Chiesi ha annunciato alla 25^ Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP25, Madrid, 2-13 dicembre 2019) il proprio piano di lanciare sul mercato, entro la fine del 2025, un inalatore spray (pressurized metered dose inhaler – pMDI) innovativo e maggiormente rispettoso dell’ambiente per i pazienti con asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

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Chiesi si impegna a introdurre il primo inalatore spray con ridotto impatto ambientale

Il Gruppo Chiesi a giugno del 2019 ha ricevuto la certificazione B CorpTM per la trasparenza e la responsabilità sociale e ambientale, a settembre si è impegnato a raggiungere emissioni zero entro il 2035, e oggi è la prima azienda del settore farmaceutico ad annunciare pubblicamente una soluzione per affrontare le emissioni di diossido di carbonio degli inalatori spray (pMDIs) salvaguardando le opzioni terapeutiche necessarie per i pazienti.

Il piano di investimenti di Chiesi per l’introduzione di HFA 152a

Il Gruppo Chiesi ha delineato un piano di investimenti quinquennale da 350 milioni di euro per portare sul mercato queste nuove formulazioni che ridurranno al minimo la carbon footprint dei pMDI, fino al livello degli inalatori a polvere secca (DPI).

Nell’ambito di questo piano, Chiesi è la prima azienda ad annunciare un accordo commerciale multimilionario per la fornitura di HFA 152a (1,1-difluoroetano) da parte del produttore di propellenti ad uso medico Koura.

Ad oggi Chiesi ha già investito circa 50 milioni di euro in impianti di produzione per la nuova formulazione e collaborerà con Koura per finalizzare il pacchetto di tossicologia richiesto dalle agenzie regolatorie mondiali, prima di entrare nella fase successiva dei test clinici, obbligatori per qualsiasi nuovo farmaco.

Ugo Di Francesco, amministratore delegato del Gruppo Chiesi, ha dichiarato:
«Riteniamo che la salvaguardia della salute dei pazienti e quella dell’ambiente non dovrebbero essere il frutto di un compromesso. Siamo orgogliosi di fornire inalatori sia pMDI che DPI e di aver intrapreso azioni decisive e ambiziose per permettere ai pazienti di poter continuare anche in futuro a scegliere l’inalatore più adatto alle proprie esigenze, al tempo stesso innovando al fine di trovare la soluzione più rispettosa dell’ambiente al momento disponibile. La sostituzione del trattamento terapeutico per motivi non clinici potrebbe potenzialmente avere un impatto negativo sulla salute dei pazienti, oltre a richiedere un ulteriore impegno economico. Non possiamo permettere che messaggi allarmanti, che pongono l’onere della responsabilità ambientale sui pazienti, danneggino il trattamento dell’asma e della BPCO. Di fronte a una crisi climatica globale, dobbiamo tutti condividere l’onere dell’azione. Per questo auspico che altri si uniscano a noi in questo percorso».

Il propellente a uso medico 152a

HFA 152a (1,1-difluoroetano) è un propellente idrofluoroalcano a basso potenziale di riscaldamento globale (Global Warming Potential – GWP).

HFA 152a è un propellente ad uso medico più sostenibile che è stato sviluppato da Koura da diversi anni per l’uso in inalatori spray (pMDI) per il trattamento di malattie respiratorie come l’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

La transizione dei prodotti pMDI a HFA 152a (1,1-difluoroetano) comporterà una riduzione del 90% carbon footprint degli inalatori che si tradurrà in un impatto ambientale dei pMDI sostanzialmente equivalente ad altre cosiddette tecnologie di inalatori come l’inalatore a polvere secca (DPI).

La carbon footprint è una misura che esprime in CO2 equivalente al totale delle emissioni di gas ad effetto serra associate direttamente o indirettamente ad un prodotto, un’organizzazione o un servizio.

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