Gilead Sciences ha presentato nuovi dati sull’inibitore del capside dell’HIV GS-6207 a dimostrazione che la funzione svolta da questo agente può determinare un significativo declino della carica virale in vivo e che, in vitro la resistenza a GS-6207 non ha determinato resistenze ad altre classi di farmaci usati nel trattamento dell’HIV.

Nuovi dati sull'inibitore del capside dell'HIV GS-6207 dimostrano che l'inibizione del capside può determinare un significativo declino della carica virale
Nuovi dati sull’inibitore del capside dell’HIV GS-6207 dimostrano in vivo che l’inibizione del capside può determinare un significativo declino della carica virale e che la resistenza a GS-6207 non ha originato in vitro resistenze ad altre classi di farmaci per l’HIV

Gilead Sciences ha presentato alla IAS (International AIDS Society) Conference on HIV Science 2019 a Città del Messico i primi dati clinici di fase Ib relativi a persone con l’HIV che ricevono GS-6207, un nuovo inibitore sperimentale selettivo first-in-class (il primo del suo genere) della funzione del capside dell’HIV. Questi dati forniscono la prima proof-of-concept che l’inibizione del capside dell’HIV può determinare un significativo declino della carica virale in vivo.

Altri dati preclinici presentati da Gilead, inoltre, dimostrano che la resistenza a GS-6207 in vitro non ha dato origine ad alcuna resistenza ad altre classi di farmaci usati nel trattamento dell’HIV.

«I dati presentati alla conferenza IAS sottolineano il nostro impegno nella scoperta scientifica, la quale si basa sul retaggio di Gilead nello sviluppo di terapie trasformative per l’HIV – afferma Diana Brainard, MD, Senior Vice President della divisione HIV and Emerging Viruses presso Gilead Sciences. – Il profilo del meccanismo d’azione di GS-6207 si distingue dalle classi di agenti antiretrovirali attualmente approvate, e potrebbe aprire una nuova strada allo sviluppo di regimi di trattamento di lunga durata per le persone con HIV».

Abstract relativi a nuovi dati sull’inibitore del capside dell’HIV GS-6207 presentati allo IAS 2019

Gli studi su GS-6207 presentati alla conferenza IAS 2019 includono:

  • Poster LBPEB13: Safety and antiviral activity over 10 days following a single dose of subcutaneous GS-6207, a first-in-class, long-acting HIV capsid inhibitor in people living with HIV (“Sicurezza e attività antivirale per i 10 giorni successivi alla somministrazione sottocutanea di una singola dose di GS-6207, un inibitore del capside dell’HIV first-in-class e a lunga durata d’azione nelle persone con HIV”),
  • Poster TUPEA075: In vitro resistance profile of GS-6207, a first-in-class picomolar HIV capsid inhibitor in clinical development as a novel long-acting antiretroviral agent (“Profilo di resistenza in vitro di GS-6207, un inibitore picomolare del capside dell’HIV in via di sviluppo clinico come nuovo agente antiretrovirale a lunga durata d’azione”).

GS-6207 è un agente antiretrovirale sperimentale a lunga durata d’azione che può essere somministrato per via sottocutanea. Agisce in modo nuovo rispetto agli agenti antiretrovirali attualmente disponibili, interrompendo l’attività del capside dell’HIV, una proteina che circonda e protegge il materiale genetico del virus e gli enzimi essenziali. Potrebbe essere in grado di interrompere più fasi distinte del ciclo virale, impedendo potenzialmente al virus di diventare infettivo e di avere accesso a cellule non infette.

GS-6207 ha ricevuto la designazione di “breakthrough therapy” dalla US Food and Drug Administration (FDA) come potenziale terapia per le persone con una consistente esperienza di trattamento affette da HIV resistente a diversi farmaci.

GS-6207 è una terapia sperimentale e non approvata da alcuna Autorità Regolatoria; la sua sicurezza e la sua efficacia non sono state stabilite.

Non esiste una cura per l’HIV o l’AIDS.

Studio su sicurezza e attività antivirale di GS-6207

Poster LBPEB13: Safety and antiviral activity over 10 days following a single dose of subcutaneous GS-6207, a first-in-class, long-acting HIV capsid inhibitor in people living with HIV (“Sicurezza e attività antivirale per i 10 giorni successivi alla somministrazione sottocutanea di una singola dose di GS-6207, un inibitore del capside dell’HIV first-in-class e a lunga durata d’azione nelle persone con HIV”).

Questo studio di fase Ib, tuttora in corso, ha randomizzato persone con HIV naïve a precedenti trattamenti con un inibitore del capside a ricevere una singola iniezione sottocutanea di GS-6207 (dosi da 50 mg, 150 mg e 450 mg, n = 6 per dose) vs placebo (n = 6).

L’endpoint primario era la massima riduzione dell’HIV-1 RNA nel corso dei 10 giorni di trattamento. In ciascun braccio di dosaggio, la massima riduzione media di HIV-1 RNA al giorno 10 è variata da 1,8 a 2,2 log10copie/ml, tutti valori significativamente più elevati rispetto al placebo (tutti p <0,0001).

Nessun partecipante ha sperimentato un evento avverso grave o ha interrotto lo studio a causa di eventi avversi. Gli eventi avversi più comuni sono state le reazioni da lievi a moderate nel sito di iniezione (63%; 15 su 24), tutte autolimitanti.

«Questi primi risultati della sperimentazione supportano la progressione di GS-6207 verso la successiva fase di sviluppo clinico, al fine di comprendere il suo ruolo come parte della terapia per l’HIV a lunga durata d’azione» – sottolinea Eric Daar, MD, responsabile della Divisione di Medicina dell’HIV presso l’Harbor-UCLA Medical Center e autore principale dello studio.

Studio sul profilo di resistenza in vitro di GS-6207

Poster TUPEA075: In vitro resistance profile of GS-6207, a first-in-class picomolar HIV capsid inhibitor in clinical development as a novel long-acting antiretroviral agent (“Profilo di resistenza in vitro di GS-6207, un inibitore picomolare del capside dell’HIV in via di sviluppo clinico come nuovo agente antiretrovirale a lunga durata d’azione”)

Questo studio in vitro ha valutato l’insorgenza di resistenza a GS-6207 nelle cellule infette da HIV per la prima volta.

A concentrazioni subterapeutiche, GS-6207 ha selezionato per le mutazioni L56I, Q67H, N74D/S o T107N nel capside dell’HIV. Il virus contenente una o più di queste mutazioni del capside ha dimostrato una ridotta sensibilità a GS-6207, ma è rimasto pienamente sensibile ad altre classi antiretrovirali. Le varianti selezionate da GS-6207 si sono verificate in presenza di residui di capside altamente conservati (dal 94% al 100%) e sono state estremamente rare (<1%) negli isolati virali provenienti da persone con HIV naïve al trattamento.

La resistenza in vitro a GS-6207 è stata comunemente associata a ridotta infettività e ridotta capacità di replicazione, evidenziando l’importanza del capside nel ciclo di replicazione virale.

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