I posti di lavoro riconducibili all’export prodotto dall’industria farmaceutica europea nel 2023 erano pari a 926 mila, lo 0,43 per mille dell’impiego totale nell’UE. Il solo export verso gli Stati Uniti ha portato a un raddoppio di posti di lavoro nel periodo 2010-2023. I dati provengono dall’ultimo rapporto di Eurostat basato sui dati FIGARO (link) e volto a valutare in modo preciso l’impatto dell’export farmaceutico europeo in termini di posti di lavoro e valore aggiunto per l’economia.
I dati principali di Eurostat
Il settore farmaceutico rappresenta uno snodo industriale fondamentale per l‘economia dell’Unione. Lo studio di Eurostat si è focalizzato in particolare sul codice NACE C21, che comprende la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparazioni farmaceutiche.
I posti di lavoro totali del comparto legati a un utilizzo finale estero dei prodotti erano oltre 660 mila nel 2023, con una crescita complessiva del 30% a partire dal 2010. Un andamento simile è stato evidenziato anche per la crescita dei posti di lavoro legati all’export di prodotti e servizi farmaceutici, con un netto aumento a partire dal 2017-2018. La percentuale di impiego farmaceutico nell’EU legata a un utilizzo extra-UE dei prodotti era del 51% nel 2023, contro il 36% del 2010, un andamento che Eurostat giudica indicativo della dipendenza del comparto farmaceutico europeo dalla domanda esterna.
Gli Stati Uniti si confermano quale primo mercato di sbocco per la farmaceutica europea. I posti di lavoro correlati all’export verso questa destinazione sono aumentati dai 48 mila del 2010 ai 104 mila del 2023. Molto rapida la crescita dei posti di lavoro legati al mercato cinese, passati da circa 6 mila nel 2010 a 40 mila nel 2023. Altri importanti destinazioni per i prodotti farmaceutici mede-in-EU sono il Giappone e il Regno Unito.
Il peso dei mercati globali
L’analisi dei posti di lavoro legati all’export dei prodotti farmaceutici europei indica un totale di 926 mila posti di lavoro nel 2023, quasi il doppio rispetto al 2010. Anche in questo caso, gli Stati Uniti hanno rappresentato il principale catalizzatore per la crescita dell’impiego in Europa, che ha raggiunto le 275 mila unità nel 2023. In quest’ottica, al secondo posto si colloca la Svizzera, seguita da vicino dalla Cina.
L’analisi di Eurostat ha anche preso in considerazione l’impatto che potrebbe derivare sull’impiego farmaceutico da una rottura delle catene commerciali. L’esposizione dell’industria farmaceutica europea verso gli Stati Uniti, indicano i dati dell’ente statistico europeo, ha raggiunto i 43,2 miliardi di euro, rispetto ai 12,5 miliardi del 2010. Molto più distanziata, ma in rapida crescita, è l’esposizione verso la Cina, che ammontava a 14,7 miliardi di euro nel 2023. Stabile, invece, quella verso la Svizzera. I dati Eurostat indicano anche un aumento dell’esposizione di Stati Uniti e Svizzera nei confronti dell’Unione europea, che rifletterebbe la maggiore integrazione delle loro industrie farmaceutiche nei confronti dell’export finale verso i consumatori europei.


