Aifa ha reso noto che la proposta di piano triennale per coordinare e armonizzare i sistemi nazionali già in essere contro la carenza di medicinali è stata sottoposta alla Commissione Europea; in caso di valutazione positiva, la stima è che il piano operativo possa essere avviato entro la fine del 2022. 

L’Agenzia  italiana del farmaco è a capo della Joint Action europea, e ha guidato l’elaborazione della proposta di progetto in collaborazione con i Centri Nazionali Sangue e Trapianti dell’Istituto Superiore di Sanità. La Joint Action fa parte del Programma europeo di Salute pubblica e dispone di un budget di circa 10 milioni di euro; il consorzio guidato dall’Italia comprende ventisette agenzie farmaceutiche e istituzioni sanitarie di ventun diversi paesi (Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria). Alcuni altri paesi, come Malta, hanno già confermato l’interesse alla partecipazione alle fasi operative dell’iniziativa; obiettivo è estendere ulteriormente le collaborazioni, sull’esempio di quanto già fatto da Aifa nell’ambito di altri progetti europei. Il  recente progetto Medi-Theft volto al contrasto del crimine farmaceutico, ad esempio, vede la partecipazione anche delle autorità di Serbia e Montenegro. La Joint Action sulla carenza di farmaci si avvale anche del supporto esterno di organizzazioni e reti europee, rendendo così possibile il coinvolgimento a livello operativo dei pochi stati membri che non hanno aderito direttamente al progetto (Bulgaria, Grecia, Lettonia, Malta, Polonia, Repubblica Slovacca).

Il ruolo di coordinamento assegnato ad AIFA testimonia il valore delle iniziative di contrasto a carenze e indisponibilità realizzate dall’Italia, con particolare riferimento al successo dell’esperienza di dialogo intersettoriale maturata al Tavolo Tecnico Indisponibilità o al Tavolo sulla disponibilità di immunoglobuline. Esperienza che ha permesso di costituire un ampio e collaborativo network di esperti, e che ha messo tutti gli stati membri nelle condizioni di contribuire alla costruzione di un piano articolato. Piano con cui s’intende valorizzare gli strumenti migliori già disponibili e costruirne di nuovi, per garantire la tempestività delle cure ai pazienti europei anche nel corso delle emergenze sanitarie. 

Medicines for Europe commenta la carenza di tamoxifene in Germania

Medicines for Europe, l’associazione europea dei produttori di farmaci generici e biosimilari, ha commentato dal suo sito i recenti casi di carenza del tamoxifene verificatisi in Germania; il medicinale è ampiamente utilizzato per la terapia dei tumori. Secondo la rappresentanza dei genericisti, il fenomeno riscontrato è significativo delle difficoltà del settore a operare sui mercati guidati da politiche di contenimento dei costi. 

La richiesta rivolta ai legislatori è di superare con urgenza le misure strettamente legate al contenimento dei costi, che possono indurre pericolose spirali discendenti dei prezzi dei farmaci generici, col rischio che diventino minori del costo del prodotto. Medicines for Europe, in particolare, indica tre domande a cui rispondere in caso di carenza di farmaci generici essenziali: quante aziende li producono e distribuiscono, se la politica dei prezzi abbia contribuito a dar forma al mercato e se il sistema regolatorio europeo permetta ai produttori di trovare rapide soluzioni.

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