L’incontro dei ministri dell’Ambiente europei del 12 ottobre scorso, in vista dei prossimi appuntamenti con la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP31, in programma in Turchia dal 9 al 20 novembre) e il summit sulla biodiversità (COP17, che si terrà in Armenia dal 19 al 30 ottobre), è stato l’occasione per le rappresentative dell’industria farmaceutica europea di rinnovare gli appelli a una sospensione dell’implementazione della direttiva Acque reflue urbane (UWWTD) e dello schema di Responsabilità estesa del produttore (EPR) ad essa associato.

Dopo l’opinione dell’Avvocato generale di inizio settembre che appoggiava la richiesta della Polonia di sospendere e rivedere l’intero impianto dello schema EPR (caso C-193/25), si è ancora in attesa della decisione finale della Corte di Giustizia europea.

I commenti delle associazioni farmaceutiche

“È tempo per la Commissione europea di dare ascolto alle valide preoccupazioni della maggior parte degli stati membri, e dell’industria, di riconoscere le incertezze legali dello schema di Responsabilità estesa del produttore (EPR) e di attuare i passi necessari a invertirlo mettendone in pausa l’implementazione mentre ha luogo una revisione legale e scientifica“, scrive sul blog di EFPIA la direttrice generale della Federazione dell’industria innovatori, Nathalie Moll.

La nota di EFPIA sottolinea una volta di più i molti studi che mettono in discussione l’attuale impianto dell’EPR, centrato unicamente sui settori farmaceutici o e cosmetico, e evidenzia anche l’importanza di rivalutare l’intero quadro di finanziamento della direttiva, compresa l’esplorazione di modelli alternativi di finanziamento dei trattamenti quaternari per la rimozione dei microinquinanti, al fine da salvaguardare la disponibilità dei medicinali e le attività di ricerca e produzione in Europa.

“Considerata l’ambizione dichiarata dell’Europa di rafforzare la competitività globale, consolidare la propria base industriale e migliorare l’accesso dei cittadini europei ai medicinali, sta diventando difficile conciliare ciò con la decisione della Commissione di andare avanti comunque. Invitiamo pertanto la Commissione a tenere conto della discussione tra i ministri dell’Ambiente e a sospendere l’implementazione delle disposizioni EPR in attesa di chiarezza giuridica, mentre viene condotta una valutazione d’impatto completa e trasparente, che includa tutte le fonti pertinenti di microinquinamento“, ha concluso Moll. 

Dal canto suo, Medicines for Europe in rappresentanza dell’industria dei medicinali generici e biosimilari ha chiesto che i paesi membri seguano, nella trasposizione a livello nazionale della normativa europea, l‘esempio dei Paesi Bassi. Il locale governo, infatti, ha proposto di trasporre la direttiva UWWTD senza implementazione dell’articolo 9 e dell’Annex III relativi allo schema EPR, in attesa di un chiarimento sulle questioni legali e scientifiche attualmente ancora sul tavolo.

“Esortiamo i ministri dell’Ambiente a richiedere alla Commissione europea e agli Stati membri di affrontare queste rilevanti preoccupazioni prima di procedere all’attuazione dell’attuale schema EPR, che potrebbe avere conseguenze indesiderate sulla disponibilità e l’accessibilità economica dei medicinali in tutta Europa e, in ultima analisi, sulla cura dei pazienti e sulla competitività del settore farmaceutico“, è l’appello conclusivo della nota di Medicines for Europe. Nota che, oltre a richiamare l’opinione dell’Avvocato generale Kokott e la richiesta di una nuova valutazione d’impatto avanzata dal Parlamento europeo a giugno 2026, elenca altre diversi studi scientifici a supporto di una revisione dell’attuale impianto EPR.