La sfida di portare a Milano, nell’era post-Brexit, la nuova sede dell’Agenzia europea dei medicinali (EMA) deve accomunare l’intero sistema Italia e che per una volta ha visto il sì convinto e unanime di tutti gli attori – governo, istituzioni e industria – raccolti stamane al Palazzo delle Stelline di Milano per discutere i problemi aperti e i prossimi, decisivi passi necessari per vincere la partita.

Il ministro della Salute, beatrice Lorenzin, è intervenuta al convegno "EMA - Agenzia europea del farmaco a Milano: le buone ragioni per questa scelta" (credits: G. Miglierini)
Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è intervenuta al convegno “EMA – Agenzia europea del farmaco a Milano: le buone ragioni per questa scelta” (credits: G. Miglierini)

L’invito del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – intervenuta ai lavori del convegno “EMA – Agenzia europea del farmaco a Milano: le buone ragioni per questa scelta”, organizzato dalla Fondazione Guido Carli e dalla Fondazione Carlo Erba – è stato quello di volare alto e abbandonare i campanilismi tipici del Belpaese.

Il governo, ha annunciato il ministro, ha già stanziato 56 milioni di euro all’interno del bilancio del Ministero della Salute quale fondo per la realizzazione della nuova sede milanese di EMA, a testimonianza dell’impegno deciso in tal senso che intende sostenere davanti ai decisori europei.

La scelta è strategica per il futuro dell’economia italiana: il governo ha scelto di sostenere l’arrivo in Italia dell’Agenzia dei medicinali, e non quello dell’Autorità bancaria europea, in quanto la farmaceutica è un settore fondamentale per portare valore economico al paese e sostenerne la crescita, ha sottolineato Lorenzin.

L’Italia avrebbe ancora, per il ministro, un enorme potenziale inespresso per quanto riguarda la capacità di trasferimento tecnologico: l’obiettivo che l’intero sistema paese dovrebbe porsi è quello di caratterizzarsi come territorio in grado di produrre conoscenza e valore economico.

Il ministro Lorenzin ha anche annunciato la prossima creazione di una Task Force che coordini tutte gli interventi a supporto della candidatura di Milano. Lo scontro sarà con le altre dieci città già uscite allo scoperto, ma molti avversari potrebbero non  essersi ancora palesati, ha sottolineato il ministro Lorenzin nel suo intervento.

L’industria del farmaco è leader in Europa

L’importanza di fare squadra per perseguire in modo unitario l’obiettivo di portare EMA a Milano è stato sottolineato anche da Diana Bracco, presidente dell’omonimo gruppo farmaceutico e coordinatrice del tavolo tecnico istituito dalla Regione Lombardia nell’immediato post-Brexit per lavorare alla candidatura della città meneghina.

Il gruppo di esperti, già coinvolto nella preparazione delle candidature di Parma per la sede EFSA e di Milano per Expo, sta già lavorando a preparare un forte dossier a supporto di Milano quale nuova sede dell’Agenzia del Farmaco, ma per Bracco serve un forte supporto da parte del governo, che deve ribadire il suo impegno su questo tema prioritario anche attraverso la nomina di un protagonista che possa rappresentare l’Italia e Milano in tutte le sedi necessarie. Bracco ha sottolineato anche le importanti sinergie che si potrebbero venire a creare tra la nuova EMA, l’Autorità europea per la sicurezza degli alimenti (EFSA) insediata a Parma e il cluster nazionale scienza della vita Alisei (Advanced Life Science in Italy).

La posizione di leadership dell’industria italiana del farmaco in Europa è in continuo rafforzamento nel corso degli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda l’export. Il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, ha espresso a nome degli industriali la convinzione che Milano abbia tutte le caratteristiche per diventare il polo europeo della farmaceutica e ha sottolineato come il governo abbia ben chiaro il significato dell’opportunità di portare in Italia la sede dell’Agenzia dei medicinali: tanto da aver improntato la Legge di stabilità attualmente in discussione alle Camere nel senso dell’innovazione, un caso unico nel panorama internazionale.

Ogni anno la sede di Londra di EMA vede un’affluenza di circa 56mila visitatori, per un giro d’affari di 25 milioni di euro. A questo, per il presidente di Farmindustria si devono aggiungere la valenza scientifica dell’operazione, con circa 7 mila nuovi farmaci in approvazione nel corso dei prossimi anni soprattutto nel campo delle terapie avanzate. L’intera ricerca italiana potrebbe trarne beneficio, e il 75% delle imprese del settore sarebbe già pronto ad aumentare gli investimenti in questo senso, ha spiegato il presidente Scaccabarozzi. Anche molte delle multinazionali straniere proprietarie del 60% della farmaceutica italiana sarebbero interessate ad aprire uffici di rappresentanza a Milano. Camillo Greco, responsabile Pharma & Healthcare per l’Europa di J.P.Morgan, ha sottolineato l’importanza strategica per l’intero sistema Italia di riuscire a cogliere questo importante obiettivo. Sergio Dompè, presidente di Dompé Farmaceutici, e la consigliera di Kedrion Maria Lina Marcucci hanno portato al dibattito il contributo diretto degli industriali del settore.

