L’efficacia e sicurezza di Cladribina per la sclerosi multipla recidivante è stata riscontrata analizzando un sottogruppo di dati dello studio CLARITY.

I dati, presentati all’American Academy of Neurology, dimostrano l’efficacia e la sicurezza di Cladribina compresse nella riduzione del rischio di progressione della disabilità nei pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante.

Cladribina per la sclerosi multipla recidivante
I dati delle sperimentazioni cliniche con cladribina dimostrano una migliore efficacia nei pazienti con SM recidivante a maggior rischio di progressione della malattia

L’analisi dei sottogruppi dimostra una riduzione superiore all’80% del rischio di progressione della disabilità con cladribina compresse rispetto al placebo.

Merck ha presentato in forma di poster nuove analisi di efficacia e nuovi dati di sicurezza per cladribina compresse, molecola in fase di valutazione del dossier registrativo, al convegno annuale della American Academy of Neurology (AAN), tenutosi dal 22 al 28 aprile 2017 a Boston, Massachusetts.

«Sappiamo che una certa percentuale di pazienti con SM è sottoposta a un rischio maggiore di recidiva e di progressione della disabilità rispetto al resto della popolazione malata – ha affermato Gavin Giovannoni, uno dei ricercatori responsabili degli studi CLARITY, nonché professore di Neurologia presso Barts and The London School of Medicine and Dentistry. – Questi dati sono importanti, poiché indicano che i pazienti del sottogruppo caratterizzato da una maggiore attività di malattia trattati con cladribina compresse hanno dimostrato una risposta più importante rispetto a quella osservata nella popolazione complessiva dello studio clinico CLARITY».

I risultati dell’analisi retrospettiva di sottogruppo dello studio CLARITY su pazienti con elevata attività di malattia

I risultati di un’analisi retrospettiva di sottogruppo dello studio clinico di Fase III CLARITY, condotto su 289 pazienti con elevata attività di malattia, hanno dimostrato una riduzione statisticamente significativa del rischio di progressione della disabilità e di recidiva con cladribina compresse a un dosaggio di 3,5 mg/kg (n = 140) rispetto al placebo (n = 149) nei pazienti affetti da sclerosi multipla (SM) recidivante e naïve al trattamento oppure trattati in precedenza con un farmaco modificante la malattia (DMD, disease modifying drug).

Con l’espressione “maggior rischio di progressione della malattia e/o elevata attività di malattia” si intendono pazienti con ≥1 recidiva nel corso dell’anno precedente all’arruolamento nello studio mentre erano sottoposti a terapia DMD e un numero ≥1 di lesioni T1Gd+ o ≥9 di lesioni T2 oppure pazienti con ≥2 recidive nel corso dell’anno precedente all’arruolamento nello studio, indipendentemente dall’eventuale uso precedente di DMD.

L’analisi ha dimostrato che il trattamento con cladribina compresse 3,5 mg/kg è associato a una più ampia riduzione del rischio di progressione di disabilità confermata a 6 mesi – come indicato  dall’EDSS (Expanded Disability Status Scale) – nei pazienti con un’elevata attività di malattia (82%, p = 0,0001) rispetto a quella osservata nella popolazione complessiva dello studio CLARITY (47%; p = 0,0016) rispetto al placebo.

I dati hanno dimostrato che cladribina compresse ha ridotto anche il rischio relativo di relapse rate annualizzata nei pazienti con elevata attività di malattia (67%, p = <0,0001) rispetto alla popolazione complessiva dello studio CLARITY (58%, p = <0,0001).

Lo studio ha evidenziato anche che l’analisi delle recidive e la storia del trattamento, unite alle caratteristiche rilevate alla RMN, possono aiutare a identificare i pazienti a rischio maggiore di recidive e progressione della disabilità.

Analisi sulla sicurezza di cladribina per la sclerosi multipla recidivante

Un’analisi sulla sicurezza è stata effettuata nei pazienti arruolati negli studi CLARITY o CLARITY Extension. Si trattava di pazienti che avevano ricevuto cladribina compresse per 20 giorni nell’arco di due anni. Questa analisi ha dimostrato che, a seguito dei 10 giorni di trattamento durante il primo anno, la conta linfocitaria mostrava un valore medio basso. Era infatti pari a 1,00×109/l. Tuttavia, questo valore alla fine del primo e secondo anno di trattamento era rientrato nei valori di riferimento di normalità. Nel corso dei due anni dello studio CLARITY, l’evento avverso (EA) più comunemente riportato nei pazienti trattati con cladribina compresse è stato la linfopenia. L’incidenza di infezioni è stata pari al 48,3% con cladribina compresse e al 42,5% con placebo. Rispettivamente il 99,1% e il 99,0% dei casi sono stati poi valutati dagli sperimentatori come di entità lieve-moderata.

Cladribina compresse

Cladribina compresse è una terapia orale che prevede un breve periodo di trattamento. Agisce in modo selettivo sui linfociti, ritenuti parte integrante del processo patologico della sclerosi multipla.

«Si ritiene che cladribina compresse abbia come bersaglio selettivo la risposta immunitaria adattativa nella SM e che possa essere in grado di soddisfare un bisogno importante nei pazienti già a rischio più elevato di recidive o di progressione della disabilità» ha dichiarato Luciano Rossetti, Head of Global R&D per il business biofarmaceutico di Merck.

Nel luglio 2016, l’EMA (European Medicines Agency) ha già accettato la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio (Marketing Authorization Application – MAA) di cladribina compresse per il trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente.

Il programma di sviluppo clinico per cladribina

Il programma di sviluppo clinico per cladribina compresse include gli studi:

  • CLARITY (CLAdRIbine Tablets Treating MS OrallY) e la sua estensione: studio di fase III a due anni messo a punto per valutare l’efficacia e la sicurezza di cladribina compresse in monoterapia in pazienti con SMRR e la sua estensione a due anni messa a punto per fornire dati a lungo termine su sicurezza ed efficacia della somministrazione prolungata di cladribina compresse per un periodo massimo di 4 anni.
  • ORACLE MS (ORAl CLadribine in Early MS): uno studio a due anni di Fase III, controllato con placebo, disegnato per valutare l’efficacia e la sicurezza di cladribina compresse in monoterapia nei pazienti a rischio di sviluppare sclerosi multipla (pazienti che hanno manifestato un primo evento clinico indicativo di SM).
  • ONWARD (Oral Cladribine Added ON To Rebif New Formulation in Patients With Active Relapsing Disease): studio di Fase II controllato con placebo, disegnato principalmente per valutare la sicurezza e tollerabilità dell’impiego aggiuntivo del trattamento con cladribina compresse nei pazienti con forme recidivanti di SM, nei quali si è verificata una progressione della malattia nel corso di una terapia consolidata con interferone beta.
  • PREMIERE (PRospective observational long-term safEty registry of Multiple sclerosis patIEnts who have participated in CladRibinE clinical trials): registro osservazionale messo a punto per valutare la sicurezza a lungo termine di cladribina compresse. Il follow-up comprenderà più di 10.000 pazienti-anno (misura statistica che tiene conto complessivamente del numero di pazienti arruolati in uno o più studi clinici e del tempo che ciascuno di loro ha trascorso sottoposto a terapia), con un periodo di osservazione in alcuni pazienti di oltre 8 anni dalla terapia.

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