Novartis annuncia che sacubitril/valsartan per lo scompenso cardiaco (Entresto®) ottiene la rimborsabilità in Italia.

Sacubitril/valsartan per lo scompenso cardiaco disponibile in Italia: lo annuncia Novartis che prosegue lo sviluppo di Entresto per altre indicazioni
Novartis annuncia che sacubitril/valsartan per lo scompenso cardiaco è disponibile in Italia

Sacubitril/valsartan ha dimostrato di ridurre la mortalità per cause cardiovascolari del 20% rispetto alla terapia di riferimento, determinando un prolungamento della sopravvivenza di un anno e mezzo, con punte fino a 2 anni, nei pazienti più giovani con scompenso cardiaco cronico con frazione d’eiezione ridotta.

Sacubitril/valsartan

Fino ad oggi la terapia dello scompenso cardiaco si basava sull’inibizione neuro-ormonale del sistema renina-angiotensina e del sistema nervoso simpatico. Sacubitril/valsartan ha un meccanismo d’azione che consente, per la prima volta, di potenziare gli effetti del sistema dei peptidi natriuretici mantenendo contemporaneamente l’inibizione del sistema renina-angiotensina. Il farmaco è il primo della nuova classe terapeutica, gli ARNI (antagonisti del recettore della neprilisina e del recettore dell’angiotensina).

«Siamo di fronte a un cambiamento radicale del nostro approccio al paziente con scompenso cardiaco – afferma Michele Senni, direttore della Cardiologia 1 dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – con il passaggio da un’inibizione a una modulazione neuro-ormonale»

Entresto è l’associazione di valsartan, un antagonista del recettore AT1, con sacubitril, un inibitore della neprilisina. Questa associazione determina da una parte il blocco dei recettori AT1 (dovuto al valsartan), dall’altra il blocco dell’enzima neprilisina che ha la funzione di degradare in particolar modo gli ormoni natriuretici. Il blocco della neprilisina determina un aumento dei livelli degli ormoni natriuretici, prodotti dal cuore.

Entresto viene prodotto in Italia, presso lo stabilimento di Torre Annunziata (Napoli), per tutto il mercato mondiale, con la sola eccezione degli USA. Nel 2016 il sito ha prodotto complessivamente 89 milioni di confezioni di farmaci in forma solida (compresse), destinate a oltre 100 paesi.

«L’Italia offre da sempre un contributo importante alla Ricerca e Sviluppo internazionale, mettendo a disposizione risorse professionali qualificate e una solida rete di collaborazioni con le più autorevoli realtà nazionali della ricerca medica – ricorda Giuseppe Maiocchi, responsabile medico area Cardio Metabolica di Novartis in Italia – Ma il nostro Paese riveste anche un ruolo di primo piano nella produzione industriale in ambito cardio metabolico grazie alla presenza del nostro centro di Torre Annunziata, un’eccellenza italiana in questo settore, oltre che un polo di rilievo per l’economia nazionale».

Lo studio PARADIGM-HF

PARADIGM-HF ha coinvolto 8400 pazienti nel mondo con scompenso cardiaco cronico a frazione di eiezione ridotta.

«In questo trial – spiega Senni, coordinatore per lo studio in Italia – sacubitril/valsartan è stato confrontato con enalapril, l’ACE-inibitore che rappresenta lo standard di terapia nello scompenso cardiaco. I risultati ottenuti rispetto a enalapril sono stati molto positivi sia in termini di riduzione della mortalità cardiovascolare del 20%, che dell’ospedalizzazione per scompenso cardiaco, ridotta del 21%, ma anche per la riduzione del 16% della mortalità per tutte le cause».

Questi risultati, nella pratica clinica, si traducono non solo in un allungamento dell’aspettativa di vita, ma anche in un miglioramento della sua qualità. La fame d’aria e la grave stanchezza tipiche dello scompenso, infatti, si riducono sensibilmente. Il paziente può tornare gradualmente a una vita più attiva.

La ricerca Novartis sulle malattie cardiovascolari

La ricerca Novartis procede con il programma FortiHFy, comprendente oltre 40 studi clinici, già in corso o pianificati, ai quali parteciperanno ricercatori e pazienti di oltre 50 Paesi per una durata di oltre 5 anni indirizzati alla ricerca di nuove indicazioni per questo farmaco.

Novartis, inoltre, ha commissionato un’indagine internazionale a The Economist. L’Economist Intelligence Unit (EIU), ha creato una scorecard per valutare il peso socio-economico e gli approcci della politica alle malattie cardiovascolari in 28 Paesi, incluso il nostro. Da questa indagine emerge che l’Italia ha un piano strategico relativamente completo per la salute del cuore, ma si riscontrano significativi deficit per quanto riguarda la sua attuazione. I punti di forza per il nostro Paese sono risultati l’implementazione delle linee guida cliniche e la gestione integrata del percorso di cura per il paziente. Tuttavia, in base alla valutazione dell’indagine, nel nostro Paese non vengono condotte campagne di sensibilizzazione sui più importanti fattori di rischio per la salute del cuore.

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