L’AIFA si trova in questo momento senza Presidente e Direttore Generale. Il Ministro Grillo con una nota del 27 agosto relativa all’imminente dirittura d’arrivo dell’incarico di Mario Melazzini manifesta calma, sottolineando che “all’Aifa sarà in ogni
caso garantita come è prassi costante la piena continuità operativa, senza alcun pregiudizio
per i pazienti”. Ma sarà davvero così?

Il termine del mandato del DG AIFA Melazzini

Mario Melazzini, ex DG AIFA

“Cari tutti,  nel mio ultimo giorno di lavoro, vi scrivo solo per dirvi un grazie sincero e di tutto. Siamo riusciti a realizzare tantissime cose: per tutelare il paziente, difendere il nostro straordinario Sistema Sanitario Nazionale, perché ci piace lavorare per questo nostro magnifico Paese”. Così il 31 agosto Mario Melazzini conclude il suo mandato da Direttore Generale, un percorso che ha guardato al cambiamento, come spiega nel suo bilancio di fine mandato qui.

In attesa della nuova nomina

Lo scorso 13 luglio, invocando “la massima trasparenza delle procedure e la qualità delle nomine”, il ministro della salute Giulia Grillo ha lanciato l’invito pubblico a presentare manifestazione d’interesse a ricoprire l’incarico di direttore generale dell’Aifa (ne abbiamo parlato qui).

Nella nota del Ministero del 27 agosto scorso di legge che la designazione del nuovo DG tra i 93 che si sono candidati “sarà presto sottoposta alla ratifica della Conferenza Stato-
Regioni. Nella stessa occasione la Conferenza potrà esaminare anche le candidature degli esperti del Comitato prezzi e della Commissione consultiva tecnico-scientifica dell’Aifa
stessa, indicati anche da Regioni e ministero dell’Economia”.

Le dimissioni del Presidente AIFA Vella

Stefano Vella, ex Presidente AIFA

Intanto il 26 agosto Stefano Vella presenta le sue dimissioni al Ministro Grillo. “Non mi è possibile tollerare – ha detto Vella all’Ansa riferendosi al caso Diciotti – come medico, di presiedere un ente di salute pubblica in questo momento in cui persone vengono trattate in questo modo sul nostro territorio, dove esiste un sistema universalistico di garanzia della salute. Rispetto il ministro Salvini perché ha messo la sua faccia nelle sue decisioni; ritengo che chiunque si opponga debba farlo come sto facendo in questo momento”.

Sul diritto alla salute e sul caso Diciotti si sono espresse anche la FNOMCeO (leggi qui) e la FNOPI (e qui).

Le perplessità e i timori

Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva, in una nota ha espresso comprensione per la scelta di Vella. “Confidiamo ora nel ministro Grillo affinché la delicata fase che Aifa sta attraversando non intacchi il fondamentale diritto all’accesso tempestivo alle terapie per i pazienti”, ha aggiunto inoltre Aceti“I pazienti e il servizio sanitario pubblico hanno bisogno di un’azione efficiente, rigorosa e veloce nei processi autorizzativi, in grado di distinguere la vera innovazione dalle semplici novità”. Riuscirà inoltre l’AIFA, orfana delle cariche al vertice, a rispondere all’appello del Direttore dell’EMA Guido Rasi, lanciato proprio a inizio agosto? “Milano ha perso l’Ema, ma l’Italia deve e può contare di più nell’Europa del farmaco, sostiene Rasi, che crede che ciò sia possibile investendo di più sull’l’Aifa, imponendole un raccordo strategico con l’Ema. Attualmente l’Aifa con i suoi 450 dipendenti è pesantemente sottodimensionata e poco connessa al network europeo. I governi dei Paesi influenti consultano Ema regolarmente per la loro programmazione di spesa e investimenti e per ricevere indicazioni su quali profili di esperti siano più efficaci per le loro strategie”.

 

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