La mancata corrispondenza fra l’etichetta e il contenuto di una preparazione fitoterapica è una questione di una certa importanza, anche per controllare e monitorare correttamente il fenomeno degli effetti collaterali. Di seguito la questione viene riassunta presentando il caso specifico della cimicifuga racemosa (Actaea racemosa). I fitoterapici a base di c. racemosa sono comunemente utilizzati per trattare i sintomi della menopausa. Anche a causa di una serie di segnalazioni relative a eventi avversi e tossicità è bene prestare attenzione alla formulazione dei prodotti che contengono questa pianta. In particolare è bene avvalersi di materia prima certificata, evitando errori accidentali di identificazione e/o deliberate adulterazioni, raccogliendo ad esempio specie affini per poi commercializzarle come cimicifuga racemosa. Alcune di queste specie sono infatti note per essere tossiche per l’uomo e finirebbero per generare effetti dannosi e per creare una impropria associazione con la cimicifuga racemosa. Ricercatori USA hanno identificato due nucleotidi del gene matK che distinguono con precisione la cimicifuga racemosa dalle specie affini. Utilizzando questi nucleotidi è stato realizzato un saggio utilizzando un set di validazione, ovvero un campione plurale di piante delle diverse specie precisamente identificate. La sperimentazione è stata in grado di identificare correttamente tutti i campioni di cimicifuga racemosa presenti nel set di validazione. Nessuna delle altre specie di Actaea presente nel set di validazione è stata erroneamente identificata come c. racemosa. Sono quindi stati recuperati 36 integratori (in commercio) che dichiaravano in etichetta c. racemosa e sono stati valutati: 27 (75%) integratori contenevano c. racemosa, mentre i restanti 9 integratori (25%) del campione presentavano sequenze identiche a quelle di tre specie asiatiche di Actaea (A. cimicifuga, A. dahurica e A. simplex). Gli autori della sperimentazione ritengono che i fornitori di materia prima e i produttori dovrebbero testare regolarmente il materiale vegetale, utilizzando test affidabili allo scopo di garantire un’etichettatura corretta.

Ricerca realizzata dal Stony Brook University Medical Center, Stony Brook, NY, USA.

Baker DA, Stevenson DW, and Little DP. DNA barcode identification of black cohosh herbal dietary supplements. J AOAC Int. 2012;95(4):1023-34.

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