Parere positivo del Comitato dei Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’EMA per evolocumab, anticorpo monoclonale completamente umano per il trattamento dell’ipercolesterolemia, sviluppato da Amgen. Il CHMP ha raccomandato l’approvazione di evolocumab per il trattamento dei pazienti con ipercolesterolemia primaria o dislipidemia mista che non riescono a raggiungere gli obiettivi di C-LDL con le statine o intolleranti alle statine e nei pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigote.

Evolocumab riceve il parere positivo del CHMP dell'EMA per la riduzione del colesterolo LDL
Evolocumab riceve il parere positivo del CHMP dell’EMA per l’efficacia nella riduzione del colesterolo LDL

Il parere del CHMP si basa sui risultati di un programma di studi clinici di Fase III, su diverse tipologie di pazienti, che confermano l’efficacia di evolocumab nel ridurre i valori di colesterolo LDL indipendentemente dall’età, dal sesso, da eventuali comorbilità, dal tipo di statine utilizzate e dal profilo di rischio cardiovascolare.

«Innanzitutto dobbiamo dire che si tratta di un approccio terapeutico del tutto nuovo – commenta Alberico L. Catapano, presidente European Atherosclerosis Society (EAS), Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Università di Milano – i dati di efficacia dimostrano che il valore di LDL viene più che dimezzato (circa il 55% di riduzione) da evolocumab in maniera indipendente rispetto alla somministrazione o meno di una precedente terapia. Il profilo di tollerabilità è molto buono e apre il campo a quei pazienti che hanno problemi ad assumere statine e/o ezetimibe o che siano lontani dagli obiettivi terapeutici, quindi gli intolleranti e i non-responders alla terapia. Inoltre, il farmaco ha dimostrato di essere molto efficace nel ridurre la colesterolemia LDL nei pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote ad alto rischio e in alcuni sottogruppi di pazienti omozigoti che però devono presentare una residua espressione del recettore dell’LDL».

Il programma di sperimentazione clinica su evolocumab ha coinvolto anche 39 Centri italiani, coinvolgendo oltre 600 pazienti in 10 studi registrativi e consentendo l’accesso al farmaco a molti pazienti che non avevano valide opzioni terapeutiche.

Evolocumab ha mostrato importanti dati di efficacia anche su pazienti a rischio cardiovascolare moderato, con una riduzione del colesterolo LDL e del tasso di eventi cardiovascolari: questi risultati potrebbero allargare il raggio d’azione del nuovo farmaco, aprendo la strada a un futuro utilizzo anche in prevenzione secondaria. «I risultati degli studi Osler 1 e Osler 2, condotti su quasi 5.000 pazienti randomizzati, a confronto con la terapia standard, hanno dimostrato un dimezzamento del rischio cardiovascolare nel gruppo trattato con evolocumab – afferma Michele Massimo Gulizia, presidente ANMCO e direttore della Struttura Complessa di Cardiologia dell’Ospedale Garibaldi-Nesima di Catania – la riduzione di LDL è stata molto significativa, del 61%, mentre la riduzione del rischio relativo di sviluppare eventi cardiovascolari è stata di oltre il 53%. Direi che evolocumab, considerata la mole di dati a favore della sua efficacia, ha senz’altro ottime prospettive di essere utilizzato in prevenzione secondaria per ridurre le recidive di infarto, ictus e claudicatio».

Evolocumab

Evolocumab è un anticorpo monoclonale investigazionale completamente umano che inibisce la proproteina convertasi subtilisina/kexina tipo 9 (PCSK9), impedendole di legarsi ai recettori epatici delle LDL. La PCSK9 è una proteina deputata alla degradazione dei recettori LDL che, quindi, riduce la capacità del fegato di eliminare il C-LDL dal sangue. Viceversa, quando la PCSK9 viene abbassata o si impedisce che si leghi ai recettori delle LDL, il numero di tali recettori epatici aumenta, consentendo l’eliminazione di una maggiore quantità di C-LDL dal sangue e l’abbassamento dei livelli di C-LDL.

Il programma Proficio

Proficio (Program to Reduce LDL-C and Cardiovascular Outcomes Following Inhibition of PCSK9 In Different Populations) è un programma di trial clinici per la valutazione di evolocumab in 22 studi che, complessivamente, prevede l’arruolamento di circa 35.000 pazienti. Il programma di Fase III include 16 trial per valutare evolocumab somministrato ogni due settimane e una volta al mese in più popolazioni di pazienti, anche in combinazione con statine in pazienti con ipercolesterolemia (Laplace-2 e Yukawa-2); pazienti con ipercolesterolemia intolleranti alle statine (Gauss-2 e Gauss-3); come trattamento in monoterapia in pazienti con ipercolesterolemia (Mendel-2); in pazienti con ipercolesterolemia causata da patologie genetiche chiamate ipercolesterolemia familiare eterozigote (Rutherford-2 e Taussig) e omozigote (Tesla e Taussig); gli effetti di evolocumab sul metabolismo delle lipoproteine (Florey); e la somministrazione di evolocumab in pazienti iperlipidemici in trattamento con statine (Thomas-1 e Thomas-2). Cinque studi del programma di studi clinici di Fase III su evolocumab attualmente in corso forniranno i dati sulla sicurezza e l’efficacia a lungo termine. Questi studi sono Fourier (Further Cardiovascular OUtcomes Research with PCSK9 Inhibition in Subjects with Elevated Risk), che valuterà se il trattamento con evolocumab in combinazione con la terapia con statine vs il trattamento con placebo più terapia con statine riduce gli eventi cardiovascolari ricorrenti in circa 27.500 pazienti con patologie cardiovascolari; Ebbinghaus (Evaluating PCSK9 Binding AntiBody Influence oN CoGnitive HeAlth in High CardiovascUlar Risk Subjects), che valuterà l’effetto di evolocumab sulla funzione cognitiva in un sottogruppo di pazienti arruolati nello studio Fourier; Osler-2 (Open Label Study of Long TERm Evaluation Against LDL-C Trial-2) in pazienti con colesterolo alto che hanno completato uno qualsiasi degli studi di Fase 3; Glagov (GLobal Assessment of Plaque ReGression with a PCSK9 AntibOdy as Measured by IntraVascular Ultrasound), che stabilirà l’effetto di evolocumab sull’aterosclerosi coronarica in circa 950 pazienti che devono essere sottoposti a intervento di cateterismo cardiaco, e Taussig (Trial Assessing Long Term USe of PCSK9 Inhibition in Subjects with Genetic LDL Disorders), che valuterà la sicurezza e l’efficacia a lungo termine di evolocumab sul C-LDL in pazienti con gravi forme di ipercolesterolemia familiare, inclusi pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigote. Lo studio Descartes (Durable Effect of PCSK9 Antibody CompARed wiTh PlacEbo Study), un trial sulla sicurezza e l’efficacia a lungo termine in pazienti con ipercolesterolemia a rischio di patologie cardiovascolari, è stato completato.

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