Prevenire le infezioni batteriche e fungine è un punto centrale nella lotta contro l’antibiotico resistenza: un punto che si può ora giovare di una nuova iniziativa lanciata dalla Innovation Task Force (ITF) dell’Agenzia europea dei medicinali: le aziende e gli altri sviluppatori di nuovi approcci terapeutici per il trattamento e la prevenzione delle infezioni potranno confrontarsi con Ema – all’interno del forum ITF –  attraverso lo strumento dell’early dialogue. Uno strumento che era finora riservato allo sviluppo dei farmaci innovativi, e il cui scopo viene ora espanso per abbracciare un’area di bisogno di primario per la salute delll’intera popolazione europea.

Le aziende interessate ad accedere alla nuova piattaforma possono contattare la segreteria ITF all’indirizzo e-mail itfsecretariat@ema.europa.eu. Il servizio è gratuito, rende noto Ema dal suo sito, e vi possono accedere tutti i  nuovi prodotti medicali destinati al trattamento di infezioni batteriche o fungine che mettano a rischio la vita del paziente o che possano risultare fortemente debilitanti per i pazienti.

Potenziare lo sviluppo di nuovi interventi

L’early dialogue dovrebbe permettere un miglior, e più ampio confronto tra Ema e le aziende innovator, di modo da orientare fin dall’inizio lo sviluppo dei prodotti secondo le indicazioni dell’ente regolatorio e potenziare così le pipeline  dei prodotti dedicati alla cura delle infezioni. Una delle ricadute attese è anche un migliore utilizzo degli strumenti regolatori più formali, come lo scientific advice.

La nota di Ema che annuncia la nuova iniziativa riporta i dati pubblicati ad aprile dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms, qui il report), che stima in circa 700 mila le morti annue a livello globale per infezioni antibiotico-resistenti, di cui 230 mila per tubercolosi multi-resistente. Lo scenario worst-case al 2050, nel caso non venga messa in atto nessuna azione, potrebbe essere devastante e raggiungere i 10 milioni di morti/anno su scala globale, mette in guardia l’Oms. Secondo questo scenario, le morti nei paesi sviluppati potrebbero toccare i 2,4 milioni nel periodo 20015-2050. L’Oms paragona l’impatto che potrebbe derivare da questo tipo d’ipotesi, sul piano della spesa sanitaria, agli effetti della crisi economica del 2008-2009.

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