Al 30 giugno 2018 il sistema di fitosorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità ha registrato 76 sospette reazioni avverse collegate all’utilizzo di cannabis per uso medico (commercializzata come Bedrocan, Bediol, FM2 e Pedanios), 19 nei primi sei mesi dell’anno in corso.

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Le reazioni riportate sono state di tipo psichiatrico (disforia, crisi di panico, allucinazioni visive, stordimento, sopore, depressione maggiore, confusione mentale, ecc.), dermatologico e allergico (dermatite, prurito, rossore e gonfiore delle palpebre e del volto, laringospasmo), gastrointestinale (vomito incoercibile, gastroenterite, dissenteria), o legate all’inefficacia. In 13 casi le reazioni sono state definite gravi (ospedalizzazione,osservazione breve o visita al Pronto Soccorso).

L’età mediana dei pazienti era di 62 anni e il 76% di essi era di sesso femminile.

La cannabis era stata assunta soprattutto per trattare il dolore neuropatico e nel 76% dei casi era stata usata con altri farmaci. In tre casi era stata usata una dose superiore alla posologia. In 20 casi era stato usato olio di cannabis.

Le segnalazioni sono state raccolte soprattutto da operatori sanitari della regione Toscana (&(%), anche se l’associazione tra cannabis e reazione avversa è stata ritenuta quasi sempre “probabile” e in due casi “possibile”.

Dall’analisi delle reazioni avverse non sono emersi segnali da approfondire. In
alcuni casi è stato richiesto il follow-up dei pazienti, mentre non è stato ritenuto necessario analizzare i prodotti assunti dai pazienti.

 

 

 

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