Think tank di idee e proposte innovative per una sanità più sostenibile, la prima giornata del forum della Leopolda si è conclusa sottolineando l’importanza di rivedere i modelli organizzativi del comparto salute, processo necessario per poter garantire l’accesso alle innovazioni tecnologiche e scientifiche.

Importante rivedere i modelli organizzativi del comparto salute
Idee e proposte innovative per una sanità più sostenibile al forum della Leopolda. Importante rivedere i modelli organizzativi del comparto salute

Senza una revisione dei modelli organizzativi si correrà il rischio di non sfruttare adeguatamente le innovazioni che stanno letteralmente travolgendo il comparto salute.

“L’innovazione non va solo applicata in ambito economico, ma anche a quello organizzativo” ha infatti sottolineato Emilia Grazia De Biasi, presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato, intervenuta al “Forum della sostenibilità e opportunità nel settore della Salute“, a Firenze.

“L’Italia è l’unico Paese che cura tutti e questo è un valore che non va dimenticato” – ha continuato De Biasi – sottolineando che le innovazioni cui deve  guardare l’Italia partono da una integrazione socio-sanitaria, passano per una maggiore collaborazione tra le Regioni e puntano a una sanità integrativa e a pari opportunità per i cittadini.

“Dobbiamo stare in Europa – ha rimarcato De Biasi – e questo passa da una revisione delle leggi che regolamentano la sperimentazione animale e che ad oggi ci vedono fuori da molti progetti europei, ad una contrattazione compatta con gli altri Stati per un prezzo europeo di riferimento dei farmaci ad alto costo che stanno arrivando sui mercati”.

Sveltire la burocrazia

Per puntare sull’innovazione tecnologica e farmacologica: “I tempi d’immissione sul mercato dei farmaci innovativi vanno ridotti“, ha commentato Carla Collicelli, vice direttore del Censis. Secondo quanto emerso da uno studio Censis-FAVO-AIOM del 2015, infatti, i temi di accesso per i nuovi prodotti oncologici sono stati in media in Italia tra il 2008 e il 2013 di 427 giorni, contro i 109 del Regno Unito, i 364 della Francia e gli 80 della Germania.

Dati sul mercato dei farmaci

A fare il punto su quello che avverrà nei prossimi anni ci ha pensato Sergio Liberatore, AD IMS Health Italia. “Il mercato globale dei farmaci nel 2020 supererà i 1400 miliardi di dollari. In Italia è prevista una crescita annua del 5% per i prossimi anni, prevalentemente a carico del canale ospedaliero”. Dal 2016 al 2020 saranno lanciate 225 nuove molecole a livello globale, di cui 75 apparterranno alla categoria dei farmaci orfani.

Secondo quanto stimato dall’ultimo rapporto GIMBE il fabbisogno economico italiano nel 2025 sarà intorno ai 200 miliardi di euro. “Questa analisi è al ribasso, e non tiene conto delle spesa extra da considerare per gli investimenti straordinari per l’edilizia sanitaria e delle spese legate ai bisogni socio-sanitari, valutabili in almeno altri 17 miliardi di euro”, ha spiegato durante la plenaria Nino Cartabellotta, presidente Fondazione GIMBE.

Dove recuperare le risorse

“Per salvare in SSN occorre un preciso programma politico”, ha continuato Cartabellotta, che ha anche lanciato in occasione del Forum l’osservatorio GIMBE sulla sostenibilità del SSN, a sostegno di quanto sottolineato da tutti i relatori intervenuti, per cui l’innovazione di cui ora tanto si parla deve prima di tutto avvenire a livello organizzativo.

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