Editoriale NCF - Febbraio 2026
Orizzonti inediti per le biotecnologie

Il focus della rivista di questo mese è dedicato al farmaco di origine biologica: nel dettaglio, sono quattro gli articoli su questo tema e il mio suggerimento è quello di leggerli con attenzione, tenendo in debita considerazione che si parla di un mondo, quello del biotech, in forte sviluppo e crescita esponenziale. Cominciamo parlando di farmaci per terapie avanzate, o ATMPs (p. 22), la cui diffusione si può facilmente evincere da un indicatore che evidenzia il valore globale attuale delle sperimentazioni cliniche: questo si attesta intorno agli 80 miliardi di dollari e la crescita prevista entro il 2030 è pari a 123,5 miliardi.

L’evoluzione di questi farmaci si articola nelle modalità di dosaggio e somministrazione, che vanno dai trattamenti one shot a regimi di somministrazione multipli personalizzati per il singolo paziente, e nell’emergere di nuove aree terapeutiche coinvolte. Vengono inoltre affrontati altri temi chiave in un’ottica di allineamento tra Italia e Unione Europea: dallo status regolatorio e dall’accesso di questi farmaci al mercato, fino alla convergenza sui meccanismi di rimborsabilità. Il focus si estende anche alle attuali incertezze legate ai modelli di rimborso condizionato, alla gestione dei costi one shot e alla proiezione della spesa per terapie che producono effetti nel lungo periodo. Tutti aspetti molto rilevanti considerando gli attuali costi di questi farmaci.

I successivi articoli affrontano temi più focalizzati sulla ricerca, cominciando dal tema sempre più attuale dei batteriofagi e della terapia fagica (p. 28 e p. 34): un’alternativa agli antibiotici, per i quali, come è noto, il rischio di resistenza batterica richiede particolare attenzione, e che mostra già casi clinici promettenti. L’ultimo contributo (p. 36) affronta un interrogativo di natura giuridica che emerge nel processo di sviluppo di questi farmaci, analizzando il tema della brevettabilità attraverso le sue implicazioni normative, etiche e innovative. Un approfondimento su aspetti che, pur non essendo tradizionalmente centrali nello sviluppo di farmaci convenzionali, stanno assumendo un peso crescente nel contesto delle nuove terapie.

Prima di concludere, vorrei fare due ulteriori segnalazioni. Sfogliando la rivista mi viene spontaneo condividere quanto affermato nell’articolo scritto da Marcello Fumagalli, direttore generale di CPA Italy, dal titolo Verso un nuovo Rinascimento della sanità europea (p. 6), soprattutto in un momento storico come quello attuale, in cui l’Unione Europea viene criticata con modalità che spesso volte sfociano nell’offensivo. Dobbiamo tutti, compresi soprattutto i nostri figli che già stanno prendendo le redini del futuro dell’Europa, avviare quel processo che i nostri padri avevano ipotizzato e disegnato quando l’Italia contribuì, con altri cinque Paesi, alla nascita della CEE.

Infine, mi soffermo sulla fotografia del professor Alessandro Rigamonti (p. 40), figura ricordata attraverso un premio per giovani ricercatori giunto quest’anno alla sua seconda edizione. A lui va il merito di aver ideato e fondato AFI oltre sessant’anni fa, guidandola nel tempo fino a condurla ai livelli attuali. Conservo un ricordo indelebile dei miei incontri con lui nel suo ufficio, nella sede AFI di via Ranzoni 1. Concludo qui, augurando a tutti una buona lettura.