Una gamma completa di servizi di packaging per tutte le forme farmaceutiche, un’affidabilità garantita da oltre 30 anni di successi e di soluzioni all’avanguardia. Un partner snello, che combina la flessibilità di una Pmi con metriche e approcci industriali da grande azienda, e che è nato con un obiettivo chiaro: aiutare le aziende farmaceutiche a superare tutti quei piccoli, grandi ostacoli legati al confezionamento che non permettono loro di concentrarsi su attività ad alto valore o a sviluppare nuove iniziative, come ci spiega Federico Casaglia, uno degli Amministratori di CIT.

Qual è la filosofia della vostra azienda?

Federico Casaglia, CIT
Federico Casaglia

La nostra filosofia è espressa nella storia del gruppo. CIT nasce nel 1986 e da oltre 30 anni è rimasta fedele al proprio spirito: la consapevolezza dell’importanza di essere bravi gregari per far emergere un risultato distintivo per i nostri clienti e per noi.

Oggi CIT sta attraversando un momento di forte discontinuità, con l’obiettivo di allineare il proprio portafoglio di servizi a quanto il mercato richiederà nei prossimi anni, in un’ottica sia di serializzazione che di prossima ulteriore automazione, che sarà indotta dalla necessità di implementare processi sempre più integrati tra loro in ottica Farma 4.0. Abbiamo realizzato e proseguiremo anche in futuro un piano di investimenti davvero impressionante.

Che tipo di servizi offrite?

Offriamo servizi Gmp. CIT fornisce, accanto ai tradizionali servizi di confezionamento secondario e terziario, cui si affianca la serializzazione, anche servizi a valore aggiunto. Questi servizi rispondono ad una precisa esigenza dei clienti: arrivare sul mercato bene e in tempi sfidanti. Per questo CIT offre supporto nella definizione e gestione degli artwork, nell’approvvigionamento dei materiali di confezionamento attraverso un network validato di fornitori, nel rilascio dei lotti sul mercato e nella gestione della supply chain fino i depositi dei clienti in ogni parte del mondo.

Quali sono i segmenti di mercato farmaceutico a cui vi rivolgete?

CIT vuole essere un one-stop-shop. Oggi operiamo in molti segmenti: farmaci etici, alta attività e antibiotici in locali controllati, farmaci biologici, farmaci Otc, dispositivi medici, diagnostici e integratori alimentari in area segregata, ma per noi non è ancora abbastanza. Nei prossimi mesi avvieremo i servizi di clinical packing per le sperimentazioni cliniche e muoveremo verso le nuove frontiere del biotech e del “farmaco tailor made”. Si tratta di attività che presuppongono un’alta specializzazione professionale e una estrema attenzione alla qualità del prodotto. Infine, saremo a breve pronti per gestire anche il farmaco veterinario.

Che tipo di tecnologia utilizzate e quali sono i vostri standard industriali?

Voglio citare, quali esempi di oggi, l’integrazione tra Erp e sistema di serializzazione, e sottolineare che, in una logica di integrazione, abbiamo provveduto a dotarci di una infrastruttura Ict qualificata e di una serie di processi che ne garantiscono un’adeguata governance. Inoltre, ci caratterizza da sempre la politica di investimento sui giovani, naturalmente da affiancare a persone di provata esperienza, che si facciano carico di trasferire il loro bagaglio di conoscenza e di sviluppare le competenze più adeguate per affrontare le sfide in arrivo.

CIT Packaging
CIT lavora su tutte le forme farmaceutiche

Che cosa caratterizza le vostre linee di produzione rispetto a quelle di altre aziende?

Le nostre linee di produzione si basano su una partnership trentennale con i leader di mercato sulle linee di confezionamento, e noi siamo molto attenti a seguire le loro continue evoluzioni.

CIT utilizza da sempre un network di fornitori qualificato e riconosciuto come best-in-class. Questa scelta ci permette di garantire la business continuity dei nostri clienti e di avere una base tecnologica affidabile e scalabile.

