progetto SPRINTT

Con un finanziamento di 49 milioni di euro, stanziati dall’IMI (Innovative Medicines Initiative), la partnership pubblico-privato promossa dalla Direzione Generale “Ricerca” della Commissione Europea in collaborazione con la Federazione europea delle associazioni e delle industrie farmaceutiche (Efpia), prende il via il progetto SPRINTT (Sarcopenia and Physical fRailty IN older people: multi-componenT Treatment strategies) disegnato da un gruppo di ricercatori europei a guida italiana. Il progetto, coordinato dal prof. Roberto Bernabei direttore del dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e dalla dott.ssa Del Signore, Sanofi R&D che insieme a GSK, Novartis, Eli-Lilly e Servier rappresentano il supporto privato del progetto,  coinvolge 80 ricercatori da 11 nazioni e 1.500 pazienti ultrasettantenni provenienti da tutta Europa.

Si tratta del primo studio clinico europeo che, spiega Bernabei, nel ruolo aggiuntivo di responsabile della Managing Entity di SPRINTT: “Non punta, semplicemente, a testare soluzioni terapeutiche per le malattie tipiche degli anziani, ma si prefigge, direttamente, l’obiettivo di contrastare la fragilità fisica che, dell’invecchiamento è il primo campanello di allarme”.

“L’identificazione di un trattamento per la fragilità fisica e per la sua base biologica, sarcopenia o perdita di massa muscolare, è imprescindibile per ritardare o prevenire il suo effetto più temibile: la disabilità motoria. Ecco il vero cambio di paradigma nell’ottica di questo primo studio europeo guidato con orgoglio dal gruppo italiano dell’Università Cattolica, prosegue Bernabei: “Non cerchiamo di trattare le patologie di anziani già malati; ma puntiamo a prendere in carico, in senso forte, persone fragili, che si avviano alla terza età. Testiamo quindi con loro un approccio multicomponente, che garantisca il mantenimento di un vigore fisico sufficiente a rimanere autonomi e indipendenti.

Di cosa si compone il progetto SPRINTT: è un trial clinico randomizzato controllato di Fase III, identico agli studi condotti, ad esempio, su nuovi farmaci – basato su un intervento multicomponente: esercizio fisico, adeguata nutrizione, ausili tecnologici. 1.500 ultrasettantenni di tutta Europa, definibili “fragili” mediante appositi test, saranno divisi in due gruppi. Il primo gruppo, di 750 soggetti, sarà trattato con 45 minuti di esercizio fisico specifico tre volte a settimana, con una valutazione mensile dello stato nutrizionale e con il monitoraggio continuo, garantito da uno speciale orologio da polso, che registra l’attività fisica giornaliera e le eventuali cadute. Il secondo gruppo di 750 ultrasettantenni rappresenterà il cosiddetto “gruppo di controllo”, al quale saranno impartiti consigli ripetuti sul corretto stile di vita, e saranno semplicemente suggeriti alcuni esercizi per la mobilità degli arti superiori. Nell’arco di due anni, i ricercatori misureranno con precisione l’evoluzione delle condizioni fisiche dei due gruppi di over-70, valutandone le capacità di camminare e di spostarsi autonomamente, di non cadere, di non ammalarsi frequentemente e di non essere ricoverati presso strutture sanitarie o assistenziali in genere. Le metodologie utilizzate e i risultati clinici saranno presentati all’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) al fine di ottenere un parere regolatorio.

Maria Elisabetta Calabrese