PharmaMar ha annunciato i risultati del suo trial clinico di fase II con lurbinectedina (PM1183) nelle pazienti affette da tumore al seno metastatico BRCA 1/2-associato, precedentemente sottoposte a un massimo di tre cicli di chemioterapia.

Lo studio soddisfa il suo obiettivo primario ottenendo un tasso di risposta globale (ORR) nel 41% delle pazienti. Nel sottogruppo BRCA 2 l’ORR è stato del 61% mentre nelle pazienti con BRCA 1 del 26%.

tumore al seno
Nello studio, l’inibitore dell’RNA polimerasi II lurbinectedina ha indotto una significativa riduzione delle dimensioni del tumore al seno metastatico associato a mutazione BRCA 1 o BRCA 2 nel 41% dei casi

Circa il 5-10% dei tumori al seno è associato a mutazioni genetiche ereditarie legate ai geni BRCA 1 o 2. Per il momento, il trattamento di queste pazienti è analogo a quello di qualsiasi altro tipo di tumore al seno, principalmente condizionato dal recettore ormonale e dallo stato del gene HER2. Tuttavia studi recenti sulla mutazione dimostrano che questi tipi di tumori si comportano in modo diverso nel tumore al seno; quindi le pazienti con tali mutazioni possono usufruire di un trattamento più specifico.

Judith Balmaña, esperto di oncologia presso il Vall D´Hebron Institute of Oncology e principale ricercatore coinvolto nello studio, ha presentato i dati durante una sessione orale in occasione del congresso della European Society of Medical Oncology (ESMO) tenutosi a Copenhagen, Danimarca, dal 7 all’11 ottobre 2016.

L’endopoint primario dello studio consiste nell’analisi dell’attività antitumorale della lurbinectedina in questo gruppo di pazienti in termini di tasso di risposta globale (ORR), secondo i criteri di valutazione della risposta negli studi clinici sui tumori solidi (RECIST V1.1). 54 pazienti in totale sono state sottoposte a trattamento. È stata osservata una significativa riduzione delle dimensioni del tumore in 22 di loro (ORR 41%). L’endpoint primario di almeno 17 risposte è stato raggiunto senza difficoltà.

L’ORR delle pazienti con sottogruppo avente mutazione genetica BRCA 2 era del 61%, mentre nelle pazienti con mutazione genetica BRCA 1 il dato ha raggiunto il 26%.

Oltre a questo parametro, nel 61% delle pazienti sono stati osservati altri elementi quali la durata mediana della risposta (6,7 mesi), il tasso di sopravvivenza libera da progressione biochimica (4,1 mesi), la sopravvivenza globale di un anno (15,9 mesi) e i vantaggi clinici (riduzione delle lesioni tumorali, o stabilità di almeno 3 mesi).

Nel corso del trial clinico la dose iniziale di 7 mg di lurbinectedina è stata modificata a 3,5 mg/m2; entrambe sono state somministrate per via endovenosa ogni tre settimane con lo scopo di migliorare il profilo di sicurezza del farmaco.

Il team incaricato della ricerca, guidato da Judith Balmaña, è giunto alla conclusione che la lurbinectedina (PM1183) è un composto attivo nel tumore al seno associato a BRCA, indipendentemente da precedenti trattamenti a base di platino. Con il passaggio a una dose di 3,5 mg/m2, la tolleranza al farmaco è notevolmente migliorata, pur mantenendo l’efficacia del composto.

Alla luce dei risultati ottenuti in questo trial di fase II, PharmaMar dichiara che continuerà le proprie attività di sviluppo clinico della molecola nelle pazienti affette da questo tipo di tumore metastatico.

PM1183 (lurbinectedina) 

Il PM1183 è un inibitore dell’RNA polimerasi II. È un composto in corso di studio. Questo enzima è essenziale per il processo di trascrizione, che risulta eccessivamente attivo nei tumori con iper-trascrizione genica.

L’efficacia antitumorale della lurbinectedina è in corso di valutazione in varie tipologie di tumori solidi, tra cui un trial di fase III sul carcinoma ovarico platino-resistente e uno studio di fase III sul carcinoma polmonare a piccole cellule.

Tumore al seno metastatico BRCA 1/2-associato

Circa il 5-10% dei tumori al seno è associato alla mutazione ereditaria del gene BRCA (BRCA 1 o BRCA 2). Si stima che le persone con mutazione genetica BRCA 1/2 rischino di sviluppare il tumore al seno nel corso della propria vita, rispettivamente con una percentuale di rischio del 60-70% e del 45-55%.

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