L’obesità è definita come accumulo di grasso corporeo eccessivo in relazione alla massa magra, in termini di quantità assoluta e di distribuzione in punti precisi del corpo. È possibile misurare l’eventuale eccesso di grasso corporeo negli adulti mediante l’indice di massa corporea (Bmi, body mass index) dato dal rapporto tra il peso (kg) e il quadrato dell’altezza (m). Un Bmi >30 indica obesità, tra 25 e 29,9 sovrappeso. Per i bambini e i ragazzi sotto i 19 anni, lo stato ponderale può essere classificato attraverso le curve di crescita dell’Oms considerando i valori soglia raccomandati dall’Iotf (International Obesity Task Force) che tengono conto dell’età e del sesso.

L’obesità è l'accumulo di grasso corporeo eccessivo in relazione alla massa magra sia in quantità assoluta sia in punti precisi del corpo
L’obesità è l’accumulo di grasso corporeo eccessivo in relazione alla massa magra sia in quantità assoluta sia in punti precisi del corpo

L’obesità si manifesta a causa di uno squilibrio tra calorie assunte e spesa energetica, con conseguente accumulo di eccesso di calorie in forma di trigliceridi nei depositi di tessuto adiposo. Si tratta di una condizione eterogenea e multifattoriale, al cui sviluppo concorrono fattori genetici, biologici e ambientali.

L’obesità è una vera e propria malattia cronica recidivante, con diverse complicanze disabilitanti e mortali, tra le quali:

  • diabete tipo 2,
  • ipertensione arteriosa,
  • dislipidemia,
  • cardiopatia ischemica,
  • insufficienza respiratoria con sindrome delle apnee notturne (OSAS),
  • osteoartrite.

Più di recente è emerso che l’obesità è correlata a un numero elevato di tumori che interessano prevalentemente l’apparato gastrointestinale.

Diffusione dell’obesità in Europa e nel mondo

Le persone adulte in sovrappeso nel mondo sono circa 1,5 miliardi; di queste, 200 milioni di uomini e 33 milioni di donne sono obesi. L’obesità infantile raggiunge il 21%.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ,dal 1980 a oggi l’obesità nel mondo è più che raddoppiata: gli adulti in sovrappeso raggiungono il 39% e gli obesi sono il 13%.

Le proiezioni stimano che entro il 2020 circa 2,5 miliardi di adulti saranno sovrappeso e tra questi 700 milioni saranno obesi.

L’epidemia dell’obesità si è diffusa negli ultimi decenni anche in Europa. Secondo gli ultimi dati disponibili, complessivamente la maggioranza della popolazione adulta europea (51,6%) è obesa o in sovrappeso.

Diffusione dell’obesità in Italia

  • 25 milioni di Italiani sono in sovrappeso;
  • 6 milioni sono obesi (+10% rispetto al 2001);
  • 500.000 sono grandi obesi;
  • 1 bambino su 4 è in sovrappeso;
  • 1 bambino su 8 è obeso.

Secondo i dati del 1° Italian Barometer Obesity Report le donne mostrano un tasso di obesità inferiore (9,4%) rispetto agli uomini (11,8%). Ancora più marcata è la differenza tra i bambini e gli adolescenti, di cui il 20,8% delle femmine è in eccesso di peso rispetto al 27,3% dei maschi.

Sempre secondo questo Report, l’analisi del territorio conferma come l’eccesso di peso sia un problema molto diffuso soprattutto al Sud e nelle Isole; in particolare tra i bambini e gli adolescenti, (rispettivamente il 31,9 e il 26,1% rispetto al 18,9% dei residenti del Nord-Ovest, il 22,1% del Nord-Est e il 22% del Centro. Tra gli adulti, le diseguaglianze territoriali sono meno marcate: il tasso di adulti con obesità varia dall’11,8% al Sud e nelle Isole, al 10,6 e 10,2% nel Nord-Est e Nord-ovest rispettivamente, fino all’8,8% del Centro.

Oltre alle disuguaglianze territoriali, il Report evidenzia l’importante ruolo del livello di istruzione. Un elevato titolo di studio rappresenta, in genere, un fattore protettivo per l’obesità, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione a vari livelli e ancor più per quella primaria. Nel 2017, l’obesità ha interessato soltanto il 6,6% dei laureati, il 14,2% di coloro che hanno conseguito al più la licenza mediaAnalizzando, poi, il fenomeno dell’eccesso di peso in relazione ad alcune informazioni che si riferiscono al contesto familiare, si osservano prevalenze più elevate tra i bambini e ragazzi che vivono in famiglie in cui il livello di istruzione dei genitori è più basso. Si passa infatti dal 18,5% di quelli con genitori che hanno conseguito un alto titolo di studio al 29,5% di quelli i cui genitori hanno un titolo di studio basso.

