L’annuale appuntamento con il rapporto sui flussi fisici che transitano nella rete distributiva healthcare in Italia, realizzato dal Consorzio Dafne in collaborazione con l’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano, è stato focalizzato quest’anno sulle sfide per la distribuzione intemedia e ha visto la partecipazione all’indagine anche della Associazione Distributori Farmaceutici (ADF), di FederFarma Servizi e di numerosi associati che hanno condiviso i propri dati.

I flussi gestiti dai trasportatori

Lo studio condotto sulla base del questionario inviato ai trasportatori ha confermato la capacità dimostrata dall’intero comparto a reggere l’urto della pandemia. I dati sui flussi in uscita dai depositi dell’industria raggiungono una rappresentatività superiore al 90% del perimetro d’interesse. Sono aumentate sia il numero di spedizioni (+7,9% fra 2020 e 2019) che il peso complessivo movimentato (+7,2%) e il numero di colli gestiti (+7,6%). La stagionalità riveste un ruolo importante, con un trend di crescita nei mesi di marzo e luglio, di decrescita in agosto e dicembre. A livello geografico, lo studio non ha rilevato differenze significative tra 2020 e 2019 in termini di provenienza dei flussi, con la Lombardia che rappresenta il punto di origine nel due terzi dei casi(68%), seguita dal Lazio (14%), e si conferma anche la regione a più alto assorbimento. 

Il 2020 ha visto crescere i volumi distribuiti verso gli ospedali (dal 46% al 51%) e la consegna a domicilio, settore quest’ultimo destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni. I farmaci consegnanti agli ospedali, inoltre, sono tipicamente caratterizzati da alta densità di valore e condizioni di trasporto più stringenti (2° – 8°, se non sotto zero), mente il flusso destinato alle farmacie include sempre più spesso anche altri prodotti oltre ai farmaci.

L’analisi sulla distribuzione intermedia

Il biennio 2019-2020 ha visto una significativa riduzione del numero di consegne con origine dai grossisti e dirette a farmacie e parafarmacie (-18,2%, da poco meno di 25 milioni del 2019 a ca. 20 milioni nel 2020): un dato che il rapporto spiega con la scelta di accorpare le consegne riducendo il loro numero medio presso le singole farmacie.

Anche il numero di confezioni recapitate su base annua è risultato in discesa (-7,1%), mente è stato registrato un sensibile aumento del numero di confezioni per spedizione (+13,5% nel 2020 rispetto al 2019). Qualora confermato anche nei prossimi anni, indica il rapporto, l’accorpamento delle consegne potrebbe rappresentare punto di svolta in termini di sostenibilità di una filiera distributiva, che soffre da tempo di un’esasperazione delle prestazioni logistiche. 

Le spedizioni in ingresso ai magazzini della distribuzione intermedia sono calate di circa il -9,3% nel 2020 rispetto al 2019 in termini di numero di colli inbound, un valore più che doppio della contrazione stimata sui volumi dei flussi in uscita. A fronte di poco più di 750 mila spedizioni in entrata presso i distributori intermedi (inbound), inoltre, ci sono state circa 20 milioni di spedizioni in uscita, a conferma del ruolo essenziale di questa parte della filiera distributiva quale “demoltiplicatore di complessità”, a favore di una capillare disponibilità dei prodotti all’interno degli oltre 25 mila punti di vendita presenti in Italia, tra farmacie e parafarmacie.

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