Un buon utilizzo delle tecnologie digitali potrebbe risulta fondamentale per raggiungere la copertura sanitaria universale. Lo sostiene il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, che nei giorni scorsi ha presentato la prima linea guida (“WHO guideline: recommendations on digital interventions for health system strengthening“) contenente dieci raccomandazioni su come i diversi paesi potrebbero implementare nuovi servizi per la salute delle proprie popolazioni basati sulle tecnologie digitali.

Nuove opportunità e sfide ancora aperte

Sono molte le opportunità offerte dal mondo digitale nel campo della salute, ma “l’evidenza sottolinea anche sfide nell’impatto di alcuni interventi“, ha commentato il Chief scientist dell’Oms, Soumya Swaminathan, che ha auspicato anche la capacità di dimostrare gli effettivi miglioramenti di lungo periodo di questo tipo di approccio rispetto ai modelli tradizionali per la fornitura dei servizi sanitari. L’adozione della linea guida fa seguito alla risoluzione adottata durante la World Health Assembly del 2018 per sviluppare una strategia digitale globale a supporto delle azioni delle singole nazioni verso la copertura sanitaria universale. La creazione, nel marzo scorso, del Dipartimento per la Salute digitale è solo l’ultima di una lunga serie di iniziative messe in campo dall’Oms per ottimizzare gli interventi in questo settore in crescita esponenziale. Tra gli altri strumenti a disposizione, ricordiamo il Digital Health Atlas, un registro online in cui i singoli stati possono registrare le azioni già avviate, e l’iniziativa BeHe@lthy, BeMobile per il controllo e la prevenzione delle malattie non trasmissibili.

I punti al centro della linea guida

Tra le azioni considerate dalla linea guida dell’Oms vi sono gli avvisi destinati alle donne incinte e alle neo-mamme per ricordare gli appuntamenti per i controlli e la somministrazione delle vaccinazioni ai bambini. Non solo: in futuro, suggerisce l’Organizzazione della sanità, le tecnologie digitali potrebbe essere utilizzate per facilitare le pratiche di notifica delle nascite da parte dei sanitari, per una più rapida ed efficace registrazione ed emissione dei relativi certificati e a sostegno di misurazioni statistiche migliori. All’altro capo della vita, lo stesso potrebbe applicarsi alle notifiche di morte, che potrebbero essere inviate attraverso i canali digitali ed includere anche la causa del decesso.

Il problema delle rotture di stock per i farmaci e gli altri prodotti sanitari potrebbe essere aggredito anche attraverso la messa in atto di nuovi approcci digitali per il monitoraggio e il reporting dei livelli di fornitura, che tengano traccia della distribuzione e del consumo delle varie commodities sanitarie, ad esempio via Sms. Il tema della telemedicina dovrebbe venire affrontato sul duplice piano dei servizi client-to-provider, per la fornitura di prestazioni sanitarie da remoto, e provider-to-provider, indirizzati a fornire consulti e altro supporto a distanza tra operatori sanitari.

I dispositivi mobili dovrebbero diventare sempre più protagonisti delle comunicazioni indirizzate in modo personalizzato ai singoli pazienti e/o segmenti di popolazione. A questo livello, l’Organizzazione mondiale della sanità propone di utilizzare questi strumenti per l’invio di allert in tema di salute, la trasmissione di informazioni basate sullo stato di salute o la demografia delle popolazioni, per ricordare appuntamenti per visite o esami e per segnalare la disponibilità degli esiti (o per inviarli direttamente in digitale).

I Clinical decision support systems (Cdss) sono attesi affiancare sempre più da vicino il personale medico nel combinare le informazioni e i dati clinici dei pazienti con il sapere dei sanitari e i protocolli clinici, permettendo così la personalizzazione delle decisioni in merito alla scelta della terapia più indicata. La cartella clinica elettronica, poi, dovrebbe diventare lo strumento universale per registrare tutte le informazioni e i trattamenti ricevuti dal paziente, che potrà così venire monitorato anche sul lungo periodo, e anche tra nazioni diverse. Gli strumenti digitali, infine, dovrebbero essere sempre più protagonisti anche delle attività di formazione ed educazione del personale sanitario.

Gli strumenti digitali da soli non bastano

Gli interventi digitali dipendono fortemente dal contesto e dall’assicurazione di un design adeguato, che includa la considerazione dei problemi strutturali dei contesti di utilizzo, le infrastrutture disponibili, i bisogni di salute a cui s’intende rispondere e la facilità d’uso della tecnologia stessa“, ha spiegato Garrett Mehl, specialista dell’Oms per l’innovazione digitale e la ricerca.

Ad una maggiore visibilità e disponibilità dei dati deve corrispondere la garanzia per i pazienti circa la sicurezza dei propri dati personali sensibili relativi alla salute. Non va dimenticato l’impatto motivazionale che potrebbe scoraggiare la transizione verso il nuovo modello da parte di molti operatori sanitari, a cui deve venire garantito un training adeguato e misure di governance e coordinamento in grado da garantire l’applicazione uniforme delle tecnologie digitali all’interno dell’intero sistema sanitario. Il messaggio per i decisori politici è quello di valutare ed adattare alle specifiche realtà le misure suggerite dall’Organizzazione mondiale della sanità in modo da innescare cambiamenti tangibili.

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