astra zeneca - pfizer

Non possiamo saperlo ora, ma sta di fatto che anche la quarta e ultima offerta di Pfizer per l’acquisto di AstraZeneca (55 sterline per azione, 119 miliardi di dollari totali), avanzata domenica 18 maggio, è stata respinta da Leif Johansson, Chairman della ditta britannica con agganci svedesi, che non ha preso in considerazione gli ultimi specchietti fatti luccicare da Pfizer: vantaggi fiscali e tagli di costi dopo la fusione.

AstraZeneca ha dunque preferito puntare sulla sua pipeline di farmaci allo studio. Ma ha anche spiegato di aver fatto capire da tempo a Pfizer che i negoziati potevano cominciare solo a livello di 59 sterline per azione. A questa condizione avrebbero potuto incontrarsi e loro avrebbero chiesto chiarimenti sulla futura strategia degli acquirenti dopo un’eventuale vendita, dove e come sarebbero stati tagliati i costi, infine notizie sugli sviluppi della pipeline della nuova azienda.

Ma Pfizer, dice AstraZeneca, ha in sostanza sempre parlato di tasse e di minori costi, con opinabili dichiarazioni sui posti di lavoro.

Ian Read, CEO di Pfizer, annunciando l’offerta di 55 sterline, si dichiarava invece convinto che questo prezzo avrebbe permesso ad AstraZeneca di tenere aperta la trattativa oltre la scadenza del 26 maggio, ore 12.00, prevista dalle leggi inglesi, che consente una ripresa del negoziato solo dopo sei mesi.

Dato per scontato che al momento il dialogo si fermi, tutti si stanno chiedendo “che cosa farà Pfizer”. Potrebbe innanzitutto ritrovare aperta dinnanzi a sé la via negoziale, se gli azionisti di AstraZeneca costringessero i loro vertici ad un ripensamento.

Se questa forma di “offerta ostile” non potesse realizzarsi, Pfizer diverrebbe oggetto di giudizi severi, considerata alla stregua, ad esempio, di un gigante farmaceutico con i piedi di argilla, ovvero fornito di una debole pipeline e con fatturati destinati alla diminuzione.

Pare inoltre che Pfizer non voglia cercare altre mega-fusioni, al di fuori di quella or ora bloccata.

Ma se il prezzo delle azioni-Pfizer cominciasse a scendere in Borsa? Una soluzione potrebbe consistere in questo caso da un loro massiccio acquisto da parte della ditta che ne porta il nome.Un’altra ventilata soluzione per il futuro potrebbe consistere nel ricominciare il frazionamento del Gruppo, già iniziato qualche anno fa; si anticiperebbero comunque le direttive che parlavano di 2017.

E infine, perchè non pensare all’acquisizione di una o più entità biofarmaceutiche di media dimensione?

L’unica cosa certa, a questo punto, è che se Pfizer non facesse niente, come dice Tim Anderson, dell’Agenzia Bernstein, i suoi azionisti potrebbero arrabbiarsi.

Ed AstraZeneca? Sta vivendo un lungo periodo di bilanci con cifre poco soddisfacenti, sottolinea Fierce Pharma, e dopo aver dato l’addio a Pfizer, si concentrerà sulla realizzazione dei suoi farmaci di pipeline, specialmente su un gruppo di promettenti antitumorali.

Sarà una partita impegnativa, che durerà anni ed i cui risultati, nel bene e nel male, verranno sempre posti a confronto con la notevole altezza dell’asticella che AstraZeneca ha posto durante questo tentativo di acquisto arrivato da oltre Oceano.

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