PTC Therapeutics annuncia i dati preliminari dal registro pazienti “STRIDE” (Strategic Targeting of Registries and International Database of Excellence) nel quale ataluren dimostra di rallentare la progressione della malattia nei bambini con Duchenne causata da una mutazione non senso.

L'analisi di dati preliminari a lungo termine su ataluren per la nmDMD mostra la conservazione della deambulazione sino a 5 anni in più rispetto alla storia naturale
L’analisi di dati preliminari a lungo termine su ataluren per la nmDMD mostra la conservazione della deambulazione sino a 5 anni in più rispetto alla storia naturale

PTC Therapeutics ha comunicato i dati preliminari del primo registro internazionale di pazienti con Duchenne trattati con ataluren (STRIDE), sottolineando il beneficio clinico a lungo termine di ataluren, quando usato di routine nella pratica clinica, nel ritardare la perdita muscolare irreversibile nei bambini con Duchenne causata da una mutazione non senso se confrontato con la storia naturale.

I dati mostrano che i bambini e gli adolescenti che ricevono ataluren nel “mondo reale” continuano a camminare per più anni rispetto ai bambini non trattati, e hanno un minor declino clinico. Un’analisi time-to-event per la perdita di deambulazione ha dimostrato che i pazienti trattati con ataluren avevano un’età media di perdita della deambulazione di 16,5 anni di età, ovvero fino a 5 anni più tardi rispetto alla progressione naturale della malattia nei bambini non trattati.

I dati sono stati presentati durante il 23° Congresso Internazionale Annuale della World Muscle Society in Argentina.

«I risultati dei dati del Registro sono estremamente importanti perché confermano ulteriormente quanto osservato nelle nostre analisi dei dati degli studi clinici su ataluren – dichiara Stuart Peltz, CEO di PTC Therapeutics. – Ritardare la perdita di deambulazione è fondamentale per questi pazienti, in quanto è predittiva del tempo della perdita della funzionalità polmonare e della mortalità».

I pazienti che hanno ricevuto ataluren nella normale pratica clinica hanno dimostrato anche un declino più lento della loro funzione fisica rispetto al braccio placebo dello Studio 020 di Fase III, misurato attraverso una serie di test di funzionalità a tempo. I risultati di sicurezza per i pazienti nel registro STRIDE erano coerenti con il profilo di sicurezza noto di ataluren.

«Questi dati iniziali sono molto incoraggianti perché forniscono la prima prova di Real World Evidence dell’impatto di ataluren quando usato routinariamente a lungo termine – afferma Eugenio Mercuri, professore di neurologia pediatrica dell’Università Cattolica. – Stiamo vedendo bambini che hanno manifestato i primi sintomi clinici di Duchenne a circa 3 anni di età che sono ancora in grado di camminare considerando che senza terapia sarebbero già costretti su una sedia a rotelle, il che è veramente importante per i pazienti e le loro famiglie».

L’analisi è basata su dati raccolti su 216 pazienti di 11 paesi Europei e Israele, la maggior parte di questi pazienti non era stata precedentemente arruolata in alcun trial clinico con ataluren.

I pazienti avevano un’età media di 9,8 anni alla prima valutazione e avevano avuto una diagnosi di Duchenne causata da una mutazione non senso a circa cinque anni. Quasi il 90% era stato trattato in precedenza o stava ancora ricevendo corticosteroidi.

«Mantenere il più a lungo possibile la deambulazione in un bambino con Duchenne è cruciale non solo per mantenere l’indipendenza ma anche, e soprattutto, per ritardare il rapido declino funzionale che di solito segue la perdita di deambulazione, compresa la perdita dell’uso delle braccia che sono essenziali nella vita quotidiana e le complicazioni respiratorie e cardiache – spiega Filippo Buccella, un autore dello studio e advocate dei pazienti con Duchenne. – Come padre di un figlio con Duchenne, sottolineo che rallentare la progressione di questa patologia è vitale per il mantenimento della qualità della vita del paziente e della sua famiglia».

«Il registro STRIDE – commenta Alessandra Baroni, Medical Affairs Director di PTC Therapeutics Italia – è nato 3 anni fa con lo scopo di permettere alla comunità scientifica di raccogliere dati clinici basati sulla pratica clinica (Real World Evidence) relativi al trattamento dei pazienti nmDMD con ataluren. I dati presentati al congresso della World Muscolar Society a Mendoza (Argentina), seppur preliminari, mostrano coerenza con i risultati clinici già dimostrati negli studi clinici. Questo è molto importante per la comunità scientifica perché sembrano confermare che ataluren possa consentire di raggiungere i benefici clinici nella pratica quotidiana».