La percezione del peso corporeo da parte degli italiani

Da un’indagine realizzata da EASO (European Association for the Study of Obesity) e C3 Collaborating for Health, sulla percezione del peso nella popolazione, in Italia la metà degli intervistati ritiene che il proprio peso sia normale, mentre il 42% pensa di essere sovrappeso. In realtà, circa il 10% di coloro che si descrivono “in salute” è sovrappeso e il 18% di chi si descrive in “sovrappeso” risulta obeso.

Sempre da questo studio risulta che, rispetto agli altri Paesi europei, gli Italiani sono più propensi a considerare l’obesità una malattia: ne è consapevole il 62%, contro una media europea del 46%. La consapevolezza è maggior tra le donne (69%), che tra gli uomini (53%).

I costi dell’obesità

Per obesità muoiono in Italia 57.000 persone ogni anno, 1.000 a settimana, 150 al giorno, 1 ogni 10 minuti.

costi diretti dell’obesità in Italia, secondo lo “Studio Spesa” del C.S.R.O. (Centro Studi Ricerca Obesità), si aggirano sui 28 miliardi di euro l’anno, dove il 64% è rappresentato dalle ospedalizzazioni, il 12% dalla diagnostica, il 7% dai farmaci, il 6% dalle visite cliniche e l’11% da “altro”;

Indagine nei bambini milanesi

Sulle abitudini alimentari e gli stili di vita dei bambini, hanno indagato i ricercatori Michele Carruba (Università statale di Milano) e Renata Bracale (Università del Molise) con una ricerca focalizzata su Milano.

Grazie al progetto “Cosmopolitan City” dell’Università degli Studi di Milano e in particolare del CSR (Centro Studi e Ricerca sull’Obesità), è stato ricostruito un quadro milanese molto preciso. Gli elementi principali emersi sono due: in città sembra mancare il senso della misura, in quanto i bambini sono o troppo grassi o troppo magri. In secondo luogo, i genitori influiscono sul peso dei propri figli, e non solo per un fatto genetico.

Indagare sulle abitudini dei bambini e dei loro genitori nella città di Milano ha permesso di capire quali sono gli errori comportamentali più comuni e soprattutto l’importanza dell’influenza della famiglia nelle abitudini alimentari, anche in ordine alla esigenza di maggiore consumo di verdura e frutta, come indicato dalle Linee Guida ministeriali, perché, in effetti, le scelte dei genitori (su un campione rappresentato ancora per l’82,5% da femmine e per il 17,5% da genitori maschi) ricadono sul sovrappeso e obesità dei figli.

Le zone centrali di Milano hanno restituito un campione di bambini più magri, in qualche caso addirittura sottopeso; mentre le zone più periferiche, ad alta incidenza di extracomunitari hanno, al contrario, fornito dati preoccupanti in termini di obesità e sovrappeso, laddove stile alimentare e qualità del cibo non sono ideali e dove viene meno l’abitudine a consumare frutta e verdura, soprattutto per una questione culturale.

Incrociando i dati dei bambini con quelli dei genitori è emerso che si ha una percentuale più alta di bambini sottopeso, correlata al sottopeso dei genitori; al contrario, come dimostrato da altri studi epidemiologici, anche in questo campione le percentuali più alte di sovrappeso e obesità infantile sono correlate all’indice di massa corporea (BMI) maggiore a 25 nei genitori.

Obecity: un progetto di sensibilizzazione sul tema dell’obesità

Da questi dati allarmanti è nata l’idea di SG Company, uno dei principali player in Italia nella comunicazione integrata Live & Digital e quotata all’AIM Italia di Borsa Italiana, per ObeCity: un progetto volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’obesità e a promuovere la prevenzione e l’adozione di corretti stili di vita.

ObeCity è la fusione delle parole obesità e city, l’incontro tra un problema e un luogo, la speranza che in un luogo sicuro come la propria città si possa aiutare le persone a risolvere il loro problema cominciando dalla prevenzione.