La sinergia con EFSA e i problemi per gestire l’insediamento

Uno dei plus che l’Italia potrebbe giocarsi a supporto della candidatura di Milano come futura sede dell’EMA è la presenza dal 2005 a Parma di un’altra agenzia europea, l’Autorità per la sicurezza degli alimenti (EFSA). Alberto Spagnolli è intervenuto in sua rappresentanza al convegno per testimoniare le opportunità ma anche i problemi che l’insediamento di un tale centro di gestione europeo porta per il paese e la città che lo ospitano. L’attuale personale di Efsa conta in 450 unità a cui si devono aggiungere gli esperti dei vari temi scientifici, quello della sede londinese di EMA in circa 800 unità.

I temi comuni tra i due enti regolatori europei sono numerosi, a partire dalla resistenza agli antibiotici, uno dei dossier prioritari delle politiche dell’Unione, ai residui dei medicinali veterinari presenti negli alimenti destinati all’uomo (e cosiddette chemical mixtures), alla salute e al benessere animale. Una direttiva europea indica già l’opportunità, ove possibile, di fare massa critica tra diverse agenzie coinvolte su temi affini in modo da massimizzare le risorse riducendo l’impatto economico. L’insediamento dell’Agenzia dei medicinali a Milano potrebbe da vita a qualcosa di simile a un’ “FDA europea”, hanno sottolineato molti degli intervenuti ai lavori, anche se la distanza con l’autorità americana rimarrebbe ancora grande.

L’insediamento di EMA a Milano comporta però anche numerosi problemi pratici, che devono essere negoziati e concordati tra governo e istituzioni europee all’interno dell’“Accordo di sede” che definisce le condizioni garantite dal paese ospitante per la buona funzionalità dell’agenzia europea.

L’esperienza di Efsa a Parma insegna che bisogna affrontare i problemi legati all’individuazione di una sede adeguata anche dal punto di vista della moderna funzionalità degli uffici, la sicurezza della sede stessa (equiparata a sede diplomatica), la disponibilità di interconnessioni logistiche e di trasporti con il continente, la presenza di una Scuola europea per i figli del personale, la disponibilità degli alloggi e l’impatto e le relazioni con il territorio.

Milano capitale industriale e della ricerca

La scelta del capoluogo lombardo come nuova sede di EMA coglie i frutti dell’esplosione della città in termini di attrattività economica e culturale culminata nell’anno di Expo, ma frutto di un impegno costante nel corso degli ultimi 20 anni che ha completamente trasformato il volto della città. Il punto è stato sottolineato da Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, che ha indicato per il futuro l’opportunità di costruire qualcosa di stabile quale frutto del post-Expo. L’area dell’esposizione universale diventerà anche la sede dello Human Technopole, il polo di ricerca avanzata che ha già fatto il pieno in termini di richieste d’insediamento e che dovrebbe rappresentare la punta di diamante della ricerca italiana nel campo delle scienze della vita.

Una sinergia d’azione, quella tra Agenzia europea del farmaco e Human Technopole, che rendono la candidatura milanese ancor più d’interesse se si va a considerare anche il ricco substrato di industrie del farmaco e biotech, università e centri di ricerca d’eccellenza che caratterizzano la Lombardia e Milano in particolare. Un punto che è stato sottolineato da tutti gli intervenuti al convegno.

L’eurodeputata europea e vicepresidente della Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia (ITRE) del Parlamento europeo Patrizia Toja ha confermato l’impegno a sostenere la candidatura italiana anche a Bruxelles, dove conta la consapevolezza del peso dell’Italia in quanto paese fondatore dell’Unione e l’unità d’intenti tra tutti gli attori impegnati a sostenere Milano sui vari fronti d’azione.

L’impegno del Comune a rendere una volta di più Milano centro d’eccellenza mondiale per l’accoglienza di iniziative di primo piano a livello internazionale è stato testimoniato dall’assessore al Bilancio e Demanio, Roberto Tasca, che ha portato anche il saluto del sindaco Beppe Sala. Il consigliere comunale Stefano Parisi ha confermato la piena condivisione dell’obiettivo e ha richiesto a nome dell’opposizione un maggiore impegno del Governo in materia di politiche d’incentivazione fiscale, in grado di attrarre non solo gli investimenti industriali, ma anche la mobilità del personale di EMA che attualmente risiede a Londra.

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