Nell’ottica di fornire una formazione efficace che consenta di minimizzare il cosiddetto “errore umano”, Daniele Fraioli, Giovanni Boccardi e Chiara Scotti del Gruppo di Studio Controllo Qualità e Sviluppo Analitico di AFI propongono di condurre una “gap analysis” preliminare per individuare argomenti di formazione specifica a seconda delle figure del Controllo Qualità interessate.

  • Per un operatore del laboratorio chimico e/o microbiologico, l’indicazione è di indirizzare la formazione soprattutto agli aspetti operativi e di manipolazione dei reagenti, degli strumenti, degli eventuali agenti patogeni e dei relativi rischi, su cui sono state rilevate le maggiori e più comuni carenze.
  • Per un operatore del laboratorio materiali di confezionamento, laddove presente, la formazione deve puntare alla conoscenza dei materiali, incluse le loro tecniche di produzione, alle modalità di campionamento e alle tecnologie legate ai nuovi requisiti (data matrix, serializzazione…).
  • Per un responsabile di laboratorio e/o di un reparto di Controllo Qualità, oltre a quanto sopra, la formazione deve fornire conoscenze delle normative interne, nazionali e internazionali, sia in tema di qualità che di sicurezza.

È bene anche fare in modo che tali conoscenze siano continuamente trasferite ai propri collaboratori durante le attività quotidiane per realizzare quel “training-on-the-job” che rappresenta il vero valore aggiunto di qualunque attività formativa e che contribuisce a creare un ambiente professionale attento e attivo.

Gli autori riscontrano inoltre l’urgenza di formare i responsabili alla gestione dei colloqui di selezione del personale.

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