Potrebbe venire dall’applicazione delle innovative tecniche di gene editing CRISPR-Cas9 la tanto agognata soluzione per curare l’infezione da Hiv: una prima indicazione in tal senso viene dai risultati ottenuti nei topi e pubblicati su Molecular Therapy dai ricercatori della Lewis Katz School of Medicine della Temple University (LKSOM) e dell’Università di Pittsburgh.

Le tecniche CRSIPR-cas9 di gene editing potrebbe permettere di curare l’Hiv, suggerisce una ricerca americana

Le tecniche CRISPR-Cas9 sono state usate per separare il DNA del virus da quello degli animali ospiti, in modo da eliminare il virus dalle cellule infette e, con esso, la possibilità di propagazione dell’infezione. Tra i tre diversi modelli testati dai ricercatori americani vi è anche una linea di topi “umanizzati” a cui sono state trapiantate cellule immunitarie umane infettate dal virus Hiv-1. La localizzazione spaziale e temporale delle cellule infette è stata determinata con un nuovo sistema di imaging a bioluminescenza, che permette di osservare la replicazione del virus in tempo reale e di identificare i serbatoi di latenza all’interno dei tessuti. “Il prossimo passo comporterà la ripetizione dello studio nei primati, un modello animale più adatto in cui l’infezione da Hiv induce la malattia, in modo da dimostrare ulteriormente l’eliminazione del Dna di Hiv-1 nelle cellule T infettate latenti e in altri siti santuario per Hiv-1, incluse le cellule cerebrali. Il nostro obiettivo ultimo è uno studio clinico in pazienti umani”, ha dichiarato Kamel Khalili, che dirige il centro di Neurovirologia della LKSOM.

I dati dello studio

Già nel 2016 il team aveva pubblicato i risultati circa la possibilità d’inserire il DNA del virus Hiv-1 nel genoma di tutti i tessuti del corpo di ratti e topi. DNA che era poi stato eliminato dalla maggior parte dei tessuti con la tecnica CRISPR-Cas9. L’espressione dei geni virali era stata inattivata in ragione variabile dal 60 al 95%. “Il nuovo studio è più comprensivo. Abbiamo confermato i dati del lavoro precedente e abbiamo migliorato l’efficienza della nostra strategia di gene editing. Abbiamo anche dimostrato che essa è efficace in altri due modelli di topo, uno dei quali rappresenta l’infezione acuta in cellule murine e l’altro l’infezione cronica, o latente, in cellule umane”, ha dichiarato Wenhui Hu, docente del Center for Metabolic Disease Research.

La percentuale di escissione del DNA del virus nei topi EcoHiv, che replicano la malattia umana, ha raggiunto il 96%. Un dato che gli autori interpretano come la prima prova della possibilità di eradicare la malattia attraverso un trattamento profilattico mediato dal sistema CRISPR-Cas9. La rescissione dei segmenti di Dna virale è stata anche dimostrata nelle cellule umane infettate e latenti localizzate negli organi e nei tessuti degli animali. In tutti i casi, la ricerca è stata condotta con un vettore ricombinante virale adeno-associato (rAAV) del sottotipo AAV-DJ/8, che combina sierotipi multipli e permette di raggiugere una gamma più vasta di target cellulari. Un set di quattro RNA-guida è stato utilizzato per rescindere il Dna di Hiv-1 da quello delle cellule ospiti senza rischio di mutazioni del virus.

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