Negli ultimi anni stiamo spingendo molto sul Farma 4.0. Il punto di partenza è stata l’analisi del rischio e la relativa qualifica dell’infrastruttura IT. Non esistono approcci di Industry 4.0 senza una solida infrastruttura IT validata: sarebbe come costruire una bellissima casa senza le fondamenta. Per questo, in questi anni abbiamo puntato molto su questo aspetto e consideriamo che sia un punto di forza fondamentale e distintivo.

Siete in grado di espandere la gamma dei confezionamenti offerti?

Assolutamente sì. CIT è un partner evolutivo: in oltre 30 anni è il terzo stabilimento che realizziamo per seguire l’evoluzione delle richieste del mercato. Disponiamo di 2 aree Iso-8 disponibili e qualificabili per integrazioni anche nel confezionamento primario.

A breve entreremo nella clinical supply integrando anche i clinical trial e stiamo avviando la parte dedicata al Biotech. Nel giro di pochi mesi contiamo di completare questi nuovi segmenti, per rappresentare all’interno del mercato un’interfaccia unica, in grado di indirizzare tutti i tipi di confezionamento ad alto valore aggiunto.

Che ruolo svolge all’interno dell’azienda il vostro team di persone qualificate (QPs)?

Le persone qualificate (QPs) giocano un ruolo vitale nel portare i prodotti al mercato in Europa. Il team di QP di CIT assicura una gestione veloce e competente su problematiche specifiche e sfide tecniche lungo tutto lo spettro dei dosaggi farmaceutici.

Al nostro team di QP chiediamo molto: non solo le tradizionali attività di assicurazione Gmp, gli audit a terze parti e il rilascio di prodotto sul mercato. Le QPs di CIT hanno una forte componente progettuale e imprenditoriale che va dal Farma 4.0 all’apertura di nuovi segmenti aziendali.

Sono messe a capo dei maggiori progetti di cambiamento in azienda con il preciso obiettivo di disegnare processi Gmp nativi. Qualche esempio per spiegarmi meglio: ci sono diverse nuove tecnologie di Industry 4.0 interessanti. Adottarle e poi cercare di farle rientrare in una cornice Gmp, come spesso avviene, è rischioso. Per questo abbiamo messo a capo dei nostri progetti evolutivi le nostre QP, affiancate da team multidisciplinari: per disegnare un percorso evolutivo che nasca e si sviluppi armonicamente con i nostri processi di qualità.

Pur occupandoci di una fase terminale del processo farmaceutico, sono convinto che fare oggi la QP in CIT sia una sfida molto coinvolgente e una opportunità di crescita manageriale tra le più interessanti nel nostro settore.

Effettuate anche servizi di distribuzione e supply chain?

Di solito un cliente non vuole un prodotto confezionato, ma un prodotto vendibile. Noi non solo confezioniamo il prodotto, ma siamo anche in grado di aggiungere servizi a valore aggiunto successivi, come il rilascio del lotto e il trasporto dal nostro stabilimento ai depositi dei nostri clienti in ogni parte del mondo. Questo, operativamente, viene effettuato condividendo le singole procedure specifiche basate sugli standard del cliente stesso.

Come vi ponete nei confronti dei vostri clienti?

Il cliente è sempre al centro dei nostri processi, e noi tendiamo a cercare di personalizzare i processi in maniera specifica per ogni cliente. I nostri unici vincoli sono i dettami Gmp: all’interno di questa cornice ci basiamo esclusivamente sulle esigenze del cliente per guidare i nostri processi.

Cosa significa qualità per CIT?

Qualità per noi ha a che fare con un altro concetto: integrità. Significa fare le cose in un certo modo anche quando non sei osservato o quando, apparentemente, non traspare nel servizio. La qualità intesa come aderenza a specifiche e requisiti non è per noi un fattore differenziante: è data per scontata, è una condizione necessaria. La nostra visione di qualità parte da qui e va oltre: ha a che fare con rapporti ventennali senza mai intoppi o sorprese, ha a che fare con la tranquillità.

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