I farmaci anti-obesità a base degli agonisti del recettore GLP-1 si prospettano essere sempre più il nuovo oro nero delle pipeline farmaceutiche, indicano i dati dell’ultimo report Deloitte sul ritorno derivante dalle attività di innovazione. Per la prima volta nelle sedici edizioni del rapporto, il settore dell’oncologia non è più ai vertici per tasso di rendimento interno (IRR) per le pipeline di fase avanzata, a favore dei farmaci GLP-1. L’analisi si basa sui dati delle prime venti società farmaceutiche in termini di spesa R&D 2020.
“Per aiutare le aziende a rendere duraturi i risultati odierni anche oltre l’ondata GLP-1, i leader dovrebbero valutare la possibilità di collegare la strategia a un’allocazione dinamica del capitale, integrare la realtà competitiva nelle decisioni relative ai progressi e ai deal e far evolvere gli investimenti IA da progetti isolati in una visione operativa end-to-end incentrata su risultati misurabili e sulla trasformazione dei flussi di lavoro”, ha commentato l’US Life Science sector leader di Deloitte US, Pete Lyons.
Pochi medicinali, ma ad alta resa commerciale
Complessivamente, il settore della R&I ha fatto segnare il terzo anno consecutivo di crescita, con un IRR del 7% nel 2025 rispetto al 5,9% fatto segnare nel 2024. L’analisi di Deloitte attribuisce tale andamento favorevole proprio al contributo apportato dalla nuova classe dei medicinali GLP/GLIP1, come dimostrato dal fatto che escludendo tale categoria il valore stimato per l’indice IRR scende al 2,9%.
I nuovi prodotti GLP-1 hanno il diabete e l’obesità come indicazioni principali, ma vengono sempre più spesso sviluppati anche rispetto a nuove indicazioni, tra cui l’insufficienza cardiaca cronica, l’osteoartrite e la fibrosi epatica, che rappresentano attualmente circa il 38% dei flussi commerciali stimati per la pipeline di fase avanzata per il 2025. I soli prodotti in sviluppo per l’obesità contano per circa il 25% del valore complessivo/vendite delle pipeline avanzate, dato che pone la categoria sopra ai prodotti oncologici (scesi al 20% nel 2025 vs il 26% del 2024).
I dati di Deloitte indicano complessivamente un picco medio di vendite per assett pari a 598 milioni di dollari nel 2025, in aumento dai 510 milioni del 2024. I medicinali GLP-1 rappresentano un insieme ancora limitato di prodotti in sviluppo ma con alte aspettative di valore commerciale. Il rapporto stima un totale di cinquantaquattro asset con un potenziale da blockbuster (circa il 9% della coorte in sviluppo avanzato), che potrebbero arrivare a generare il 70% del picco di vendita complessivo ponderato per il rischio. In aumento sono anche i costi complessivi da affrontare per lo sviluppo, che Deloitte ha stimato – dalla scoperta del farmaco al lancio sul mercato – in 2,6 miliardi di dollari nel 2025, rispetto a 2,2 miliardi dell’anno precedente.
Sempre più grandi molecole
Un altro dato che emerge dall’analisi di Deloitte è la conferma del peso crescente dei prodotti a base di grandi molecole biologiche (es. anticorpi monoclonali, proteine terapeutiche) all’interno delle pipeline avanzate. Peso che rappresentava complessivamente il 55% degli asset avanzati nel 2025, in crescita di quattro punti percentuali rispetto all’anno precedente. Ancora più marcata è l’attesa di crescita in valore, stimata nel 64% rispetto al 45% del 2024. Al contrario, le piccole molecole rappresentano solo il 38% degli asset avanzati, per un valore previsto del 29% (nel 2024 erano, rispettivamente, il 41% degli asset e il 46% del valore). Importante è anche la crescita degli asset innovativi basati su un nuovo meccanismo d’azione, che hanno raggiunto il 53% nel 2025. Anche in questo caso, tra i primi dieci anticorpi monoclonali si trovano soprattutto combinazioni GLP-1.
Il rapporto Deloitte conferma anche come gli asset innovativi provenienti da fonti esterne alle aziende rappresentano il canale preferito per alimentare le pipeline, con il 61% del portfolio in termini di volumi nel 2025 e un valore pari al 43% del totale previsto. Confermato anche l’impatto strategico dei programmi di ricerca per le malattie rare, che nel 2025 rappresentavano il 36% dei volumi delle pipeline avanzate.


