Femtolaser e lenti intraoculari di ultima generazione sono le nuove frontiere della chirurgia della cataratta. Si tratta di un laser ad alta precisione e lenti ad alta tecnologia che consentono di vedere meglio da vicino e da lontano.

Femtolaser e lenti intraoculari innovano la chirurgia della cataratta
Femtolaser e lenti intraoculari innovano la chirurgia della cataratta

La cataratta è l’intervento più eseguito nel nostro Paese e nel mondo: oltre 24 milioni di persone si sono sottoposte alla rimozione del cristallino naturale che si opacizza. Soltanto in Italia vengono eseguiti circa 650.000 interventi ogni anno, con una procedura chirurgica standard ormai consolidata dal punto di vista della sicurezza e dell’efficacia che offre eccellenti risultati di riuscita dell’intervento. Ma oggi è possibile dire addio alla cataratta anche ricorrendo a nuove tecnologie altamente innovative, che hanno l’obiettivo di migliorare ulteriormente la qualità di vita dei pazienti.

«A partire dagli anni Ottanta l’oftalmologia ha gestito in modo straordinario le innovazioni tecnologiche e i rivoluzionari progressi scientifici in medicina, trasformando la cataratta da un traumatizzante intervento gravato da un elevato numero di complicazioni, alla chirurgia maggiormente eseguita nel mondo capace, ogni anno, di far ritornare a vedere bene milioni di persone. – spiega Matteo Piovella, presidente Società Oftalmologica Italiana (SOI). – L’intervento di cataratta ha raggiunto traguardi insperati per efficacia e sicurezza, grazie a un inarrestabile aggiornamento tecnologico sostenuto da due fattori altamente caratterizzanti: la necessità di far fronte a un numero elevatissimo di richieste per sostenere le esigenze dei pazienti (nel 2016 in Italia abbiamo effettuato 650.000 interventi di cataratta e sono nati solo 400.000 bambini) associata alla capacità di rendere l’intervento eseguibile in sicurezza con ottimi risultati in tutto il Paese, da Sassari a Pisa, da Lecce a Bolzano».

«In questi anni fantastici  – continua Matteo Piovella – siamo stati sostenuti dalle Istituzioni in modo impeccabile e perfettamente finalizzato. Tanto che il rapporto Gimbe 2018 sulla qualità dei Sistemi Sanitari Europei riconosce all’Italia la seconda posizione per i ristretti tempi di attesa necessari per sottoporsi all’intervento di cataratta. Peccato che questi straordinari risultati debbano registrare una totale assenza di adozione da parte del SSN, a partire dal 2008, delle ulteriori nuove tecnologie oggi a disposizione. Da 10 anni viviamo questa penalizzazione per i noti problemi economici e organizzativi che non consentono al SSN di adottare, per la maggior parte dei pazienti, cristallini artificiali capaci di migliorare talmente la vista dopo l’operazione, permettendo così di guidare e leggere senza dipendere dall’utilizzo degli occhiali; oppure di vedere operativi negli ospedali pubblici questi nuovi laser a femtosecondi».

«Di fatto queste innovazioni sono disponibili esclusivamente nel settore privato. Un’occasione persa per poter mettere a disposizione la miglior cura per tutti, a causa del fatto che viene disattesa l’obbligatoria informazione ai pazienti circa queste vantaggiose novità, e a causa della volontà politica che si oppone all’introduzione della compartecipazione alla spesa attiva ormai da anni con successo in tutti i Paesi d’Europa – afferma Matteo Piovella. – Personalmente, essendo stato fautore e testimone della positiva evoluzione dell’Oftalmologia negli anni d’oro di fine secolo scorso, è una grande sconfitta vedere che oggi l’Italia si colloca all’ultimo posto in Europa, proporzionalmente dietro anche all’Albania, per numero di interventi di cataratta con utilizzo di tecnologia avanzata: soltanto lo 0,6% contro il 70% dei centri privati di maggior capacità e successo».

Le nuove tecniche della chirurgia della cataratta

L’innovazione hi-tech che sta rivoluzionando la chirurgia della cataratta riguarda principalmente l’uso di lenti intraoculari di ultima generazione in grado di offrire nuove prospettive di recupero dei difetti refrattivi e l’uso di un innovativo modello di laser, denominato laser a femtosecondi, che utilizza una luce infrarossa con impulsi laser di piccolissima grandezza (pochi micron) e di breve durata, in grado di tagliare i tessuti nel punto desiderato senza utilizzo di bisturi.

Il laser a femtosecondi

Il femtolaser consente infatti un’accuratezza, una precisione e una ripetitività delle fasi chirurgiche non raggiungibili dalla mano umana. Permette inoltre di realizzare un’apertura della capsula estremamente centrata e simmetrica, garantendo un posizionamento migliore della nuova lente intraoculare e risultati post intervento più prevedibili.

