I fondi del NHS Cancer Drugs Fund (CDF) inglese per l’accesso ai farmaci antitumorali innovativi sarebbero stati usati, nel periodo 2010-2016, per supportare prodotti che hanno portato benefici reali e statisticamente significativi in termini di sopravvivenza in solo poco più di un terzo dei casi (38%).

I dati provengono da un nuovo studio pubblicato su Annals of Oncology e condotto dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine e dal King’s College Institute of Cancer Policy. I ricercatori evidenziano anche come, nella maggior parte dei casi, non emerga per il paziente nessun reale beneficio sulla base dei dati analizzati, qualora si vadano a prendere in considerazione anche fattori come gli effetti collaterali, che impattano fortemente sulla qualità della vita.

Secondo il gruppo guidato da Ajay Aggarwal e Richard Sullivan, i pazienti “reali” – spesso più anziani e con un numero maggiore di co-morbidità – potrebbero giovarsi ancor meno dei nuovi farmaci rispetto al selezionato gruppo di pazienti arruolati negli studi clinici.

I fondi per l’accesso ai farmaci antitumorali innovativi vanno attentamente valutati, suggerisce un articolo pubblicato su Annals of Oncology

Le raccomandazioni per gli altri Paesi

Secondo Richard Sullivan, il ricorso a questo tipo di fondi di accesso alle cure può essere un pericolo, in quanto si tratta spesso di fondi creati nonostante la mancanza di evidenza a favore del fatto che la prioritizzazione della spesa farmaceutica porti benefici per i pazienti con tumore che vadano al di là degli investimenti sull’intero percorso di gestione del cancro (comprendente anche lo screening, la diagnostica, la radioterapia, la chirurgia e le cure palliative).

Raccomandiamo che altri Paesi che stiano considerando simili misure di accesso ai farmaci per i medicinali ad alto costo contro il cancro adottino un approccio più razionale per finanziare le tecnologie sanitarie ad alto costo – ha dichiarato Sullivan. – I nostri risultati sottolineano l’importanza che le decisioni di rimborso per tutti i farmaci, le procedure e gli interventi per i tumori siano prese mediante appropriati processi di health technology appraisal. Solo in questo modo le decisioni saranno prese sulla base della migliore evidenza, per massimizzare il valore per i pazienti di cancro e per tutta la società”.

I risultati dello studio

La ricerca ha preso in esame ventinove diversi farmaci approvati nel Regno Unito a partire dal gennaio 2015 per quarantasette diverse indicazioni tumorali e sviluppati anche grazie ai fondi dell’NHS Cancer Drugs Fund.

L’aumento della sopravvivenza media è risultato essere di 3,2 mesi (nel range 1,4 – 15,7 mesi). Più della metà delle indicazioni tumorali richieste per i nuovi farmaci (26, pari al 55%) non ha passato il vaglio del National Institute of Health and Care Excellence (NICE), l’ente preposto all’health technology assessment in Gran Bretagna, in quanto non costo-efficaci.

Diciotto di questi respingimenti si basano su evidenze esistenti prima dell’introduzione del fondo, suggerendo uno spreco di risorse, ma anche che i farmaci somministrati erano inefficaci e hanno probabilmente causato una tossicità non necessaria per i pazienti”, ha commentato Aggarwal, sottolineando anche come non siano stati raccolti dati sugli esiti dei pazienti che hanno avuto accesso al fondo. Il CDF, infatti, solo nel 2014 ha reso obbligatoria la raccolta delle informazioni sulle cessazioni del trattamento, gli effetti collaterali e le morti sul breve (30 giorni) e lungo periodo. Anche dopo tale data, riporta l’articolo, il 93% degli outcomes era ancora incompleto, di fatto chiudendo la porta a una migliore comprensione del funzionamento dei farmaci nel mondo reale.

Il Cancer Drugs Fund

Il CDF è stato creato dal Governo britannico nel 2010, per essere poi chiuso nel marzo 2016 in quanto economicamente non sostenibile. Secondo gli autori dello studio, lo stesso fondo avrebbe rimosso nel 2015 ventiquattro delle quarantasette indicazioni (51%) riportate nei suoi schemi di accesso alle cure, sulla base di un assessment interno del valore dei farmaci. “Dal 2010 al 2016 il Cancer Drugs Fund è costato ai contribuenti britannici un totale di 1,27 miliardi di sterline (€..), l’equivalente di un anno di spesa per tutti i farmaci antitumorali dell’NHS”, ha aggiunto Aggarwal.

Da luglio 2016 è in funzione una versione rinnovata del fondo, che fornisce un accesso alle cure per un periodo limitato e in circostanze in cui l’efficacia clinica ed economica del farmaco è stata senza dubbi approvata dal NICE.

Secondo Richard Sullivan, il nuovo CDF risolve solo in parte i problemi, in quanto finanzia ancora i farmaci potenzialmente benefici ma che sono ancora in attesa dell’approvazione del NICE. “È un problema di equità: perché i farmaci per i tumori devono essere trattati in questo modo, e non tutti i medicinali e finanche tutte le tecnologie?”, ha commentato il docente del King’s College.

https://academic.oup.com/annonc/advance-articles

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