Il settore delle Life Science si trova oggi ad affrontare un contesto normativo in rapida evoluzione, caratterizzato da una duplice dinamica: da una parte l’Unione europea punta a semplificare gli obblighi di rendicontazione ESG, dall’altra entrano in vigore nuove disposizioni dedicate alla tutela dei consumatori e alla trasparenza retributiva. Questi temi sono stati al centro della quarta edizione dell’AboutPharma ESG Summit, organizzata con Deloitte il 16 giugno nell’omonimo Auditorium di Milano e moderata da Fabrizio Marino di AboutPharma.
Ad aprire i lavori è stata Valeria Brambilla, Managing Partner EMEA Audit & Assurance di Deloitte, che ha evidenziato come anche il comparto Life Science, tradizionalmente caratterizzato da stabilità e redditività, sia sempre più chiamato a dimostrare risultati concreti sul fronte delle performance non finanziarie.
Cambiamento climatico e costi dell’inazione
Nel suo intervento, Stefano Pareglio, presidente di Deloitte Climate & Sustainability, ha sottolineato come gli effetti dell’aumento della temperatura globale non crescano in modo lineare. L’area del Mediterraneo, in particolare, rappresenta uno degli hotspot climatici mondiali, dove gli impatti risultano particolarmente evidenti.
Secondo Pareglio, il costo economico dell’inazione supera ormai quello richiesto dagli interventi di mitigazione. Un ruolo decisivo è affidato allo sviluppo delle energie rinnovabili, oggi sempre più competitive rispetto alle fonti fossili, sebbene la leadership negli investimenti appartenga ormai alla Cina. L’Italia continua invece a registrare prezzi energetici elevati e una limitata diffusione delle rinnovabili, mentre resta aperto il tema della gestione delle risorse derivanti dal sistema europeo ETS.
Pacchetto Omnibus e Green claims
Le novità introdotte dal pacchetto Omnibus sono state illustrate da Sonia Margherita Belloli, Alessandra Cerruti e Josephine Romano di Deloitte. La revisione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) restringe il numero delle imprese interessate, elevando le soglie dimensionali a oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato e posticipando di due anni l’applicazione per i nuovi soggetti coinvolti.
Anche la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) viene modificata, con nuovi requisiti dimensionali (5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato netto), entrata in vigore rinviata al 2029 e riduzione delle sanzioni massime dal 5% al 3%. Tra le novità figurano inoltre il limite alle informazioni richiedibili lungo la catena del valore e uno standard volontario dedicato alle PMI. Le relatrici hanno comunque evidenziato come la finalità della normativa rimanga invariata: trasformare il report di sostenibilità in uno strumento di gestione strategica, piuttosto che in un semplice adempimento amministrativo.
Nel corso del summit è stato approfondito anche il decreto legislativo 30/2026, che recepisce la direttiva europea 2024/825 (“Empowering Consumers”). Dal prossimo 27 settembre le aziende non potranno più utilizzare in modo generico espressioni come “green”, “eco” o “sostenibile”, salvo specifiche eccezioni previste dalla normativa. Belloli ha spiegato che il nuovo impianto distingue tra pratiche vietate e situazioni che richiedono adeguate dimostrazioni documentali. Anche gli impegni futuri, ad esempio sulla neutralità carbonica, dovranno essere accompagnati da obiettivi misurabili, piani credibili e verifiche indipendenti.
Per il comparto farmaceutico particolare attenzione dovrà essere dedicata alla verifica delle informazioni ambientali fornite dai partner della supply chain, evitando di fare affidamento esclusivamente sulle certificazioni dei fornitori. Le violazioni possono comportare sanzioni fino a 10 milioni di euro, oltre a possibili contenziosi per concorrenza sleale.
Rischio reputazionale e biodiversità
Caterina Rho, del Joint Research Centre della Commissione europea, ha illustrato una ricerca realizzata insieme a Lucia Alessi e all’Università Parthenope di Napoli, basata sui dati RepRisk relativi al periodo 2013-2024.
Lo studio evidenzia che gli incidenti collegati alla perdita di biodiversità e ai danni ambientali incidono negativamente sui rendimenti finanziari delle imprese europee e cinesi, mentre tale correlazione non emerge negli Stati Uniti. Secondo Rho, questa differenza riflette il diverso livello di attenzione normativa e regolatoria presente nelle varie aree geografiche. Pur rappresentando meno dell’1% dei casi analizzati, il comparto farmaceutico va valutato insieme all’industria chimica, con cui condivide numerosi aspetti della filiera produttiva.
