AAA, Advanced Accelerator Applications, gruppo specializzato in Medicina Nucleare Molecolare (MNM), ha annunciato l’approvazione della Commissione Europea di lutezio (177Lu) oxodotreotide (Lutathera®) per i pazienti con tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici (GEP-NET) avanzati.

Lo studio clinico NETTER 1 ha dimostrato che Lutathera riduce il rischio di progressione della malattia o di morte del 79% rispetto alla terapia standard (Octreotide LAR).

È stato approvato dalla Commissione Europea Lutathera per tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici (GEP-NET) avanzati. Questi tumori interessano circa 2.700 nuovi pazienti ogni anno in Italia

Lutezio (177Lu) oxodotreotide è un radiofarmaco ad azione mirata che utilizza bassi livelli di radioattività per distruggere dall’interno le cellule tumorali.

La terapia è stata approvata per i tumori dell’intestino denominati tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici (GEP-NET) che non possono essere asportati chirurgicamente, che si sono diffusi in altre parti del corpo o che non rispondono alla terapia.

L’approvazione permette di commercializzare il farmaco Lutathera in tutti e 28 gli stati membri dell’Unione Europea, come pure in Islanda, Norvegia e Liechtenstein. Si basa sui risultati dello studio NETTER-1 nonché sui dati relativi all’efficacia e alla sicurezza ottenuti dallo studio sperimentale Erasmus di fase I/II condotto su oltre 1.200 pazienti affetti da diverse forme di NET.

Gianfranco Delle Fave, professore di Gastroenterologia all’Università di Roma “Sapienza”, Coordinatore del Centro di Eccellenza ENETS di Roma, presidente della Associazione Italiana dei Tumori Neuroendocrini (It.a.Net) e Massimo Falconi, professore di Chirurgia, direttore della Chirurgia del Pancreas del S.Raffaele di Milano, presidente della European Neuroendocrine Tumors Society (ENETS) ricordano:

«Esistono limitate opzioni di terapia per i pazienti con NET in fase avanzata per i quali non è possibile, purtroppo, una cura raggiungibile attraverso la asportazione chirurgica della malattia. I recenti dati scientifici riportati dalla letteratura internazionale dimostrano che la terapia con l’analogo della somatostatina radiomarcato (Lutathera) è una valida opzione di terapia in questi pazienti, e rappresenta un valido strumento di trattamento che si aggiunge a quelli disponibili per il trattamento dei pazienti con NET non operabili. Proprio per questo motivo, Itanet, con il supporto della associazione pazienti affetti da NET NET-Italy, ha presentato all’AIFA la richiesta di inserimento della terapia con Lutathera nella lista dei farmaci erogabili a spese del SSN in base a quanto consentito dalla legge 648/96, per poter garantire ancor prima della sua approvazione, l’accesso alla terapia da parte dei pazienti che si gioverebbero di questo trattamento».

Adele Santini, presidente della Associazione Pazienti AINET evidenzia quanto segue:

«Per un’associazione di pazienti come AINET la notizia dell’approvazione di Lutathera  nell’ambito dei tumori neuroendocrini viene vissuta come un importante traguardo e un concreto strumento a disposizione di coloro che sono affetti da tale malattia. Fin dalla nascita della nostra associazione il lavoro è stato finalizzato a sostenere e ad incoraggiare la ricerca scientifica aiutando i pazienti a conoscere la loro malattia. Tutto ciò ha permesso l’accesso a nuove terapie, a nuovi percorsi terapeutici più efficaci e con particolare attenzione ad una vita più lunga e qualitativamente migliore».

Matilde Tursi, Presidente della Associazione Pazienti NET-ITALY aggiunge:

«La mission della nostra Associazione Net Italy Onlus ha come obiettivo migliorare la qualità di vita dei pazienti, offrire la migliore assistenza e sostenere, insieme al supporto del nostro Comitato Scientifico, la messa a disposizione di terapie sempre più efficaci. Pertanto, abbiamo ritenuto opportuno, insieme ad Itanet, sostenere l’inserimento della terapia radiorecettoriale (Lutathera) nella lista dei trattamenti erogabili con la legge 648/96. Ci auguriamo che questa richiesta possa ampliare  le opzioni terapeutiche esistenti a disposizione degli specialisti che curano i tumori Neuroendocrini».

Stefano Buono, amministratore delegato di AAA, ha dichiarato:

«È un momento storico. Siamo fieri di mettere a disposizione della comunità dei pazienti affetti da tumori NET in Europa questo farmaco first in class, che costituisce la prima terapia recettoriale con peptidi radiomarcati (PRRT, Peptide Receptor Radionuclide Therapy) registrata. Continueremo a collaborare a stretto contatto con le rispettive autorità sanitarie per garantire l’ampia disponibilità di Lutathera®. Crediamo che numerosi studi clinici nel campo della medicina nucleare hanno dimostrato i vantaggi della somministrazione selettiva delle radiazioni alle cellule tumorali rispetto ad altre terapie e il nostro impegno consiste nel promuovere questo approccio per il trattamento del cancro».

