidi al riempimento e tappatura di qualsiasi tipo di contenitore, fino alla realizzazione di blister e di bustine termosaldate. Completa l’offerta la fornitura di flaconi, blister e carta per bustine, anche per quantitativi limitati.

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