L’Agenzia Italiana del Farmaco ha sviluppato un nuovo strumento he va ad arricchire la costellazione dei Rapporti OsMed, con l’obiettivo di valutare come nell’ambito di un sistema sanitario di tipo universalistico, come quello italiano, l’accesso ai farmaci per le principali malattie croniche sia correlato ad alcuni fattori socio-economici.

L’Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci per la cura delle principali malattie croniche è stato presentato nel corso di un evento a cui ha partecipato un ricco parterre di relatori. “L’Atlante risponde a un indirizzo istituzionale a livello nazionale ed europeo che da tempo raccomanda di concentrare l’attenzione su questi temi – ha sottolineato Francesco Trotta, Dirigente del Settore HTA ed economia del farmaco – È il punto di partenza di un progetto ambizioso, condiviso con alcuni dei principali gruppi di ricerca italiani. Questa rete è adesso a disposizione per ulteriori analisi che possono informare le politiche nazionali o locali riguardo alla riduzione o alla mitigazione delle disuguaglianze“. 

Metodologia e risultati

L’analisi condotta da AIFA si è basata sulle prescrizioni farmaceutiche erogate a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) tramite le farmacie territoriali. A ciascun comune di residenza dei pazienti è stato assegnato uno specifico indice di deprivazione. I risultati sono riferiti a quindici diverse patologie croniche, e dettagliati in schede specifiche per ognuna di esse fino al livello provinciale. Il progetto ha coinvolto diversi esperti in materia di disuguaglianze provenienti dall’Agenzia Sanitaria e Sociale dell’Emilia-Romagna, dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, dal Servizio Sovrazonale di Epidemiologia di Torino e dall’Istituto Superiore di Sanità.

I dati ottenuti indicano che il consumo dei farmaci è più elevato tra i soggetti residenti nelle aree più svantaggiate; tra i possibili motivi dell’andamento osservato vi potrebbero essere stili di vita non corretti e un peggiore stato di salute. “In particolare per i farmaci utilizzati per il diabete, l’ipertensione, le dislipidemie, l’iperuricemia e la gotta, infatti, sono proprio i soggetti residenti nelle aree più deprivate a far registrare i più alti tassi di consumo pro capite; non è quindi l’uso del farmaco ciò che discrimina lo stato socioeconomico, quanto piuttosto la condizione di salute associata al proprio status”, scrive il direttore generale di AIFA, Nicola Magrini, nella prefazione del documento.

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