Il Quality Risk Management (QRM) è utilizzato per fornire un approccio strutturato nella gestione delle informazioni e del processo decisionale, attraverso metodi documentati, consistenti e comunicativi a supporto delle fasi di sviluppo e produzione del prodotto.

Quality Risk Analysis

A partire dall’inizio del 2011 l’Annex 20 delle Good Manufacturing Practices (GMP), noto come ICH Q9 – Quality Risk Management, è stato inserito come parte costitutiva delle GMP diventando il capitolo centrale della Parte II.

Questa evoluzione riflette la crescente importanza che il Quality Risk Management (QRM) ha raggiunto negli ultimi anni nelle aziende farmaceutiche come processo sistematico che permette di valutare, controllare e comunicare i rischi connessi alla qualità del prodotto.

ICHQ9

Il documento ICHQ9 sul QRM è utilizzato per formalizzare il concetto di rischio. Introdurre il documento ICHQ9 all’interno delle GMP significa formalizzare le valutazioni di rischio per giungere a un risultato che sia, in questo modo, adeguatamente documentato, giustificato e verificabile a posteriori.

Il documento ICHQ9 è stato pubblicato da ICH nel novembre del 2005 ed è stato recepito dalla Commissione Europea nel marzo 2008 come allegato 20 delle GMP; a seguito della revisione di diversi capitoli delle GMP per inserire i concetti del QRM, l’allegato 20 è stato soppresso e, nel gennaio 2011,il documento ICHQ9 è stato spostato nella parte III delle GMP (GMP related documents), la parte cioè che contiene quei documenti il cui scopo è fornire informazioni aggiuntive su best practices.

Il documento ICHQ9 è composto da tre parti:

  • il testo in cui viene esposta la teoria del rischio, cioè il “cosa”;
  • l’annex 1 in cui sono elencati metodi e strumenti atti a sviluppare la teoria del rischio, cioè il “come”;
  • l’annex 2 in cui sono proposti alcuni esempi pratici di applicazione della teoria del rischio, cioè il “dove”.

Il classico modello di “analisi con continua revisione per ridurre il livello del rischio” è sinteticamente rappresentato nello schema seguente:

Quality risk management
Quality risk management. Modello di “analisi con continua revisione per ridurre il livello del rischio”

Il processo dell’analisi dei rischi avviene in tre fasi successive:valutazione del rischio, controllo del rischio e revisione del rischio, tra loro correlate ed inscindibili.

La prima fase consiste nell’identificazione dei pericoli che potrebbero verificarsi in un dato processo (macchinario, attività, etc.) e nell’analisi deidanniprovocati dai singoli pericoli.Successivamente si valutano le conseguenze del danno ovvero si accetta o menoil danno (severità) causato da un dato pericolo.

Il rischio viene quindi definito come il prodotto della “probabilità di accadimento di un pericolo e della severità (danno) provocato dalpericolo”.

L’ultimo step della prima fase consiste nel valutare il rischio; a questo scopo viene utilizzata una “scala relativa” (es. con indici del tipo ”basso, medio, alto”) chemette in relazione la probabilità (di accadimento di un pericolo) con la severità (gravità del danno causato):moltiplicando idue fattori si ottiene una matrice, tipo quella riportata di seguito, suddivisa in settori di accettabilità o non accettabilità del rischio. La fase di controllo del rischio consiste proprio nello studio della matrice per stabilire quali sono i rischi accettabili e quali necessitano, invece, di misure di riduzione.

rischio

Quando il rischio è accettabile significa che è molto basso (il rischio zero non esiste) e tale da poter essere considerato trascurabile (nel linguaggio della tossicologia il rischio basso potrebbe essere inteso come il NOEL non observable -adverse-effectslevel).

Quando il rischio non è considerato accettabile (rischio alto) significa che devono essere introdotte assolutamente delle strategie in modo da far ricadere, per quanto più possibile, il rischio nelle categorie di rischio basso o rischio medio.

Il rischio medio può essere, in genere, accettabile anche se potrebbe essere opportuno trovare una strategia che riduca,per quanto possibile, ulteriormente il rischio.

Pertanto per diminuire il rischio è necessario ridurre la probabilità di accadimento di un danno oppure aumentare i metodi di rilevabilità (da notare che la scala della rilevabilità è opposta a quella della probabilità: rilevabilità alta significa rischio basso).

Alla fine di questa fase, cioè valutati i rischi e stabiliti quali siano accettabili e quali da ridurre, si procede alla terza fase che consiste nella continua revisione dell’analisi dei rischi e del monitoraggio del processo, per valutare a posteriori sia l’efficacia delle strategie introdotte per ridurre i rischiche erano stati considerati non accettabili e sia per valutare che non siano stati introdotti dei nuovi rischi a seguito delle strategie e delle modifiche adottate.

Portare sul mercato un prodotto di qualità e sicuro per il paziente è l’obiettivo primario per un’azienda farmaceutica che necessita, dunque, di metodi e strumenti in grado di realizzarlo, nel rispetto dei tempi e dei costi di sviluppo e di produzione

 

Per approfondire:

www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Scientific_guideline/2013/03/WC500139748.pdf

www.ema.europa.eu

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