Lo scorso 11 dicembre, con la pubblicazione dei primi bandi e dei piani di lavoro, ha ufficialmente preso il via Horizon 2020, il programma europeo per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2014-2020. Al suo interno è stato presentato anche il topic “Nanotechnology and Advanced Materials for more effective Healthcare”, piano di lavoro del biennio 2014-15 per l’applicazione delle nanotecnologie in campo sanitario

Simone Montonati

Horizon 2020, il programma europeo per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2014-2020, si basa su tre “pilastri”, tre aree tematiche distinte, ognuna con specifiche priorità e obiettivi: “Excellent Science”, “Societal Challenges” e “Industrial Leadership”.

Quest’ultimo è il programma che, oltre a fornire supporto alle piccole e medie imprese fortemente innovative o con spiccate ambizioni di espansione e internazionalizzazione, mira a favorire lo sviluppo tecnologico e l’innovazione nei settori industriale e dei servizi. Al suo interno, il ramo “NMP Work programme” (Nanotechnologies, Advanced Materials and Production) si occupa in modo specifico di nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione e trasformazione avanzate.

La linea di questo ramo dedicata all’applicazione delle nanotecnologie in campo medico, viene declinata secondo diverse azioni (challenge), ognuna con specifici scopi, impatti attesi, scadenze e budget di progetto. In generale, comunque, per questo soggetto, la Commissione europea consiglia di presentare progetti con una richiesta di contributo compresa tra 5 e 9 milioni di euro a seconda dello specifico bando.

Le due challenge “NMP 8-2014: Scale-up of nanopharmaceuticals production” e “NMP 11-2015: Nanomedicine therapy for cancer” si concentrano sull’obiettivo di colmare il divario esistente tra la fase di sperimentazione pre-clinica delle nanotecnologie e dei nanomateriali e la loro successiva applicazione a livello di studi clinici. Nonostante il potenziale già dimostrato nello sviluppo di terapie efficaci e di diagnostiche sempre più precise, infatti, l’applicazione innovativa di nanotecnologiche in campo medico tende ad arrestarsi nella fase preclinica poiché la produzione non riesce a raggiungere i necessari livelli per le fasi successive di sperimentazione. In effetti, le esigenze sia in termini quantitativi che qualitativi per le diverse fasi sperimentali sono sensibilmente differenti: in vitro e in vivo le quantità di prodotto coinvolte sono modeste mentre nelle successive fasi cliniche, oltre all’utilizzo di maggiori quantità, è necessario anche il rispetto di protocolli molto restrittivi.

Per raggiungere questi obiettivi vanno quindi identificati nuovi modelli di produzione, differenti sistemi di gestione e processi innovativi. L’approccio del programma è, per sua natura, multidisciplinare e prevede il coinvolgimento di competenze non solo nei campi delle nanotecnologie e della biomedica, ma anche in quelli della produzione industriale, della regolamentazione legislativa di settore, del controllo di qualità ecc.

I progetti presentati dovrebbero mirare allo sviluppo di un nuovo modello produttivo sperimentale per i nanofarmaci più promettenti, che si trovino già in un avanzato stadio di sperimentazione preclinica ma la cui produzione non sia ancora sufficiente per le esigenze cliniche.

Il topic “NMP 11-2015: Nanomedicine therapy for cancer” è esplicitamente dedicato a colmare questo gap per le terapie anticancro basate sulle nanotecnologie.

I progetti dovranno tener conto delle regolamentazioni sanitarie vigenti salvaguardando al tempo stesso la sostenibilità economica, ambientale e sociale. La Commissione europea, inoltre, auspica che vengano intraprese molte azioni sinergiche, comprese eventuali operazioni di cofinanziamento con gli esistenti programmi nazionali e locali di ricerca e i fondi strutturali europei.

Il topic “NMP 9-2014: Networking of SMEs in the nano-biomedical sector” cerca invece di favorire il collegamento tra piccole e medie imprese impegnate nello sviluppo di soluzioni nano- e bio-tecnologiche.

Spesso, infatti, soluzioni molto innovative e promettenti nel campo della nanomedicina vengono individuate dalle PMI, che però mancano delle necessarie competenze per tradurre le loro idee in business, soprattutto nelle aree diagnostica, terapeutica e medicina rigenerativa. L’ETP Nanomedicine (European Technology Platform – Nanomedicina, l’iniziativa congiunta del mondo industriale e della Commissione Europea nata per occuparsi delle nanotecnolgie nell’assistenza sanitaria) ha perciò sviluppato il concetto di Translation Hub che comprende un insieme di azioni volte ad aiutare le piccole e medie imprese sia fornendo loro le necessarie competenze legali, industriali e manageriali per portare sul mercato le loro intuizioni, sia facilitandole nella creazione di nuovi rapporti, non solamente con altre aziende, ma anche con varie istituzioni: da un lato con gli organismi dedicati alla ricerca come Università ed Enti preposti, dall’altro col mondo industriale rinforzando, così, il ponte tra mondo della ricerca e mercato. Per la natura stessa del topic, la partecipazione delle aziende, sebbene non esclusa è generalmente limitata a ruoli di consulenza (per esempio nella comunicazione, programmazione software ecc.)