«Grazie a questa approvazione, AAA è diventata la prima società radiofarmaceutica teragnostica nel mercato oncologico – sottolinea Stefano Buono. – Crediamo che la nostra piattaforma unica, che prevede la radiomarcatura di un singolo vettore con 68Ga in caso di uso diagnostico, o con 177Lu per scopi terapeutici, offrirà esiti più favorevoli ai pazienti. Anche i pazienti affetti da NET i cui tumori siano stati localizzati correttamente tramite esami di tomografia a emissione di positroni (PET, Positron Emission Tomography) con il nostro farmaco diagnostico SomaKit TOC™ autorizzato in Europa, o con il nostro farmaco diagnostico first in class NETSPOT® approvato negli Stati Uniti, potrebbero essere candidati per la terapia a base di Lutathera, in quanto i farmaci si legano allo stesso recettore.

«Questo abbinamento teragnostico per i NET è uno dei tre programmi di sviluppo della nostra pipeline oncologica, che fa leva su vettori ad alta selettività, ognuno finalizzato alla registrazione di due prodotti distinti. I nostri prossimi abbinamenti teragnostici in corso di sviluppo sono mirati a tumori maligni, quali il cancro alla prostata e al seno, come pure ai tumori stromali gastrointestinali» – conclude Stefano Buono.

Lutathera

Lutathera è un composto per MNM che Advanced Accelerator Applications sta sviluppando per il trattamento dei tumori neuroendocrini.

Si tratta di un peptide analogo della somatostatina marcato con 177Lu. Rientra in una tipologia innovativa di trattamenti denominata terapia recettoriale con peptidi radiomarcati (PRRT), che consiste nel colpire in modo mirato i tumori con molecole che trasportano particelle radioattive e che si legano a recettori specifici espressi dal tumore.

Lutathera è costituito da una piccola molecola con funzione di “vettore”, altamente selettivo, che trasporta una particella radioattiva all’interno di una struttura chimica che funge da gabbia, mantenendo la particella legata alla molecola. Il farmaco viene somministrato per infusione nel flusso sanguigno. Una volta entrata nel flusso sanguigno, la molecola si lega ad un recettore specifico che è espresso sulla superficie cellulare della maggior parte dei tumori NET. Dopo essersi legata al recettore, la molecola “vettore” viene interiorizzata dal recettore e trasportata all’interno della cellula tumorale. All’interno della cellula tumorale, la radioattività emessa dalla particella distrugge le cellule tumorali dall’interno, ma ha un effetto limitato sulle cellule circostanti.

Il nuovo prodotto ha ricevuto la designazione di farmaco orfano dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. In dieci Paesi europei (compreso il Regno Unito) e negli USA, Lutathera viene somministrato in regime compassionevole e, all’interno di programmi in regime nominale, nel trattamento di NET e altri tumori che sovra-esprimono i recettori della somatostatina. Tale somministrazione avviene nell’ambito di un Programma di accesso allargato (EAP, Expanded Access Program). Una domanda di registrazione di nuovo farmaco è attualmente all’esame dell’FDA.

Lutathera in teragnostica

Lutathera rappresenta la componente terapeutica di un abbinamento “teragnostico” messo a punto da AAA. La teragnostica è una strategia di gestione dei pazienti che comporta l’integrazione degli aspetti diagnostici e terapeutici. La componente diagnostica dell’abbinamento è denominata SomaKit TOC™ ed è stata approvata per la localizzazione dei tumori primari e delle relative metastasi nei pazienti adulti con diagnosi sospetta o confermata di GEP-NET ben differenziati mediante tomografia ad emissione di positroni (PET). Entrambi i farmaci si legano allo stesso recettore, che è espresso nell’80% dei tumori NET. All’imaging molecolare e alla diagnosi delle patologie è pertanto possibile fare seguire in modo efficace un trattamento personalizzato che utilizza i medesimi composti di targeting molecolare.

Lo studio NETTER-1 su Lutathera vs Octreotide LAR

NETTER-1 è uno studio randomizzato di Fase III, nel quale la terapia con Lutathera è stata messa a confronto con un trattamento mediante doppia dose di Octreotide LAR 60 mg su pazienti affetti da NET.

Lo studio NETTER-1 ha raggiunto l’endpoint primario, mostrando una riduzione del rischio di progressione della malattia o di morte del 79% con la somministrazione di lutezio (177Lu) oxodotreotide rispetto a Octreotide LAR 60 mg.

La medicina nucleare molecolare (MNM)

La medicina nucleare molecolare è una branca specialistica della medicina che utilizza piccole quantità di sostanze attive, chiamate radiofarmaci, per fornire immagini di organi e di lesioni e per curare diverse patologie tra cui il cancro. La tecnica consiste nell’iniettare in modo mirato nel corpo del paziente radiofarmaci che si concentrano negli organi o nelle lesioni rivelando processi biochimici specifici. La MNM può essere suddivisa in due branche:

  • la diagnostica nucleare molecolare,
  • la terapia nucleare molecolare.

La diagnostica nucleare molecolare impiega diversi dispositivi di imaging e radiofarmaci. La PET (tomografia a emissione di positroni) e la SPECT (tomografia computerizzata a emissione di un singolo fotone) sono tecnologie di imaging a elevata sensibilità. Esse infatti consentono di diagnosticare diversi tipi di tumori, malattie cardiovascolari, disturbi neurologici e altre patologie fin dal primo stadio.

La terapia nucleare molecolare utilizza fonti radioattive (radionuclidi) per trattare vari tipi di tumori. Mediante l’uso di particelle a corto raggio, la terapia può colpire in modo mirato i tumori con effetti limitati sui tessuti normali.

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