Porta la firma del direttore generale di Medicines for Europe, Adrian van den Hoven, la lettera aperta sul Critical Medicines Act, rivolta ai parlamentari europei che stanno lavorando come rapporteur e co-rapporteur (anche ombra), al ministro cipriota della Salute Neofytos Charalambides e al commissario europeo Oliver Varhelyi. L’appello dell’associazione europea dell’industria dei medicinali fuori brevetto chiede che i negoziatori trovino un compromesso basato sugli obiettivi originali del nuovo regolamento e sull’ambizione politica del Consiglio Europeo.
I punti sollevati dalla lettera aperta
Più in particolare, la lettera aperta chiede di supportare maggiore autonomia strategica, diversificazione delle catene di fornitura e solidarietà tra i Paesi UE. Secondo Medicines for Europe, infatti, il Critical Medicnes Act rappresenta un’opportunità unica per rispondere alle attuali fragilità del mercato, derivanti anche dalle incombenti condizioni geopolitiche.
Il nuovo regolamento era stato originariamente concepito per rispondere al sempre più grave problema delle carenze di medicinali e di vulnerabilità delle supply chain, obiettivo che secondo Medicines for Europe non dovrebbe venire ora gestito al ribasso per quanto riguarda l’autonomia strategica delle produzioni europee, la resilienza e la solidarietà.
La lettera aperta ricorda come anche i rapporti della Commissione Europea e della European Court of Auditors abbiano sottolineato l’importanza di considerare le radici economiche alla base delle carenze, che secondo altri rapporti di associazioni dei farmacisti (EAHP and PGEU) rappresenterebbero un fattore importante in almeno il 50% dei casi. Altri elementi che vanno in tal senso sarebbero, secondo Medicines for Europe, politiche focalizzate sui prezzi, consolidamento dell’industria e maggior rischio di carenze. In particolare, la sicurezza delle forniture sarebbe un parametro ancora poco considerato per aggiudicare le gare di appalto, che nell’84% dei casi si baserebbero ancora sul prezzo più basso e nel 74% prevederebbero un unico vincitore.
Su queste basi, Medicines for Europe chiede ai negoziatori che il testo finale del Critical Medicines Act preveda l’obbligatorietà di un criterio di sicurezza delle forniture per almeno il 52% dei medicinali critici che sono prodotti ospedalieri venduti mediante gara d’appalto. Per il restante 48% dei medicinali, venduti attraverso i canali retail, l’inclusione di misure di prezzo e rimborso obbligatorie all’interno dei piani nazionali per la sicurezza delle forniture dovrebbe divenire la norma.


