Celgene Corporation e Acceleron Pharma hanno annunciato i risultati del trial di fase III MEDALIST, che valuta l’efficacia e la sicurezza di luspatercept in fase di sperimentazione per il trattamento di pazienti affetti da anemia associata a sindromi mielodisplastiche (MDS) con sideroblasti ad anello (RS+) che necessitano trasfusioni di eritrociti e sono non eleggibili, intolleranti o non rispondenti alla terapia con eritropoietina.

Luspatercept per anemia associata a sindromi mielodisplastiche
I dati dello studio pivotal di fase III MEDALIST dimostrano che il trattamento sperimentale con luspatercept ha dato come risultato un miglioramento statisticamente significativo dell’indipendenza dalla trasfusione di globuli rossi rispetto al placebo

I risultati sono stati presentati da Alan F. List durante la sessione scientifica plenaria del 60° meeting annuale della American Society of Hematology (ASH) che si è svolto in questi giorni a San Diego, California.

«È un vero onore aver potuto mostrare i risultati del trial MEDALIST in apertura della sessione plenaria dell’ASH – afferma Habib Dable, presidente e Chief Executive Officer di Acceleron. – I risultati del trial MEDALIST aumentano la nostra fiducia nel potenziale di luspatercept come opzione terapeutica significativa per i pazienti affetti da MDS RS+ a basso rischio in tutto il mondo. Siamo entusiasti di proseguire il nostro programma di sviluppo clinico per MDS, beta-talassemia e mielofibrosi, mentre esploriamo anche ulteriori applicazioni del luspatercept in diverse malattie a cui si associa anemia».

«L’anemia grave che provoca la dipendenza da trasfusioni di eritrociti è una grossa sfida per i pazienti affetti da MDS (sindromi mielodisplastiche) a basso rischio o a rischio intermedio. I pazienti divenuti resistenti o refrattari ai trattamenti attualmente disponibili hanno poche alternative – dichiara Alan F. List, presidente e CEO del Moffitt Cancer Center. – I risultati dello studio MEDALIST supportano l’ipotesi che agire selettivamente sulla maturazione dei precursori dei globuli rossi potrebbe risolvere l’anemia dei pazienti, consentendogli di arrivare all’indipendenza trasfusionale».

«I risultati dello studio MEDALIST dimostrano il potenziale beneficio clinico del luspatercept per il raggiungimento della indipendenza da trasfusioni di eritrociti in pazienti MDS con Sideroblasti ad Anello (RS+) a rischio  da basso a intermedio, un gruppo per cui c’è necessità di nuove opzioni di trattamento – spiega Alise Reicin, presidente del Global Clinical Development di Celgene. – In base a questi risultati, siamo incoraggiati dalla possibilità che questo agente di maturazione eritroide, first-in-class, possa agire sulla causa sottostante l’anemia correlata alla loro patologia cronica».

Luspatercept

Luspatercept è l’agente di maturazione eritroide, first-in-class.

Studi sull’efficacia e la sicurezza di luspatercept sono, oltre a MEDALIST:

  • BELIEVE studio di fase III nei pazienti beta talassemici con anemia che rende necessarie trasfusioni periodiche di eritrociti (RBC),
  • COMMANDS, studio di fase III nei pazienti MDS a basso rischio in prima linea,
  • BEYOND, studio di fase II nella beta talassemia non trasfusione-dipendente,
  • uno studio di fase II nella mielofibrosi

Luspatercept non è approvato in nessun Paese e per nessuna indicazione.

Acceleron e Celgene, nell’ambito di una collaborazione globale, sviluppano congiuntamente luspatercept e stanno programmando la presentazione delle richieste di autorizzazione alle autorità regolatorie in Europa e negli Stati Uniti.

Lo studio MEDALIST su luspatercept per anemia associata a sindromi mielodisplastiche

MEDALIST è uno studio di fase III, randomizzato, a doppio cieco, controllato verso placebo, multi-centrico che valuta la sicurezza e l’efficacia di luspatercept in pazienti affetti da sindromi mielodisplastiche (MDS) di rischio molto basso, basso, o intermedio non-del(5q) e sideroblasti ad anello. Tutti i pazienti avevano una dipendenza da trasfusione RBC ed erano o intolleranti o refrattari verso precedenti terapie con ESA (erythropoiesis-stimulating agent); o erano ESA naïve con eritropoietina endogena nel siero ≥ 200 U/L, e senza aver ricevuto precedenti trattamenti con agenti in grado di modificare il decorso della malattia.

La mediana di età dei pazienti inclusi nel trial era di 71 anni per il gruppo trattato con luspatercept e di 72 anni per il gruppo placebo. La mediana delle trasfusioni in entrambi i gruppi trattati era di 5 unità RBC/8 settimane. 229 pazienti sono stati randomizzati per ricevere o luspatercept 1,0 mg/kg (153 pazienti), o il placebo (76 pazienti) per iniezione sottocutanea 1 volta ogni 21 giorni. Lo studio è stato condotto presso 65 Centri in 11 Paesi.

Risultati dello studio MEDALIST su luspatercept

Lo studio MEDALIST ha raggiunto l’endpoint primario definito come indipendenza dalle trasfusioni di eritrociti (RBC-TI, red blood cell-transfusion independence) per almeno 8 settimane durante le prime 24 settimane dello studio.

Il trattamento con luspatercept ha portato a una quota di pazienti RBC-TI a 8 settimane significativamente maggiore rispetto al placebo. Gli endpoint secondari dello studio hanno anche evidenziato che il trattamento con luspatercept ha prodotto, con una differenza statisticamente significativa rispetto al placebo, una percentuale superiore di pazienti con RBC-TI per almeno 12 settimane durante le prime 24 o 48 settimane dello studio, oltre a miglioramento ematologico eritroide (HI-E) per almeno 8 settimane.

Riepilogo sulla sicurezza nello studio MEDALIST

Gli eventi avversi di grado 3 o 4 registrati durante la terapia (TEAE) hanno riguardato il 42,5% (65/153) dei pazienti sottoposti a luspatercept e il 44,7% (34/76) dei pazienti sottoposti a placebo. 

TEAE più comuni di ogni entità in una percentuale maggiore del 10% in pazienti di entrambi i gruppi dello studio MEDALIST su luspatercept per anemia associata a sindromi mielodisplastiche

La progressione a leucemia mieloide acuta (LMA) si è verificata in quattro pazienti, tre pazienti (2,0%) sottoposti a luspatercept e un paziente (1,3%) sottoposto a placebo. Cinque pazienti sottoposti a luspatercept (3,3%) e quattro pazienti sottoposti a placebo (5,3%) hanno avuto uno o più TEAE che hanno provocato la morte.

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