Nonostante le criticità presentate dalla pandemia e dalla costante evoluzione del contesto geopolitico globale, il mercato italiano degli integratori alimentari si è mantenuto dinamico e vivace. Le aziende del settore si sono dimostrate in grado di affrontare le numerose sfide comparse negli ultimi due anni, alcune delle quali tuttora presenti. È quanto emerge dall’indagine di settore “Aggiornamenti sull’impatto della pandemia da Covid-19 sul mercato” a cura del Centro Studi Integratori & Salute, l’associazione nazionale che rappresenta il comparto degli integratori alimentari e che è parte di Unione Italiana Food, aderente al sistema Confindustria. L’evento di presentazione dei dati della ricerca ha visto la partecipazione della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e dell’Area Studi Mediobanca. L’indagine è stata condotta su un campione di 84 aziende distribuite su tutto il territorio nazionale con una ripartizione geografica che rispecchia la presenza degli aderenti all’associazione (51% nord Italia, 19% centro e 14% sud) ed è nata con l’obiettivo di valutare l’impatto dovuto alla persistenza della pandemia da Covid-19 sul mercato degli integratori nel 2021, nonché le esigenze e le aspettative delle aziende per il futuro.

La parola agli esperti

“Le imprese, dopo una buona tenuta nel 2020, hanno mostrato un’accelerazione nel 2021, grazie a una crescita diffusa di tutte le classi dimensionali e al traino delle imprese di più recente costituzione” ha spiegato Giovanni Foresti, Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, durante la presentazione dei risultati. “Le aziende fondate dopo il 2010 hanno, infatti, registrato un aumento del fatturato in termini mediani pari al 26,6% tra il 2019 e il 2021. Al contempo la marginalità e la patrimonializzazione si sono ulteriormente rafforzate: nel 2021 la mediana dell’EBITDA margin ha toccato il 13,2%, mentre il patrimonio netto in percentuale del passivo è salito al 45%. Questi numeri rappresentano livelli di assoluta eccellenza nel panorama economico italiano” ha aggiunto.

“L’Italia vanta importanti primati, tra cui quello di avere il più grande mercato degli integratori alimentari in Europa, oltre un quarto del suo totale, con attese di sfiorare i 5 miliardi di vendite nel 2025 dagli attuali 4” ha dichiarato Gabriele Barbaresco, Responsabile Area Studi Mediobanca. “Le prospettive di crescita mondiale per gli integratori alimentari sono molto favorevoli: quasi l’8% di crescita media annua, per un mercato globale vicino ai 240 miliardi dollari nel 2027.

La finanza è interessata a sostenere questo processo: il 2021 ha segnato negli Stati Uniti il record di operazioni nel settore degli integratori, con i fondi di private equity che da soli hanno originato oltre il 30% dei deal. I multipli sono generosi: 11,5 volte l’EBITDA, ma nel caso di eccellenze ci si avvicina a 20 volte” ha precisato.

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