Trasparenza salariale: nuove tutele dal 7 giugno
Marco Marzani e Margherita Masnata di Deloitte hanno illustrato gli effetti del decreto legislativo 96/2026, che recepisce la direttiva europea sulla trasparenza retributiva. Entrata in vigore il 7 giugno, la normativa rende l’Italia il secondo Paese dell’Unione ad aver completato il recepimento. Le aziende dovranno indicare negli annunci di lavoro la retribuzione iniziale o la relativa fascia salariale e non potranno più chiedere ai candidati quale fosse il compenso percepito nella precedente occupazione. I dipendenti avranno inoltre il diritto di conoscere annualmente il proprio trattamento economico e i livelli retributivi medi, distinti per genere, relativi alle mansioni equivalenti. Per le imprese con oltre cento dipendenti scatteranno inoltre specifici obblighi di reporting a partire dal 2027.

La dimensione sociale dell’ESG
Lucia Quagliano, HR Director di Chiesi Italia, ha ricordato come nel settore Life Science la componente sociale rappresenti un elemento centrale della sostenibilità. L’azienda, società benefit dal 2018 e certificata B Corp, sviluppa la propria strategia attorno ai quattro pilastri di pazienti, prosperità, persone e pianeta.
Tra le iniziative illustrate figurano il superamento del gender pay gap già nel 2022, programmi di welfare dedicati alla genitorialità e al caregiving, progetti per l’inclusione delle persone con disabilità e attività di volontariato aziendale formalizzate all’interno del contratto di lavoro. Nell’ultima edizione del “We Act Day”, 450 dipendenti hanno preparato 800 kit destinati alle persone senza dimora, distribuiti attraverso i City Angels.
Acque reflue e farmaci equivalenti
Nel panel conclusivo si è discusso anche della direttiva europea sulle acque reflue urbane. Stefania Badavelli, General Manager di Zentiva e vicepresidente di Egualia con delega all’ambiente, ha illustrato le criticità sollevate dall’industria dei farmaci equivalenti rispetto al sistema di finanziamento del trattamento quaternario delle acque.
Secondo Badavelli, attribuire al settore farmaceutico una quota del 60% dei microinquinanti rischia di compromettere la sostenibilità economica di molti medicinali a basso costo. Egualia e Farmindustria chiedono quindi una revisione delle valutazioni scientifiche alla base della direttiva, anche alla luce di studi alternativi che attribuiscono al comparto un’incidenza decisamente inferiore. «L’obiettivo deve essere acque pulite e farmaci accessibili», ha sintetizzato Badavelli: a pagare non possono essere i pazienti.
Il confronto finale ha affrontato il tema dell’integrazione della sostenibilità nella gestione aziendale e nella supply chain. Badavelli ha ricordato il valore sociale dei farmaci equivalenti e il progetto “We Take Care”, mentre Maria Francesca Moroni ha presentato una survey di Confindustria Dispositivi Medici che evidenzia come oltre metà delle piccole imprese non disponga ancora di strumenti strutturati per la rendicontazione ESG.
Sul fronte sanitario, Claudia Nardulli (Humanitas) ha illustrato il sistema di KPI adottato da Humanitas per monitorare le performance ambientali dei dodici ospedali del gruppo e il programma di qualificazione dei fornitori previsto entro il 2027. Lorenzo Sommella ha invece presentato i risultati del Campus Bio-Medico sul Green Hospital, con una produzione da fonti rinnovabili pari al 54% del fabbisogno energetico e una riduzione di quasi il 45% delle emissioni Scope 1 e 2 nell’arco di un anno, oltre all’introduzione di criteri ambientali negli appalti.
Un concetto è emerso trasversalmente durante tutta la giornata: la sostenibilità deve essere supportata da dati oggettivi e indicatori misurabili. In caso contrario, come ha concluso Claudia Nardulli, «sono solo chiacchiere».
Sponsor

Chiesi Italia è la filiale italiana del Gruppo Chiesi, gruppo biofarmaceutico internazionale orientato alla ricerca che sviluppa e commercializza soluzioni terapeutiche innovative nel campo della salute respiratoria, delle malattie rare e delle cure specialistiche. Per realizzare la propria missione di migliorare la qualità di vita delle persone, il Gruppo agisce in maniera responsabile non solo verso i pazienti, ma anche per le comunità in cui opera e per l’ambiente. Avendo adottato lo status giuridico di Società Benefit in Italia, negli Stati Uniti, in Francia e in Colombia, l’impegno di Chiesi a creare valore condiviso per la società nel suo complesso è legalmente vincolante, e al centro di ogni decisione aziendale. Come B CorpTM certificata dal 2019, Chiesi soddisfa standard verificati in materia di pratiche aziendali sociali e ambientali. Chiesi Italia rivolge il suo impegno alle attività di informazione medico scientifica e commercializzazione dei prodotti. Chiesi sul territorio italiano. L’organico comprende 465 persone, di queste 147 nella sede di Parma e 318 che rivolgono la propria attività agli attori del sistema sanitario nazionale.


