Spirulina-fusiformis

Studi sui roditori hanno rivelato che lo stress ossidativo, in gran parte generato tramite l’induzione/attivazione dell’enzima NADPH ossidasi, è un mediatore-­chiave di un certo numero di effetti patogeni correlati al sovra­-consumo cronico di etanolo. L’acetaldeide, il metabolita ossidativo più importante dell’etanolo, è un fattore-­chiave nello stress ossidativo e agisce, anche in altri modi, nel promuovere la patologia alcol-­indotta. Efficaci misure antiossidanti possono quindi essere utili per attenuare le conseguenze negative per la salute del consumo di alcol. La spirulina può essere di particolare utilità in quanto si tratta di una fonte importante di ficocianobilina che, come è stato dimostrato recentemente, può agire come inibitore di alcuni complessi NADPH ossidasi, mimando il ruolo fisiologico della sua parente chimica biliverdina/bilirubina. Altri nutraceutici, come la taurina, la pantetina e l’acido lipoico possono potenzialmente aumentare l’attività della isoforma mitocondriale di aldeide deidrogenasi, ALDH-­2, accelerando così la conversione dell’acetaldeide in acetato (che sembra avere effetti protettivi sulla salute). Alcuni piccoli studi clinici condotti quasi tre decenni fa hanno riferito che la pre-­ingestione di taurina o pantetina potrebbe attenuare l’aumento dell’acetaldeide ematica dopo consumo di etanolo. Altre evidenze suggeriscono che l’acido lipoico può agire all’interno dei mitocondri, determinando una minore attività dell’aldeide deidrogenasi; l’impatto di questo agente sul metabolismo dell’etanolo è stato comunque oggetto di studi marginali. I nutraceutici come la spirulina che inibiscono NADPH ossidasi e la taurina, la pantetina e l’acido lipoico che aumentano o conservano ALDH-­2 sono di particolare interesse per lo studio di risorse finalizzate a contenere il danno alcol-­indotto.

Revisione della letteratura realizzata dal NutriGuard Research, Encinitas, CA, USA.

McCarty MF. Nutraceutical strategies for ameliorating the toxic effects of alcohol. Med Hypotheses 2013, Apr;80(4):456­-62.

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