Come rendere più attrattiva la ricerca clinica italiana? È uno dei punti toccati dai rappresentanti di Aifa Mario Melazzini e Luca Pani nell’ambito convegno che si è svolto a Milano “Farmaci innovativi e sostenibilità del sistema sanitario nazionale. Il superamento del tetto della spesa ospedaliera e territoriale: 
il percorso verso la nuova governance”, organizzato dall’editoriale Tempi e Motore Sanità.

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Mario Melazzini (presidente Aifa), Luca Pani (direttore generale Aifa) al convegno: “Farmaci innovativi e sostenibilità del sistema sanitario nazionale”

Ricerca clinica indipendente: nel 2016 verranno finanziati progetti top-down

Ormai prossimi all’entrata in vigore del Regolamento 536/2014 sulla sperimentazione clinica, il convegno ha fornito l’occasione per ribadire il valore e il ruolo della ricerca indipendente nel garantire la migliore risposta diagnostico-terapeutica ad ogni paziente. «D’ora in poi ogni anno pubblicheremo bandi Aifa per la ricerca indipendente. Nel 2016 saranno finanziati progetti top-down – ha specificato Mario Melazzini, presidente Aifa, dichiarando il suo impegno a sbloccare una situazione di stallo del passato e lasciando intravedere una nuova modalità di selezione e progettualità. – Vogliamo però guardare agli studi in un modo diverso, considerandoli come strumenti capaci di fornire degli indicatori di appropriatezza e sostenibilità, capaci di guidare il percorso assistenziale o di ricerca e quindi garantire al paziente la miglior risposta al suo bisogno di salute, e al servizio sanitario o il percorso più sostenibile dal punto vista economico».

Verso un unico comitato etico sperimentazione clinica

Luca Pani ha sottolineato l’elevata qualità della ricerca italiana, che vanta numerose pubblicazioni su riviste indicizzate, a fronte però di un indice di attrattività abbastanza basso. Fornire risposte certe in tempi certi e rapidi sembra essere la ricetta per rendere l’Italia competitiva, secondo il direttore generale di Aifa sono sostanzialmente 3 le azioni da intraprendere per stimolare la ricerca e rendere attrattiva l’Italia:

  • ridurre drasticamente il numero dei comitati etici,
  • fondere insieme la commmissione tecnico-scientifica e la commissione prezzo-rimborso per garantire tempi rapidi di processamento delle pratiche,
  • definire in modo preciso e definitivo l’innovazione.

Come spiegato dal direttore generale di Aifa, l’ideale sembra essere un unico comitato etico nazionale a tempo pieno organizzato in sottocomitati dedicati a diverse aree terapeutiche. Luca Pani: «Un comitato che lavora a tempo pieno può garantire tempi più rapidi di processamento e consente di radunare le competenze necessarie. Abbiamo già fatto passi enormi. In questi 5 anni, dal mio arrivo nell’Agenzia, il numero dei comitati etici si è ridotto da 293 a 90. Tra questi alcuni comitati, in particolare 11, lavorano in modo davvero efficiente e competitivo a livello europeo, e ogni anno riescono a processare un numero elevato di procedure. Altri comitati, invece, sono molto più lenti e portano all’approvazione una sola procedura all’anno». Il percorso di contrazione non è quindi ancora terminato, e si ipotizza una riduzione di almeno il 30% degli esperti attualmente coinvolti nei comitati etici (da 450 a  100-150).

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