Obiettivo del Progetto è quello di avviare un vera e propria svolta culturale riguardo al tema dell’obesità per sensibilizzare la popolazione sui tanti e gravi rischi che questa patologia comporta, promuovendo l’adozione di stili di vita corretti (movimento fisico e alimentazione sana) e divulgando informazioni utili sulla malattia.

«Con ObeCity vogliamo contribuire attivamente alla lotta contro l’obesità portando l’attenzione su una malattia che necessita di maggior eco mediatica e più consapevolezza da parte della cittadinanza – afferma Davide Verdesca, Chairman & CEO di SG Company –  Attraverso il format ObeCity si manifesta il nostro costante impegno nella creazione di valore, un obiettivo che in SG Company rinnoviamo ogni giorno e che ci permette di riunire i più autorevoli esperti di ogni settore specifico, portando il loro know how all’intera comunità. SG, del resto, è l’acronimo di Sharing Growth ed è per questo che ObeCity si colloca in una precisa area di Communication Shared Value».

La  “Guida per conoscere, prevenire e combattere l’obesità”

Tutto questo sarà reso possibile attraverso le iniziative che caratterizzano il Progetto. In particolare, l’organizzazione di Roadshow nelle principali piazze italiane e la redazione condivisione di una “Guida per conoscere, prevenire e combattere l’obesità” che sarà realizzata da un Advisory Board, composto da 10 esperti del mondo scientifico, della nutrizione e della comunicazione, presieduto dal Michele Carruba, presidente Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano.

«I dati dell’obesità devono far riflettere – spiega il presidente dell’Advisory Board, Michele Carruba – Sono 25 milioni gli italiani in sovrappeso, 6 milioni gli obesi (+10% rispetto al 2001). 1 bambino su 4 è in sovrappeso, 1 su 8 è obeso. Molte persone, inoltre, non hanno la giusta percezione del proprio peso. L’obesità è una malattia che si può e si deve combattere, ma va adeguatamente comunicata. È con questo intento che l’Advisory Board stilerà una guida per creare una migliore/maggiore percezione del problema e finalizzata a sensibilizzare la popolazione su corretti stili di vita, sana alimentazione, importanza dell’attività fisica e giuste attenzioni da adottare ogni giorno. Sarà un lavoro sinergico che consentirà a ognuno dei componenti di portare un valore aggiunto grazie alla propria esperienza clinica, scientifica e professionale di gestione della malattia».

L’Advisory Board si è insediato il 6 maggio 2019, in occasione della presentazione del progetto, dando il via ai lavori di stesura della guida, che sarà presentata l’11 ottobre in occasione della giornata Mondiale dell’obesità.

I Roadshow di ObeCity

Il 18 maggio 2019, in occasione della giornata Europea dell’Obesità, si terrà a Catania, una delle città italiane con maggiore diffusione di obesità secondo gli Studi, la prima tappa del Roadshow. Per l’occasione sarà allestito un villaggio, in Piazza Università, dove tutta la popolazione potrà praticare sport, ricevere materiale informativo sulla patologia e sui sani stili di vita da seguire, effettuare una visita gratuita per misurare il BMI (Body Mass Index) o Indice di Massa Corporea, testare la glicemia, provare la pressione arteriosa ed effettuare l’elettrocardiogramma, grazie alla presenza di medici presso il village.

Collaboratori di ObeCity

ObeCity vedrà la collaborazione di aziende che diventeranno sponsor del progetto.
La prima che ha deciso di aderire all’iniziativa è stata Medtronic, azienda del settore biomedicale molto attenta a progetti di sensibilizzazione sulle patologie croniche attraverso l’adesione a campagne di comunicazione rivolte alla popolazione e all’opinione pubblica.

«Abbiamo deciso di sostenere il progetto ObeCity – spiega Michele Perrino, presidente e amministratore delegato di Medtronic Italia – perché vogliamo dare il nostro contributo e migliorare la qualità della vita delle persone favorendo abitudini e stili di vita più sani e virtuosi, in linea con la nostra Missione scritta nel 1960 dal nostro fondatore Earl Bakken, pioniere nella tecnologia medica le cui invenzioni hanno cambiato la vita di milioni di persone in tutto il mondo e scomparso pochi mesi fa all’età di 94 anni. Missione che promuove anche la responsabilità sociale d’azienda e intende prevenire l’impatto di tutte quelle malattie croniche che sempre più pesantemente affliggono le nostre comunità».

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