«L’avvento del laser a femtosecondi ci consente di intervenire chirurgicamente con estrema precisione, sicurezza ed efficacia oltre a consentire un minor trauma dei tessuti oculari, riducendo notevolmente la possibilità di eventuali complicanze. Si tratta di una tecnica mininvasiva che comporta notevoli vantaggi: riduce al massimo i tempi di intervento e assicura un miglior recupero visivo per il paziente – dichiara Paolo Vinciguerra, associate professor in Opthalmology, Department of Biomedical Sciences all’Humanitas University, Director Eye Centre, director of the Residency Program al Humanitas Research Hospital e presidente della Associazione Italiana di Chirurgia della Cataratta e Refrattiva – AICCER».

La scelta della lente più adatta al singolo paziente

«Un’altra importante innovazione nel campo della chirurgia della cataratta riguarda poi le nuove formule biomediche utilizzate da noi oftalmologici, vale a dire quei sistemi di calcolo impiegati per individuare la lente più adatta alle esigenze del singolo paziente, cosa che in passato non potevamo fare con la stessa precisione e accuratezza. L’obiettivo oggi, infatti, non è più soltanto quello di far recuperare ai pazienti la visione da lontano ma, grazie a queste lenti di ultima generazione, di offrire contestualmente alla sostituzione del cristallino, nuove prospettive di recupero dei difetti refrattivi come miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia, riducendo la necessità di portare gli occhiali dopo l’operazione» – conclude Vinciguerra.

Le lenti intraoculari (IOL) comprendono i seguenti tipi:

IOL monofocali

Correggono la visione consentendo un unico punto focale fisso, di solito a distanza. Circa il 95% delle persone alle quali viene impiantata una lente intraoculare monofocale recuperano la stessa visione che avevano prima dell’insorgere della cataratta; i pazienti che soffrivano di un difetto visivo prima dell’intervento continueranno a soffrirne anche in seguito. Dopo la procedura, la maggior parte dei pazienti continuerà a utilizzare gli occhiali per leggere o per la visione a distanza.

Lente torica: soluzione 2 in 1

In caso di astigmatismo non si sceglie una lente intraoculare torica, si dovrà comunque portare occhiali o lenti a contatto per vedere chiaramente dopo l’intervento chirurgico. Una lente intraoculare torica può ridurre la dipendenza degli occhiali per vedere da lontano limitando eventualmente la necessità ai soli occhiali da lettura.

Lenti trifocali

La presbiopia è causata dalla perdita di flessibilità del cristallino e dei muscoli che lo circondano con conseguente difficoltà di messa a fuoco.

In caso di presbiopia, con l’impianto di una lente monofocale standard, probabilmente sarà necessario utilizzare occhiali per leggere o per usare il computer. Una lente intraoculare trifocale potrebbe ridurre drasticamente il loro utilizzo.

Le lenti trifocali sono caratterizzate da diversi punti focali; ogni lente è formata da una serie di microlenti circolari che reindirizzano la luce sulla retina in diverse quantità in modo che il cervello possa scegliere il punto focale sul quale concentrare l’attenzione.
Questo tipo di design è stato concepito per mettere a fuoco in modo chiaro da lontano, da vicino e soprattutto da distanze intermedie, quelle che caratterizzano le nostre attività giornaliere come lavorare al computer.

Lente trifocale torica: una soluzione per tutte le problematiche

Nel caso di presbiopia con associato astigmatismo si può optare per l’impianto di una lente intraoculare trifocale torica, riducendo la dipendenza dagli occhiali.

L’importanza della corretta informazione sulle possibilità offerte dalle tecniche chirurgiche della cataratta

«I progressi tecnologici legati all’intervento di cataratta permettono oggi agli oftalmologi di offrire ai pazienti opzioni chirurgiche sulla base dei loro stili di vita, delle loro esigenze di visione e delle loro aspettative post-operatorie. Per questo è fondamentale che il paziente venga correttamente informato e messo nella condizione di affrontare consapevolmente e serenamente l’intervento per consentirgli un percorso chirurgico più tranquillo» – dichiara Daniele Tognetto, direttore della Clinica Oculistica ASUITs, Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste, presidente della Società Italiana di Chirurgia Vitreoretinica GIVRE e presidente della Società Oftalmologica Triveneta.

«In questo senso anche un portale di informazione come Vediamoci.bene.it può rappresentare un valido strumento dove trovare informazioni e video animazioni che spiegano in modo semplice e facilmente comprensibile sintomi e soluzioni tecnologicamente avanzate per la chirurgia della cataratta, oltre a testimonianze di pazienti che hanno superato l’intervento in maniera molto soddisfacente. Questo strumento può rappresentare anche un valido supporto per chi necessita di maggiori informazioni sulla cataratta o per chi vuole approfondire e valutare le diverse opzioni disponibili per l’intervento chirurgico» – conclude Daniele Tognetto.

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