Il progetto Haemodol riunisce ematologi e terapisti del dolore per combattere il dolore nei pazienti con emofilia

Il 53% dei pazienti che soffre di emofilia ha dolore cronico. A dirlo un’indagine internazionale condotta su oltre 2100 pazienti i cui risultati sono stati presentati a Chigago recentemente.

Anche l’Italia ha raccolto i propri dati, grazie a una survey condotta dall’Osservatorio Malattie Rare.

Infografica su dolore in emofilia. Dati dell’indagine condotta da OMaR

Se ne è parlato durante l’evento Haemodol – Dolore in emofilia, a Roma. Il dolore che fino a poco tempo fa era considerato parte integrante dell’emofilia, oggi è diventato invece un sintomo sentinella di un possibile danno articolare. Grazie a una nuova alleanza multidisciplinare che unisce ematologi e terapisti del dolore viene oggi riconosciuto, valutato, trattato se non anche prevenuto.

Emofilia e dolore, i dati

Il dolore colpisce più della metà dei pazienti over 25 e un terzo degli under 25. In particolar modo i pazienti riferiscono dolori legati all’artropatia. “Questo significa, ha spiegato Maria Tommasi – general manager SOBI, che le nuove terapie e la profilassi portate avanti nell’ultimo periodo hanno migliorato le condizioni legate al dolore. Ma ancora c’è molto da fare”.

“Stiamo parlando di 5003 persone a cui noi medici non stavamo dando la giusta attenzione”, ha commentato durante la tavola rotonda Antonio Corcione, Presidente della Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (SIAARTI). Persone che hanno diritto, come dice la legge n. 38 del 2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”, a cure dedicate.

Haemodol

Il progetto Haemodol è dedicato alle persone con emofilia con l’obiettivo di coinvolgere la comunità scientifica per indagare, riconoscere e valutare i vari tipi di dolore riscontrati e quindi elaborare linee guida d’indirizzo sulle soluzioni da intraprendere.

 

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