Ataluren

Ataluren, scoperta e sviluppata da PTC Therapeutics,  è una terapia di ripristino delle proteine, progettata per consentire la formazione di una proteina funzionante in pazienti con disturbi genetici causati da una mutazione non senso.

Una mutazione non senso è un’alterazione del codice genetico che interrompe prematuramente la sintesi di una proteina essenziale. Il disturbo risultante determina una proteina non espressa nella sua interezza e non più funzionale, come la distrofina nella distrofia muscolare di Duchenne.

Ataluren è autorizzata alla commercializzazione in EU per il trattamento della mutazione non senso nella distrofia muscolare di Duchenne in pazienti deambulanti di età pari o superiore a due anni. Ataluren è ancora in fase sperimentale negli Stati Uniti. Lo sviluppo di ataluren è stato supportato da finanziamenti della Muscular Dystrophy Association; Ufficio della FDA per lo sviluppo di farmaci orfani; Centro nazionale per le risorse di ricerca; Istituto nazionale del cuore, polmone e sangue; Parent Project.

Il registro STRIDE

Il registro STRIDE (Strategic Targeting of Registries and International Database of Excellence) è uno studio continuo, multicentrico e osservazionale sulla sicurezza e l’efficacia di ataluren come terapia a lungo termine. È il primo data base di pazienti a fornire un’esperienza di RWE sull’uso a lungo termine di ataluren nella pratica clinica di routine. I pazienti arruolati saranno seguiti per almeno 5 anni dalla data di arruolamento o fino al ritiro dallo studio. Al 9 luglio 2018 sono stati arruolati 216 pazienti con un’età media di 9,8 anni in 11 paesi in Europa e Israele.

Le informazioni sull’efficacia possono includere la funzione neuromuscolare (misurata ad esempio mediante test di funzione a tempo, il North Star Ambulatory Assessment, la funzionalità dell’arto superiore-PUL), la funzione cardiaca (incluso l’ecocardiogramma, se disponibile), la funzione polmonare (comprese le misure spirometriche) e le misure di qualità della vita. Verranno raccolte le valutazioni della salute muscolo-scheletrica, della riabilitazione, della gestione ortopedica e gastrointestinale, nonché altre misure di gestione psicosociale per consentire il confronto delle attività di gestione della salute dei pazienti nell’assistenza clinica di routine rispetto a quelle del trattamento pubblicato linee guida.

STRIDE è una partnership collaborativa tra TREAT-NMD e PTC Therapeutics, guidata da un comitato direttivo composto da Opinion Leaders della Duchenne, advocate dei pazienti di tutto il mondo e rappresentanti PTC.

Il registro svolge anche un ruolo importante di post-marketing per il comitato di Risk Assessment di farmacovigilanza dell’EMA.

TREAT-NMD

TREAT-NMD è un network in ambito neuromuscolare che fornisce l’infrastruttura per garantire che le nuove terapie più innovative raggiungano i pazienti il più rapidamente possibile. Dal suo lancio, nel gennaio 2007, l’attenzione della rete si è concentrata sullo sviluppo di strumenti che sostengano l’industria, i medici e gli scienziati nel garantire nuovi approcci terapeutici attraverso lo sviluppo preclinico e clinico e che consentano le migliori pratiche per i pazienti neuromuscolari in tutto il mondo. La rete si è sviluppata inizialmente in europa per diventare poi  un’organizzazione globale riunendo specialisti, gruppi di pazienti e rappresentanti del settore per assicurare la sviluppo di terapie del futuro, promuovendo al tempo stesso i migliori standard di cura.

La Distrofia Muscolare di Duchenne

Dominante nei maschi, la distrofia muscolare di Duchenne (DMD) è una malattia genetica rara e fatale che provoca una progressiva debolezza muscolare fin dalla prima infanzia e porta alla morte prematura intorno ai 20 anni a causa di insufficienza cardiaca e respiratoria. È una patologia muscolare progressiva causata dalla mancanza di distrofina funzionale. La distrofina è fondamentale per la stabilità strutturale di tutti i muscoli, inclusi i muscoli scheletrici, il diaframma e il cuore. I pazienti con DMD possono perdere la capacità di camminare fin dall’età di dieci anni, seguita dalla perdita dell’uso delle braccia. Successivamente, i pazienti con DMD vanno incontro a  complicanze polmonari potenzialmente letali, che richiedono la necessità di supporto alla ventilazione e complicanze cardiache nella tarda adolescenza e intorno ai venti anni.

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