Il lavoro è sempre più flessibile anche nel settore delle Life sciences, dove i contratti a tempo determinato di varia tipologia (somministrati, ad interim, freelance etc.) si stanno ritagliando un ruolo importante. Almeno a giudicare dal campione di lavoratori italiani coinvolti nella ricerca “Talenti nel settore Life Science 2018” di Kelly Services, secondo la quale circa i due terzi (67%) degli intervistati lavora con forme contrattuali diverse da quella a tempo indeterminato. La ricerca ha coinvolto millequattrocento persone operanti nel settore farmaceutico, delle biotecnologie, dei dispositivi medici e dei servizi sanitari in sette diversi paesi (Italia, Francia, Svizzera, Regno Unito, Irlanda, Germania e Olanda). UK (66%), Irlanda (61%) e Germania (49%) sono i paesi che secondo il sondaggio presenterebbero ancora la maggior quota di personale a tempo indeterminato.

La dinamica alla base del fenomeno sarebbe attribuibile al ruolo sempre maggiore svolto dall’intelligenza artificiale, che ha spinto la ricerca di personale umano verso competenze sempre più specifiche. Secondo la maggioranza dei partecipanti al sondaggio a livello europeo (72%), il ruolo che attualmente rivestono andrà incontro a una progressiva automatizzazione nel corso del prossimo quinquennio. Nonostante ciò, secondo Kelly Services il sentiment prevalente è quello di vivere questo cambiamento come un’opportunità piuttosto che come un’ostacolo, un’evoluzione verso l’ottimizzazione dei propri risultati tramite tecnologie sempre più innovative.

Le opportunità del lavoro flessibile

Tra i maggiori vantaggi del lavoro flessibile evidenziati dai partecipanti al sondaggio vi è una maggiore libertà nel pianificare la vita privata (24%), la possibilità di ampliare le proprie conoscenze/esperienze (17%) e l’occasione per cambiare spesso ruolo e posto di lavoro (14%). La possibilità di verificare quanto ci si senta davvero “adatti” a un certo ruolo o cultura aziendale e quella di poter cambiare agilmente verso figure o aziende diverse sono altre spinte emerse dai risultati che aiutano a rendere accettabili le posizioni a tempo determinato. Fanalino di coda sono invece gli aspetti relativi ai compensi, citati solo dal 2% del campione intervistato.

Un’alta propensione al trasferimento

Non esiste più il lavoro sotto casa, la flessibilità riguarda sempre più anche la disponibilità ad accettare trasferimenti di città, o anche verso paesi diversi dall’Italia. Un andamento che viene confermato anche per quanto riguarda il settore delle scienze della vita, dove poco più della metà degli italiani partecipanti al sondaggio (53%) ha indicato uno spostamento legato all’accettazione di un nuovo lavoro, contro la media europea del 56%; il 12% dei trasferimenti è stato in paesi esteri.
Alta è stata anche la percentuale (57%) di chi è alla costante ricerca di nuove e più stimolanti opportunità lavorative, con un 78% degli intervistati che si sono detti interessati a valutare offerte lavorative migliori, anche dal punto di vista economico. Al momento la figura del Medical liason officer è quella più remunerata sul mercato italiano (ral € 62 mila; dati Kelly Services); figura che può ambire a contratti ancora più ricchi in altri paesi, come ad esempio la Germania(€ 77 mila) o la Svizzera (€ 94 mila). Di seguito uno specchietto riassuntivo delle principali figure professionali e relativa retribuzione media nelle diverse aree geografiche considerate dall’indagine.

(credits: Kelly Services)

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