NMP10 e NM11 sono due topic dedicati all’utilizzo dei biomateriali nel trattamento di diabete e malattia di Alzheimer.

“NMP 10-2014: Biomaterials for the treatment of diabetes mellitus” è indirizzato al diabete e mira a sfruttare le potenzialità dei biomateriali per lo sviluppo di terapie che raggiungano il doppio scopo di contenere i costi per i servizi sanitari e migliorare le condizioni di vita dei pazienti (sia di tipo II che di tipo II). L’obiettivo tecnico è quello di raggiungere una stabilizzazione duratura nella concentrazione di glucosio nel sangue, paragonabile a quella ottenuta durante il DCCT (Diabetese Control and Complications Trial) cercando però di superarne i limiti che pesano sulla qualità di vita dei pazienti.

Le proposte dovrebbero in particolare concentrarsi sullo sviluppo di biomateriali che portino il trapianto di isole pancreatiche ad avere efficacia sul lungo termine e consentano di facilitare e rendere più sicure le diverse fasi del processo: identificazione e prelievo delle cellule isolate, stoccaggio e innesto nelle aree anatomiche bersaglio.

“NMP 12-2015: Biomaterials for treatment and prevention of Alzheimer’s disease” è, infine, il topic dedicato all’utilizzo dei biomateriali nel trattamento dell’Alzheimer. I progetti devono in questo caso concentrarsi sullo sviluppo di biomateriali multifunzionali che possano creare, migliorare, ottimizzare, sostituire o supportare gli interventi preventivi o terapeutici nella malattia di Alzheimer. Può trattarsi per esempio di materiali biodegradabili o biocompatibli utilizzati per minimizzare l’invasività dei trattamenti oppure di materiali teragnostici o ancora di biomateriali che degradino naturalmente dopo aver esaurito la loro funzione.

Scadenze e struttura

Le scadenze e la struttura variano molto in funzione del bando: alcuni di essi, per esempio, (topic su diabete, cancro e Alzheimer) per evitare che tutti i proponenti si impegnino nello sforzo di produrre un progetto completo (che si rivela inutile in caso di mancata accettazione), prevedono una fase di selezione preliminare effettuata semplicemente sui concept; solo se l’idea viene giudicata promettente dalla Commissione, i partecipanti dovranno affrontare la stesura del progetto in tutte le sue parti. Per permettere una programmazione più agevole ai partecipanti, inoltre, alcuni bandi (nel caso specifico: nanotecnologie nella cura del cancro e biomateriali per l’Alzheimer) lasciano molto tempo a disposizione per la presentazione delle proposte. La prima fase, infatti, scade il 26 marzo 2015 mentre per la presentazione del progetto in fase 2 c’è tempo fino all’8 settembre dello stesso anno. L’inoltro delle idee progettuali per il bando dedicato al diabete mellito deve avvenire invece entro il 6 maggio del 2014 (la seconda fase chiude i battenti 5 mesi dopo). Nella stessa data è fissato anche il termine per le call a fase unica (scale-up e networking). Per tutti i bandi, a prescindere dalla data di scadenza, sarà possibile conoscere l’esito della valutazione della Commissione entro 5 mesi dalla data di presentazione della proposta e in caso di successo il grant agreement verrà firmato entro i 3 mesi successivi. Le aziende interessate alla partecipazione hanno inoltre la possibilità di ottenere informazioni, consigli e anche valutazioni delle proprie idee progettuali dall’EEN (Enterprise Europe Network), la rete creata dalla Commissione Europea per offrire servizi di assistenza gratuita a sostegno della competitività e dell’innovazione delle PMI e che in Italia è rappresentata da 5 differenti consorzi che operano nelle diverse aree del Paese.

PER SAPERNE DI PIÙ

Horizon 2020: sito ufficiale di Horizon 2020, con tutte le informazioni al riguardo: struttura e contenuti del programma, work-programme, bandi attivi, news, ecc. C’è anche una sezione che riporta esempi di progetti finanziati dall’Unione.

Horizon 2020 Participant portal: sezione del sito dedicata a chi vuole presentare un progetto; riporta i bandi attivi con tutte le specifiche e le scadenze e fornisce informazioni sulle procedure di partecipazione. Contiene anche una sezione per chi aspira a diventare un tecnico consulente della Commissione Europea.

EEN Italia, sito della componente italiana della EEN; presenta la rete e tutti i suoi servizi; fornisce anche informazioni (in italiano) su Horizon 2020.

ETP, sito della European Technology Platform sezione nanomedicina; è possibile anche scaricare un white paper sulla nanomedicina in Horizon 2020.

Portale europeo per le piccole e medie imprese. Portale dell’Unione europea che raccoglie tutte le informazioni per le PMI, dal funzionamento del mercato europeo alle possibilità di ottenere un finanziamento, dagli strumenti di sostegno per le aziende alle politiche e statistiche europee.

 

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