Secondo i dati forniti da Federsalus “Quello dei botanicals è un mercato che viaggia a due velocità: da un lato, consumi e mercato che crescono grazie all’interesse maggiore del consumatore che attribuisce un valore alto ai prodotti “naturali”  ed esprime un maggiore interesse per l’utilizzo di botanicals, siano essi integratori alimentari, farmaci vegetali tradizionali o farmaci di automedicazione a base vegetale. Dall’altro una situazione regolatoria in Europa ferma al palo, in attesa di una decisione sui claims che le sostanze vegetali possono vantare”.

PlantLibra

PlantLIBRA

PlantLIBRA (acronimo di PLANT foodsupplements: Levels of Intake, Benefit and RiskAssessment) è un progetto finanziato nell’ambito del 7° Programma Quadro per la ricerca in Europa che si propone di mettere a punto metodologie e procedure per facilitare il compito dei legislatori e degli operatori della catena alimentare. Intende cioè fornire strumenti per la valutazione dei rischi e dei benefici e del rapporto rischio/beneficio degli integratori alimentari a base di piante e loro derivati.

PlantLIBRA coinvolge 25 unità operative, tra cui l’Istituto Superiore di Sanità, in rappresentanza del mondo accademico, dell’industria, delle organizzazioni no profit e delle istituzioni di 4 continenti: Europa, Asia (Cina), Sud America (Argentina e Brasile) e Africa (Sud Africa).

La missione di PlantLIBRA è quella di promuovere l’uso sicuro degli integratori alimentari contenenti ingredienti botanici, mediante la produzione di dati scientifici e modelli di intervento che possano essere utilizzati dagli organismi responsabili della legislazione e della valutazione del rischio. Il progetto vuole anche supportare, con la sua attività, gli operatori del settore al fine di ottimizzare la qualità dei prodotti e la sicurezza del consumatore.

Botanicals

Per botanicals si intendono piante – sostanze vegetali – e preparati derivati, impiegati in ambito alimentare, e quindi negli integratori alimentari, nei quali sono inclusi per i loro effetti fisiologici, o, più raramente, nutrizionali. Anche funghi, licheni, alghe utilizzati nello stesso modo rientrano nella definizione. Si tratta di parti di piante, tal quali o sottoposte ad estrazione.

Per motivi puramente normativi, in ambito medicinale, si parla di erbe.

Integratori alimentari

Gli integratori alimentari sono destinati a favorire l’assunzione di determinati principi, nutritivi e non, a complemento di una normale dieta ed attività fisica. Gli integratori alimentari, utilizzati in modo corretto, possono contribuire a ridurre i fattori di rischio per numerose patologie cronico-degenerative, tra cui le patologie cardiovascolari, i tumori e le malattie neurodegenerative.

D’altra parte, non mancano alcuni timori sull’uso inappropriato di questa categoria di prodotti, specialmente se includono ingredienti di origine botanica. Questi prodotti non possono essere considerati “sicuri per definizione” solo perché “tutti naturali”. Questo concetto, ben noto ai tossicologi, trae purtroppo in inganno il consumatore, che spesso sceglie sulla base di informazioni tratte da siti commerciali presenti in internet.

Tutti gli alimenti, compresi gli integratori alimentari, devono essere sicuri per legge; le aziende sono per legge responsabili dei prodotti immessi sul mercato, e non possono vendere integratori che non sono sicuri. Vi è un complesso sistema di normative – dalle norme sui solventi a quelle sulle igiene – per assicurare la qualità e sicurezza della produzione. Ci sono regole rigorose e specifiche per la sicurezza dei nuovi botanicals, e di ingredienti quali gli aromi e gli additivi. EFSA, l’autorità europea, ha proposto delle linee guida nel 2009 ma, per vari motivi, non hanno trovato applicazione. Dal punto di vista dell’efficacia, la normativa sarebbe estremamente severa; di fatto, richiede dati ottenuti in studi umani di intervento randomizzati e controllati con placebo sufficientemente grandi.

 

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