L’FDA ha di recente approvato un nuovo dispositivo: il pancreas artificiale. Si tratta di una tecnologia sviluppata dal Center for diabetes technology dell’Università della Virginia, chiamata Control-IQ, che permette il monitoraggio e il controllo dei livelli ematici di glucosio con una efficacia risultata migliore rispetto ad altre strumentazioni.

Prodotto da Tandem diabetes care, il pancreas artificiale, Dexcom G6 CGM, non si limita a valutare costantemente la quantità di zuccheri nel sangue, ma è anche in grado di rilasciare insulina in modo automatico quando necessario.

Boris Kovatchev, PhD, direttore del centro Uva, ha dichiarato in merito: “Siamo soddisfatti che la nostra ricerca sia stata tradotta con successo nella pratica clinica. Questo è un sistema interoperabile di controllo della glicemia di nuova generazione, che consente una perfetta integrazione di un sensore di glucosio continuo, pompa di insulina e un algoritmo di controllo intelligente”.

Come funziona il pancreas artificiale

Il dispositivo agisce mediante un algoritmo che riceve informazioni relative al livello di glucosio nel sangue e che, quando necessario, rilascia insulina con l’opportuno dosaggio. L’approvazione della Fda si è basata sui risultati di uno studio clinico multicentrico che ha coinvolto 168 partecipanti dai 14 anni in su affetti da diabete di tipo 1. Divisi in due gruppi in modo casuale, i pazienti hanno utilizzato o il nuovo sistema di pancreas artificiale Dexcom G6 CGM oppure un apparecchio dotato di sensore (Sap) che consente il controllo continuo dei livelli ematici di glucosio ma non la somministrazione automatica di insulina durante il giorno. I risultati hanno mostrato che il nuovo dispositivo permette un migliore controllo della situazione clinica durante tutto l’arco delle 24 ore.

Durante lo svolgimento dello studio non si sono verificate ipoglicemie gravi in nessuno dei due gruppi di pazienti.

Il diabete di tipo I

Il diabete di tipo I rappresenta il 10% dei casi complessivi di diabete. Poichè insorge di solito in giovane età, viene anche chiamato diabete giovanile o insulino-dipendente. Si tratta di una patologia che non guarisce e che dura quindi tutta la vita. Sono circa 300.000 le persone che in Italia soffrono di questa malattia che mostra un’incidenza in costante aumento a livello mondiale. L’origine del diabete di tipo I è autoimmune.

A causa di questa alterazione del sistema immunitario, le cellule pancreatiche che producono insulina vengono ritenute estranee all’organismo e pertanto attaccate e distrutte da specifici anticorpi.

 

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