È stato annunciato a Milano lo scorso 23 febbraio il vincitore del premio della prima edizione della Italian Patent Competition, iniziativa dedicata a supportare i progetti di eccellenza che poggiano su brevetti in ambito Life Science e Digital. Il premio, del valore di 250 mila euro, è stato appannaggio della startup svizzera Lymphatica, che sta sviluppando un dispositivo impiantabile per il trattamento del linfedema cronico. Il premio verrà erogato sotto forma di un’opportunità di investimento da parte di Innogest, il fondo di venture capital che è stato tra i promotori della Competizione insieme alle Officine Innovazione di Deloitte e all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (Uibm) del Ministero dello Sviluppo Economico.
La Competizione era aperta a persone fisiche, gruppi di ricerca e imprese già costituite in forma di società e in possesso di un brevetto già registrato o in corso di registrazione con un rapporto di ricerca favorevole.

Foto di gruppo per i premiati della prima Italian Patent Competition

Un device contro l’edema cronico

Il dispositivo sviluppato dai due fondatori di Lymphatica, Marco Pisano e Valentina Triacca, nel corso del loro PhD al Politecnico di Losanna (EPFL) risponde in modo particolare al bisogno clinico ancora irrisolto dei pazienti affetti da linfedema cronico, quali le donne sottoposte a resezione chirurgica di tumore della mammella e linfonodi ascellari. L’ipotesi di lavoro è partita dal trovare un modo per rimuovere i liquidi stagnanti dagli arti attraverso una pompa artificiale che li trasportasse in zone del corpo – come la cavità peritoneale – da cui potessero venire più facilmente rimossi. È nata così LymphoDrain, una micropompa impiantatile sottocute che ha già ricevuto numerosi riconoscimenti: i liquidi sono veicolati da un magnete all’interno di un catetere in silicone, il tutto sotto il controllo di un dispositivo indossabile esterno e senza necessità di fonti interne di energia.
Il dispositivo è stato testato in pre-clinica presso i laboratori di ricerca guidati dall’angiologia Lucia Mazzolai del Centre hospitalier universitarie vaudois (Chuv) di Losanna, ed ha dato risultati positivi nelle valutazioni preliminari condotte sugli animali.

Le altre menzioni

Altri otto progetti, oltre a Lymphatica, hanno preso parte alla Italian Patent Competition; tra di essi, altre due iniziative hanno ricevuto una menzione speciale per il chiaro percorso di sviluppo che stanno intraprendendo e per il grande potenziale associato alle rispettive soluzioni terapeutiche. Si tratta di Ananas Liver, il progetto di sviluppo di nanoparticelle per la cura di malattie del fegato che lo scorso dicembre hanno vinto l’Open Accelerator di Zambon Group, e ChemICare, startup novarese attiva nella messa a punto di nuovi composti per il trattamento di malattie rare fondata nel 2016 da due ricercatrici dell’Università del Piemonte Orientale.

Gli altri partecipanti alla prima edizione della Competizione hanno incluso l’Istituto Italiano di Tecnologia (protesi retinica innovativa basata su un biopolimero in grado di fotoinibire cellule neuronali), NG Detectors (che ha presentato GonioProbe, un sistema per l’identificazione rapida dei linfonodi sentinella nella diagnosi del carcinoma mammario), Materias e Fondazione Schena (progetto Nephrodiagnostics, metodo non invasivo per la diagnosi precoce della nefropatia IgA), Fluidia (diagnosi precoce dei tumori del rene, del polmone, del colon retto e della mammella), OvAge (metodologia digitale che quantifica la riserva ovarica della donna integrando dati clinici, biochimici e tridimensionali) e l’Università di Firenze (Solosale, una nuova famiglia di molecole contro stress-ossidativo a elevata penetrazione cellulare).
La commissione che ha valutato i progetti era formata da Pietro Puglisi, Claudio Rumazza, Giovanni Leo (Innogest), Marco Perrone (Deloitte), Francesco Morgia (Direzione Generale Lotta alla Contraffazione-Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico) e Dorotea Rigamonti (Jacobacci&Partners).

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